(AGENPARL) – Aosta, 06 mar – La fisica delle particelle elementari e le ricadute della ricerca scientifica in ambiti d’interesse collettivo, quali la medicina, le nuove tecnologie e le problematiche energetiche e ambientali. Sono questi i temi affrontati nel corso della 27° edizione delle Rencontres de physique de la Vallée d’Aoste, in programma dal 25 febbraio al 2 marzo scorso. Organizzate dall’Assessorato dell’istruzione e cultura in collaborazione con l’INFN-Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e con il sostegno del Comune di La Thuile, le Rencontres ospitano ogni anno circa 120 ricercatori provenienti da tutte le più importanti università e dai più qualificati laboratori del mondo, primo tra tutti il Cern di Ginevra. E proprio dal Cern è arrivato l’ospite d’eccezione di quest’anno, Fabiola Gianotti, la scienziata in capo all’esperimento Atlas che ha permesso di far luce su una delle particelle più misteriose della fisica, la cui esistenza era stata solo teorizzata, il Bosone di Higgs. Designata quinta persona più importante del 2012 dalla rivista americana Time magazine, Gianotti ha incontrato docenti e studenti valdostani dell’ultimo anno delle superiori a Palazzo regionale, ad Aosta, per una conferenza incentrata proprio sulla particella di Dio. Fabiola Gianotti, scienziata del Cern Il bosone di Higgs è una particella molto speciale, molto diversa da quelle trovate finora, ed è la particella che ci permette di capire perché le particelle elementari hanno masse e hanno masse diverse, perché il fotone è pura energia mentre l’elettrone ha una massa e il top quark è ancora più massivo. Ecco, questo fu spiegato con un meccanismo, inventato da Peter Higgs e il momento in cui queste particelle elementari hanno acquistato questa massa si situa oggi, come sappiamo da questa scoperta, un centesimo di miliardesimo di secondo dopo il big bang, quando questo campo di Higgs è entrato in funzione e ha permesso alle particelle di acquistare massa. Una scoperta incredibile, destinata a entrare nella storia della scienza, frutto di un progetto che ha richiesto oltre vent’anni di lavoro e uno sviluppo in campo tecnologico che ha portato benefici in ogni ambito della società. Fabiola Gianotti, scienziata del Cern L’argomento è molto affascinante, appunto la scoperta del bosone di Higgs, anche per l’impatto che questa scoperta può avere sulla nostra vita di tutti i giorni in termini di tecnologia che abbiamo dovuto sviluppare per scoprirlo, per esempio, e il fatto che ogni passo avanti nella conoscenza fondamentale poi porta al progresso che poi è molto importante per l’uomo. Ho notato sempre un grandissimo interesse da parte dei giovani per questi argomenti e devo che dire i giovani vengono sempre a queste conferenze molto preparati, fanno domande ottime. Il tema, seppur molto complesso, ha suscitato anche ad Aosta un vivo interesse da parte dei ragazzi che al termine dell’incontro sono apparsi entusiasti. Stefano Pillon, Liceo Scientifico Binel-Viglino di Saint-Vincent Senz’altro una visione nuova della scienza, soprattutto perché questo famoso bosone di Higgs si sente tanto nominare ma concretamente a noi profani non è noto, non è chiaro. E questa è sicuramente un’opportunità, una bellissima esperienza per entrare in contatto con ricercatori di fama mondiale per vedere concretamente la scienza cosa fa e come agisce, e poi anche i risvolti che le scoperta hanno avuto. Vittoria Perseghin, Liceo Scientifico Binel-Viglino di Saint-Vincent Sia dal punto di vista scientifico, perché non avevo ancora capito cosa fosse questo bosone di Higgs, sia dal punto di vista umano, perchè non ho mai conosciuto uno scienziato proprio in carne ed ossa a questi livelli, è stato veramente molto molto interessante. Dal punto di vista formativo e orientativo, credo che nel futuro intraprenderò questa strada, se non magari nella fisica, magari nella biologia, nell’ambito scientifico insomma. Un’opportunità unica non solo per i ragazzi ma anche per gli insegnanti, che finalmente possono affrontare temi d’attualità scientifica che spesso in classe non vengono toccati. Angela Ronchail, Liceo Scientifico Binel-Viglino di Saint-Vincent Ho colto questa occasione anche perché il programma del vecchio ordinamento non prevede lo svolgimento della fisica moderna e quindi questo è un modo per integrare questa parte per fare in modo che i ragazzi abbiano un’idea di quelle che sono anche le ultime scoperte della fisica e diciamo abbiamo una visione più completa di quella che è anche la fisica odierna.

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