Il paese che perde i suoi giovani

Il problema non è che i nostri “cervelli” se ne vanno. Ma che non ritornano. E poco si fa per indurli a rientrare. O per attirarne altri di eguale qualità. Importiamo lavoratori poco qualificati. Ed esportiamo i nostri figli

di ILVO DIAMANTI

 

04 novembre 2013

La fuga dei cervelli. È la formula usata per evocare la migrazione di tanti giovani italiani, ad alto profilo professionale e scientifico, verso altri Paesi. Non solo europei. Dove trovano occupazione e riconoscimento. Fuga dei cervelli. È un’espressione che non mi piace. Perché i cervelli, nei Paesi liberi, sono liberi. E oggi possono sconfinare ovunque, grazie alle nuove tecnologie della comunicazione. L’unica gabbia che possa imprigionarli è il loro corpo…
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