“Fondi agli atenei. Il ministro sbaglia i conti”

“Fondi agli atenei. Il ministro sbaglia i conti”
Il Mattino, 27 ottobre 2013
Il sistema universitario pubblico italiano è stato
oggetto negli ultimi anni di
provvedimenti molto negativi. Questi provvedimenti
hanno colpito in maniera
particolarmente forte gli Atenei del Mezzogiorno; s
ono tali da metterne seriamente a
rischio la stessa sopravvivenza nel tempo, con le c
onseguenze che è facile
immaginare sulle prospettive di sviluppo dell’area.
Purtroppo, una recente
decisione del Ministro Maria Chiara Carrozza sembra
muoversi in questo stesso
solco.
Venerdì scorso “Il Mattino” ha pubblicato un’interv
ista con il Ministro
dell’Università Maria Chiara Carrozza (PD), sulla q
uestione delle nuove assunzioni
permesse per il 2013 nelle Università italiane. Alc
une affermazioni del Ministro
suscitano perplessità, per cui è bene tornare sull’
argomento.
Diciamo subito che è un tema molto importante. Le u
niversità italiane, per le
politiche messe in atto negli scorsi anni, hanno su
bito un rilevantissimo taglio dei
finanziamenti e non hanno potuto sostituire il pror
io personale docente che
progressivamente è andato in pensione. Ciò provoca
un’immiserimento dell’offerta
formativa; e può innescare conseguenze nel tempo, d
ato che la possibilità di offrire
corsi universitari è anche legata ai docenti di cui
si dispone. Si è innescato un vero e
proprio circolo vizioso, che è stato – e potrà esse
re in futuro – molto più grave nei
grandi atenei e in genere in quelli del Mezzogiorno
.
Per il 2012 il Governo Monti ha stabilito la possib
ilità per l’insieme del sistema
universitario italiano di effettuare assunzioni par
i solo al 20% dei pensionamenti.
L’allora Ministro Profumo ha ripartito questa possi
bilità (tecnicamente: ha ripartito
“punti organico”) fra i diversi atenei in base ad u
n indicatore (“ISEF”) nel quale si
tiene conto, fra l’altro, dell’ammontare delle tass
e studentesche incassate da ogni
Ateneo. Indicatore assai discutibile, dato che – a
parità di altre condizioni – penalizza
le Università dei territori dove i redditi, e la po
ssibilità di spesa delle famiglie, sono
inferiori. Ciò ha favorito alcuni Atenei e colpito
altri.
Che succede per il 2013? Ci si sarebbe aspettato da
parte del Ministro (non più
tecnico ma politico) un ripensamento di quei criter
i; era anche previsto che i
parametri dell’ISEF fossero aggiornati annualmente.
Con il suo decreto del 9 agosto
scorso (pubblicato sul sito del MIUR il 17 ottobre)
, il Ministro ha confermato invece
l’ISEF, ma ha introdotto un cambiamento molto impor
tante. Dice il Ministro
nell’intervista: “il governo Monti preferì non inse
rire una soglia alle possibili
penalizzazioni degli Atenei”. Stando a quanto ripor
tato sin dal 21 ottobre
dall’autorevole sito
(sinora non smentito) sulla base dei testi dei dec
reti,
è successo il contrario. Nel decreto Profumo era pr
evisto un limite di salvaguardia a
quanto ogni Ateneo poteva guadagnare/perdere dall’a
pplicazione di questo criterio: e
così è avvenuto; con il decreto Carrozza tale limit
e di salvaguardia è scomparso. Che
cosa è successo con questa modifica? Sostiene il Mi
nistro nell’intervista:
“smettiamola di dire che gli atenei del Sud hanno a
vuto meno risorse e soprattutto
non attribuiamo questa presunta responsabilità all’
attuale governo”. Sud piagnone

come al solito, dunque? Stando ai dati, non sembrer
ebbe. Sul sito di Roars è
disponibile una tabella che mostra quanti punti org
anico avrebbero ottenuto i diversi
Atenei con i criteri (ripetiamo: già assai discutib
ili) del decreto Profumo e quanti ne
hanno ottenuti con il decreto Carrozza; per il sist
ema universitario meridionale, la
modifica di quest’anno (la cancellazione della clau
sola di salvaguardia) ha
comportato una riduzione da 114,7 a 91,2 punti orga
nico; sono penalizzate 19 delle
23 sedi universitarie del Sud. Spiace ricordare, co
me già notato da molti, che la
principale sede che trae beneficio dalla modifica d
i quest’anno è la Scuola Superiore
Sant’Anna di Pisa, che passa addirittura da 0,57 a
5,71 punti organico, di cui è stato
Rettore fino a qualche mese fa l’attuale Ministro.
La questione è molto rilevante: si pensi che, grazi
e all’insieme delle decisioni degli
ultimi anni, le 23 università meridionali avranno a
disposizione complessivamente nel
2013 un numero di punti organico inferiore alle tre
sedi del Nord più favorite
(Bologna, Milano, Politecnico di Milano). Le 6 univ
ersità campane, insieme, molti
meno rispetto a quelli di Padova.
In un suo tweet, il Ministro Carrozza ha sostenuto
che “il ministro non entra nelle
graduatorie che escono dalla direzione generale”. C
hi ha cambiato allora il criterio?
Se non vi è all’origine del decreto una decisione p
olitica, il Ministro può allora
modificarlo per correggerne le storture qui evidenz
iate, quantomeno ripristinando il
criterio dell’anno scorso. Se questo non accadrà, s
arà evidentemente per una scelta
politica. Molto rilevante, per le conseguenza che e
ssa provoca sul sistema
universitario nazionale. E sulla quale sarebbe assa
i interessante sentire l’opinione
dell’attuale segretario del Partito Democratico Gug
lielmo Epifani e dei quattro
candidati alla segreteria che presto si affronteran
no nelle primarie. Chissà cosa
pensano di questa vicenda Civati, Cuperlo Pittella
e Renzi: sarebbe bello saperlo.
Gianfranco Viesti
@profgviesti

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