“Non si permetta di giudicarlo!”, se i genitori insultano i professori

La denuncia di una docente aggredita per aver giudicato male un tema (“Non è farina del tuo sacco”). Poi si scopre che a insultare è un agente di polizia che ora le chiede di ritirare la querela. E l’episodio diventa un caso di coscienza e “rispettabilità” dei professori

di SALVO INTRAVAIA

“Non è farina del tuo sacco”. E a scuola scoppia il putiferio: i genitori dello studente, accusato dalla docente di avere consegnato un compito “taroccato”, si presentano a scuola e aggrediscono verbalmente l’insegnante che teme anche il “contatto” fisico. Dopo mezz’ora di improperi e parole in libertà, i genitori imbufaliti perché la prof si era permessa di “screditare” l’alunno davanti alla classe vengono messi alla porta dai bidelli. E pochi giorni dopo si beccano una querela. Adesso, l’insegnante  –  che nel frattempo è stata contattata dai genitori che si sono scusati di quei minuti di “lucida follia”  –  non sa che fare: ritirare la denuncia o proseguire nell’azione giudiziaria? Anche perché, protagonista dell’ennesima aggressione nei confronti di un docente della scuola pubblica italiana, questa volta, è un servitore dello stato: un poliziotto che rischia di avere la carriera rovinata. Non un semplice cittadino…

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