Enea, giornata sul benessere organizzativo con il ministro D’Alia

fonte ilVelino/AGV NEWS Roma

Alla presenza del nuovo ministro per la Pubblica Amministrazione e la Semplificazione, Gianpiero D’Alia, l’Enea ha presentato i risultati della prima indagine condotta tra i suoi dipendenti per conoscere lo stato del benessere organizzativo. Per l’Enea comunicare pubblicamente questi risultati vuole essere “un impegno di trasparenza nei confronti dei cittadini e affermare l’intenzione di migliorare il benessere fisico, psicologico e sociale dei propri lavoratori”. Il ministro D’Alia, intervenendo in apertura dei lavori, ha sottolineato: “La pubblica amministrazione è una realtà ad alta intensità di capitale umano: il benessere organizzativo è la precondizione affinché i cittadini possano ricevere servizi di qualità. Un’amministrazione, i cui lavoratori sono insoddisfatti, più difficilmente sarà in grado di soddisfare i bisogni dei propri utenti e di ristabilire la fiducia verso le istituzioni”. Il Commissario dell’Enea Giovanni Lelli, in conclusione dei lavori, ha dichiarato: “Questa prima indagine sul benessere organizzativo all’Enea costituisce un vero e proprio “momento di ascolto” dei nostri dipendenti perché riteniamo che la loro motivazione e un buon clima aziendale siano essenziali per lavorare in un ambiente di lavoro che pone obiettivi incentivanti sul piano tecnico-scientifico. È nostra ferma intenzione promuovere l’attuazione di interventi finalizzati a risolvere le criticità emerse da questa indagine, sia per assicurare il migliore utilizzo delle risorse, che per valorizzare e incentivare il merito”.

5 pensieri su “Enea, giornata sul benessere organizzativo con il ministro D’Alia

  1. Oramai sembra di essere nel regno di Fantasia. Questa del benesssere organizzativo è strepitosa veramente. Applicata poi a un ente divora soldi e senza alcuna missione e senso dai tempi di Craxi rivela in quale pantano sia oramai l’Italia. Fatte salve le molte (non certo tutte) ottime persone che lavorano a Enea.

    • E’ il mondo delle favole, direi!! La giornata sul Benessere Organizzativo in Enea è stata solo una mera e semplice propaganda del Commissario Enea con tante false promesse e proclami vuoti , ma con l’unico scopo di ottenere la sua 5 proroga a settembre prossimo del Commissariamento (caso unico in Italia!!). Ringrazio il Blog del ricercatore INFN per avermi dato la possibilità di esprimere liberamente il mio pensiero. In altre contesti dell’informazione ufficiale, soprattutto, i giornali a diffusione nazionale, questa libertà di opinione mi è stata negata semplicemente con la censura!!

    • L’ENEA è da 4 anni commissariato, e non si vedono segnali di ripensamento governativo in merito. Essere commissariati significa che le decisioni fondamentali vengono prese da un commissario, che si serve di un quadro dirigente che ha lui stesso nominato. Il contrario di un ente di ricerca, infatti trattasi di agenzia. Ma anche per fare queste nomine passa tempo immemorabile. Nel frattempo il governo ha tagliato i fondi per il funzionamento dei centri, mentre ha consentito mano libera sull’aumento delle indennità di incarico, in modo da assicurarsi fedeltà. In questo modo la “spending review” materialmente si scarica sui servizi, ovvero sulle ditte che la vorano in appalto (in outsourcing); mentre la produttività rimane bassa in quanto gli investimenti sono al minimo. Solo chi riesce ad avere un aggancio col mercato riesce ad accedere a finanziamento, il quale viene però in gran parte avocato al centro per far fronte alle spese generali, ovvero della macchina burocratico amministrativa e per far fronte sempre più alla “massa stipendiale”. Per propria insipienza l’ENEA, restando sostanzialmente ancorato alla prospettiva nucleare da cui originò dal CNEN, non ha colto in tempo gli sviluppi dell’ultimo ventennio, per esempio nel campo delle fonti rinnovabili che vedono ormai svariate decine di miliardi di euro di fatturato, con un contributo ENEA al processo marginale o comunque sottodimensionato rispetto alle potenzialità che avrebbe potuto sviluppare. Molti gruppi di ricerca validi, che si occupano degli aspetti più vari della scienza e della tecnologia anche per motivi “storici”, operano in un certo modo “malgrado” l’organizzazione in cui sono inseriti, anche se difficilmente i loro responsabili lo dichiarerebbero esplicitamente. Del nucleare è rimasta la grande incombenza della conservazione delle scorie nucleari rimaste (probabilmente la ragione più forte che ha evitato lo scioglimento dlel’ENEA) in rapporto, non si sa se più di collaborazione o rivalità, con la Sogin. Questo è forse il settore che potrebbe attrarre, anzi attrarrà, più investimenti, ma è abbastanza avulso dal resto della ricerca o dell’attività di “agenzia energetica” a supporto del governo e degli Enti Locali. In questo campo l’ENEA si propone come attore per portare l’efficienza energetica nella Pubblica Amministrazione, ma al contempo paradossalmente non riesce a rinnovare il proprio patrimonio immobiliare a livelli energetici accettabili, se non allo stato dell’arte, come ci si aspetterebbe da un ente che ha fra i suoi scopi la promozione dell’uso efficiente dell’energia. In realtà qualora un tale piano venisse effettivamente messo in essere si scoprirebbe che le risorse umane in grado di portarlo avati sono largamente sottodimensiona; in positivo, questo potrebbe essere l’occasione per un rilancio di occupazione giovanile, con assunzioni mirate.
      Sul piano del “benessere” quindi i riflessi non possono non esserci, e se non sono emersi è perchè i risultati sono stati probabilmente alterati o edulcorati; il benessere organizzativo è comunque attualmente l’ultimo dei problemi, ovvero quello che emergerebbe come aspetto da valorizzare a valle di una ridefinizione soddisfacente dell’ENEA, qualora come ente riacquistasse una coscienza condivisa di se (quello che in inglese si chiama: Vision, Mission, Corporate Strategy, Personnel fidelization …); anche se per la parte di di ricerca basterebbero le prime due, accoppiate a meccanismi di crescita qualitativa meritocratica anche nell’assegnazione degli incarichi.

