Ricercatori di futuro

Fonte: left

di DONATELLA COCCOLI

Un patrimonio di cultura, scienza e tecnologia avanzata che non va lasciato morire. Questo hanno chiesto al convegno di left studenti, professori e rettori. In ballo, una questione fondamentale: lo sviluppo economico e sociale del Paese e la difesa dei diritti di libertà e uguaglianza

La conoscenza non ammette compromessi né zone d’ombra. Così come non ammette più ritardi l’Italia dell’università e della ricerca che potrebbe traghettare il Paese fuori dallo stagno della crisi. La posta in gioco, con le elezioni del 24 e 25 febbraio, è alta. O decidiamo di essere uno Stato che punta sulla cultura, sulla scienza, sulla tecnologia avanzata, oppure ci fermiamo e pensiamo a sopravvivere, dilapidando non solo i risparmi, ma anche quel patrimonio di saperi che abbiamo acquisito negli anni. Nomi di imprenditori lungimiranti come Olivetti o di scienziati come Fermi, Natta e Amaldi, non possono finire nell’oblio.

Il resto dell’articolo sarà disponibile in edicola da sabato 16 febbraio con l’Unità, e per tutta la settimana

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