Considerazioni sull’ASN

dal profilo Facebook di Alberto Saracco:

Dichiarazione d’intenti sulla Abilitazione Scientifica Nazionale.
(disclaimer: quanto scrivo è a puro titolo personale, e non esprimo giudizi morali su quanto altri possano decidere in proposito)

In questi ultimi giorni, con l’approssimarsi della scadenza per fare domanda alla tornata 2013 dell’ASN, si stanno scatenando panico e voci incontrollate. Molti si domandano seriamente se rifar domanda nonostante abbiano già presentato questa domanda lo scorso anno.

So che siamo in Italia, e che tutto può succedere, ma penso sia ridicolo ripresentare domanda e non mostri rispetto verso il lavoro della Commissione.
È ridicolo se so di essere stato abilitato: cosa ottengo? Prolungo la durata dell’abilitazione di un anno? A che pro?
È ridicolo se so di non essere stato abilitato: la stessa commissione che non mi ha abilitato non mi abiliterà neppure quest’anno (a meno che abbia ottenuto brillantissimi risultati nell’ultimo anno). Inoltre la legge dovrebbe impedire di ricandidarsi a coloro che son stati bocciati. Vogliamo appellarci al fatto che ufficialmente non sappiamo nulla? Facciamolo, ma un cavillo giuridico non è degno della dignità di un ricercatore.
È ridicolo se ancora non ho notizie neppure ufficiose della mia abilitazione: necessariamente ricado in uno dei due casi precedenti.

L’unico senso che vedo davvero nel ripresentare la candidatura è una protesta verso un Ministero che, con questa ASN, è sceso nel ridicolo.
È sceso nel ridicolo imponendo delle tempistiche impossibili; è sceso nel ridicolo non rispettando le proprie regole sulla formazione delle commissioni; è sceso nel ridicolo concedendo proroghe a spizzichi e bocconi; è sceso nel ridicolo con una proroga di una settimana e una di 48 ore; è sceso nel ridicolo con un tweet della Ministra in cui si diceva “basta proroghe, le commissioni finiscano”, salvo poi prorogare di due mesi dopo due giorni; è sceso nel ridicolo fissando la scadenza dell’Abilitazione 2013 prima che si siano concluse le procedure del 2012; è sceso nel ridicolo scrivendo due cose diverse nella legge e nel bando 2013. Non ha toccato il fondo. Ha iniziato a scavare. Da un bel pezzo.

Quindi capisco chi vuole protestare contro il Ministero.

Io personalmente ritengo di non ripresentare la domanda per l’abilitazione come segno di rispetto verso la mia Commissione che ha lavorato seriamente, e ha deciso di darmi l’abilitazione da associato e negarmi quella da ordinario.

Ritengo di aver lavorato bene in questi anni. Ritengo che continuerò a farlo, da Ricercatore, da Associato o da Ordinario. Perché la matematica mi piace, non certo perché qualcuno al Ministero ritenga utile o bello ciò che faccio. Perché è il mio lavoro e lo faccio con passione e dedizione, a prescindere dalle targhe, dallo stipendio o dalle medagliette.

Io non ho intenzione di scendere al livello di un Ministero che non rappresenta né me né i tanti buoni o ottimi ricercatori italiani che fanno ricerca nonostante il Ministero.
Io ho intenzione di fare il mio lavoro, non di riempire inutili moduli.
Ho intenzione di fare ricerca, non di scendere nel ridicolo.

Perciò, non farò domanda di riabilitazione.

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