  2. Il personale ENEA presenta un punto di massima criticità costituito da dipendenti che possono definirsi “anomale permanenze – costi zero”. Si tratta di personale laureato, spesso con il massimo dei voti, con un’elevata o elevatissima anzianità di servizio in ENEA (anche oltre trent’anni), che permane nello stesso livello d’inquadramento addirittura da oltre 16/17 anni e che ha “beneficiato”, si fa per dire, anche di due passaggi di livello “a costo zero”, cioè soltanto giuridici, senza aumento di stipendio!
    Si tratta di persone che non hanno mai demeritato, anzi che hanno profuso la propria attività nella crescita dell’ente e della propria professionalità e che adesso si trovano collocati nello stesso livello di colleghi con anzianità di servizio molto minore della loro (da 10 ad addirittura oltre 20 anni), come se fossero rimasti ibernati nella propria posizione senza che l’ente si accorgesse della loro presenza.
    I risultati del questionario mostrano proprio questa grave situazione di disagio e le affermazioni del Commissario dell’ENEA Giovanni Lelli “…E’ nostra ferma intenzione promuovere l’attuazione di interventi finalizzati a risolvere le criticità emerse da questa indagine,…” non dovrebbero attendere altri lunghi anni per essere attuate. O sono solo parole?!

  3. A chi non piacerebbe un posto di lavoro in cui si prende regolarmente uno stipendio senza che nessuno ti chieda nulla in cambio, solo la tua presenza fisica, preferibilmente silenziosa, regolare e tranquilla ? Magari lo stipendio non sarà elevato, ma in cambio ti ci portano da casa al lavoro (e viceversa) gratis, ti ci danno da mangiare a prezzi politici, vi puoi far sport, curare la tua cultura ed i tuoi interessi, e magari gestire un’attività imprenditoriale con ufficio cancelleria telefono collegamento in rete, tutto a carico del contribuente che, credulone, pensa che stai lavorando per risolvere i “Grandi Problemi” (energetici, ambientali, supporto all’industria) che attanagliano la nazione e l’intera umanità?
    A nessuno. Forse.
    Beh, qualcuno l’ha trovato quel posto, e penso (voi che leggete questo sito) che avete indovinato quale sia…
    In cambio però non si deve distrurbare il “Grande Guidatore”, ed i suoi zelanti e fedeli aiutanti, che opera la macchina della propaganda tecnica per supportare qualsiasi tesi e problematica tecnica del Governo di turno (destra – nucleare – o sinistra – energie rinnovabili – per lor pari son…), nello scopo finale di creare l’illusione che ci siano soluzione ai “Grandi Problemi” e che ci si stia lavorando alacremente.
    Ovvio che in questa situazione il “benessere” (fisico) sia notevole: un piccolo bengodi! (non unico in Italia….)
    Chi ci può star male è chi pensava di lavorare lì per mettere a frutto la sua scienza e conoscenza per il proprio sè e per la comunità. E’ non è un caso che molti tra i più dinamici e capaci siano andati via o iovani ricercatori che abbiano addirittura rifiutato l’assunzione…
    Bisogna avere il coraggio di chiamare le cose per quelle che sono: è un ente (socialmente) inutile !

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