Perché l’università perde pezzi (e non solo iscritti)

Il vero problema è la scarsità di risorse, i criteri con cui vengono distribuite. E l’impossibilità di fare programmazione

di Giovanni Iozzia

«I dati sono quelli che sono. E li conosciamo bene. Ma la verità è che c’è una profonda disaffezione nei confronti del sistema universitario». Il presidente della CRUI, la conferenza dei rettori italiani, decide di intervenire nella polemica nata dopo l’allarme del Consiglio Universitario Nazionale che ha segnalato la “perdita” di 58mila studenti in 10 anni. Marco Mancini, rettore dell’Università di Viterbo, rappresenta la voce dei “governatori” degli atenei, quotidianamente impegnati con i malanni di un ambiente nevralgico per la crescita e il futuro del Paese…

(continua su panorama.it)

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