Langone e l’importanza della divulgazione scientifica

 

 

langone

Al di là del titolo, dell’apertura e della chiusa, che servono solo a richiamare l’attenzione con la classica provocazione (“Dovevano bruciarla prima”), Camillo Langone dimostra di non aver ben compreso cosa si facesse a Città della Scienza.

Certo, esecrabile che non si pagassero gli stipendi da molti mesi e i fornitori, ma questo non autorizza l’accusa a un’istituzione culturale che, senza ambiguità e senza infingimenti, faceva divulgazione scientifica, di non essere Scienza.

Sai che spasso“, riferito a “telescopi e caleidoscopi“, accomunati – per assonanza, forse – ad esemplificare cose da poco, da bambini di 7 anni, e “non ha mica vinto un Nobel” (riferito al fondatore di Città della Scienza, prof. Vittorio Silvestrini), sono espressioni che servono a diminuire la divulgazione e la comunicazione della scienza a paccottiglia, a  “Fiera della Pera Cotta“.

E invece, forse Langone lo dimentica o non lo condivide, spiegare la scienza, spiegare non solo i suoi risultati e la loro utilità sia culturale, sia pratica in termini di innovazione tecnologica e miglioramento della vita quotidiana di tutti, è importante, anzi, doveroso. Doveroso non solo nella misura in cui la scienza, per larga parte (in Italia, come in tutto il mondo) è pagata da denaro del contribuente, ma anche e soprattutto per non dimenticare da dove nasce il progresso e lo sviluppo, come è stato possibile passare dalle macchine a vapore al web 2.0 in poco più di due secoli.

E telescopi e caleidoscopi servono proprio a questo, a far comprendere il fascino della conoscenza e della ricerca scientifica (sì, anche in un paese poco avvezzo alla Scienza come il nostro), anche ai più piccoli, e a dare un’intuizione, un contatto, un gusto, se non una piena comprensione, della scoperta scientifica.

Ah, un’ultimo dettaglio non da poco, è che a Città della Scienza “risiedono” anche degli incubatori d’impresa innovativa, soprattutto nel campo della tecnologia digitale, comunicazione e multimedialità, ma anche servizi e informatica più in generale, il tutto con un Centro di Formazione. Un sogno, insomma, in un contesto come quello dell’ex Italsider di Bagnoli, che poteva diventare realtà, e che le fiamme hanno fermato, speriamo solo temporaneamente.

Un pensiero su “Langone e l’importanza della divulgazione scientifica

  1. “Ho scoperto che nei capannoni dell’ex Italsider si propagandava l’evoluzionismo, una superstizione ottocentesca ancora presente negli ambienti parascientifici”. Manca il paragone col rogo purificatore di Giordano Bruno.

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