Alla Statale concorsi trasparenti: online i curricula dei ricercatori

Si può fare!

Fonte: repubblica.it

Alla Statale concorsi trasparenti:
online i curricula dei ricercatori

Svolta voluta dal rettore per evitare ricorsi e polemiche. Chiunque può accedere alle informazioni sui candidati. La chiarezza nelle procedure di selezione potrebbe attirare un maggior numero di talenti

di LUCA DE VITO

Tutti i curricula online. La nuova politica della Statale per garantire la trasparenza nei concorsi universitari arriva a una svolta: l’ateneo di via Festa del Perdono ha deciso infatti di pubblicare sul proprio sito Internet i dati sulla carriera dei ricercatori che si presenteranno ai prossimi concorsi per contratti a tempo determinato. I bandi sono 63, suddivisi per i 31 dipartimenti dell’ateneo, vi parteciperanno 620 aspiranti, da scienze della mediazione linguistica a diritto pubblico, passando per fisica e filosofia. Competizioni vere e da subito ‘in chiaro’ sulla base delle competenze scientifiche, per agguantare un contratto di tipo A della durata di tre anni, ovvero una delle due modalità previste dalla riforma Gelmini che ha cancellato la figura del ricercatore a tempo indeterminato.

La pubblicazione online è una novità che ha come obbiettivo dichiarato quello di evitare (o almeno provarci) i ricorsi e le polemiche che in passato hanno generato non pochi scandali tra le mura dell’ateneo. Con i curricula online, infatti, chiunque può accedere alle informazioni sulla carriera scientifica dei candidati prima che inizi la prova del concorso, rendendo così più difficile da applicare il rodato meccanismo clientelare, fatto di pressioni (e a volte anche intimidazioni), che troppo spesso si è visto in passato.

La svolta è stata voluta dal rettore Gianluca Vago. «Ci tengo a precisare che da noi la maggior parte dei concorsi avviene in maniera corretta — ha spiegato — e i casi poco chiari sono stati limitati. Ma credo che in questo momento le università non possono permettersi i margini di errore che avevamo prima. Non bisogna sbagliare la selezione e i concorsi, perché le risorse sono poche e preziose e bisogna dare un messaggio positivo ai giovani».

L’idea infatti è che la trasparenza possa richiamare talenti: se i giovani ricercatori sapranno di trovarsi di fronte a una selezione aperta dove il candidato non è già stato scelto a tavolino con mesi di anticipo, saranno più stimolati a presentarsi alla selezione. Qualche risultato questa strategia sembra averlo già portato: nei dipartimenti umanistici, ad esempio, si sono presentati decine e decine di candidati. «Sicuramente è anche un affollamento causato dalla disoccupazione — spiega Stefano Simonetta, ricercatore di storia della filosofia medievale — ma si tratta di un bel passo avanti. Il messaggio che passa è che adesso, finalmente, ci si può provare».

L’operazione trasparenza non rimarrà confinata ai contratti a tempo determinato. «Estenderemo questa modalità anche agli assegni di ricerca e ai dottorati — ha aggiunto Vago — perché abbiamo bisogno di cooptare i migliori in tutti i campi. Spero di riuscire in questo modo ad allargare la platea degli aspiranti per avere maggiore qualità». Non solo. Un ulteriore valutazione verrà fatta anche dopo i tre anni di contratto, attraverso un osservatorio sulla valutazione della ricerca che verrà istituito internamente all’ateneo. Un modo per valutare i risultati e capire se la scelta è stata giusta. E soprattutto corretta.

(30 settembre 2013)

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