AdA a Frascati, sito storico dell’EPS

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Roma, 5 dicembre 2013 – Il primo acceleratore che ha fatto scontrare tra loro fasci di particelle si chiama AdA e oggi ha ricevuto un importante riconoscimento dalla European Physical Society (EPS): la designazione a luogo storico. L’Anello di Accumulazione (AdA) fu costruito a Frascati nel 1961 da un gruppo di giovani ricercatori guidati dal fisico austriaco Bruno Touschek che aveva avuto un’idea rivoluzionaria.  Realizzare un anello in cui far circolare, accelerandoli in senso opposto, due fasci di particelle (elettroni e positroni), per poi farli scontrare e produrre, nelle collisioni, nuove particelle. Lo stesso principio con cui funziona LHC, suo gigantesco discendente, in cui però si fanno scontrare fasci di protoni. L’anno successivo AdA venne spostata a Orsay in Francia al LAL (Laboratoire de l’Accélérateur Linéaire) dove fu possibile testarla a più alte intensità; questo trasferimento segnò l’inizio della sperimentazione nella fisica delle collisioni tra gli elettroni e le loro antiparticelle, i positroni. Successivamente presso i Laboratori Nazionali dell’INFN furono costruiti gli acceleratori Adone (1969) e Dafne (1999) che hanno dato contributi fondamentali allo sviluppo della fisica delle particelle elementari.

Pur avendo avuto una vita scientifica breve, AdA rimane una pietra miliare della storia della scienza perché è stata il capostipite di generazioni di acceleratori, oggi nel mondo se ne contano 30.000, che oltre ad aver aperto la frontiera della conoscenza dell’infinitamente piccolo rappresentano ormai un importante strumento nel mondo dell’industria e della medicina. Dopo oltre mezzo secolo, nell’anno del Nobel per la Fisica a Englert e Higgs, reso possibile grazie alle scoperte ottenute a LHC, AdA è stata inserita tra i luoghi segnalati per il loro interesse storico dalla European Physical society (EPS). Un riconoscimento che quest’importante istituzione conferisce a luoghi e in questo caso macchine che abbiano avuto un ruolo particolarmente rilevante nella storia della fisica in Europa.
“AdA è nata ai Laboratori di Frascati perché, allora, il terreno in Italia per la ricerca era fertile e la rinomata scuola italiana di Fisica ha fatto il resto .”  Commenta Umberto Dosselli, Direttore dei Laboratori Nazionali INFN di Frascati “Questa tradizione, che ci ha portato a dare contributi fondamentali alla fisica delle particelle, rischia di inaridirsi se non si danno ai giovani mezzi per essere in prima linea nella competizione scientifica internazionale.”
“AdA fa parte del patrimonio scientifico dell’Italia e dell’Europa .” spiega Luisa Cifarelli, Presidente (2011-2013) della European Physical Society e ora Vicepresidente, cui si deve l’iniziativa dei Siti Storici EPS . “Oltre al ben noto patrimonio artistico culturale e a quello ambientale, con questa iniziativa l’EPS mira a identificare un nuovo tipo di patrimonio dell’umanità: quello scientifico- culturale. Affinché le più importanti tappe nella storia e nel progresso della fisica vengano rese note al grande pubblico, in uno spirito europeo di identità e di collaborazione”.

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L’assessore allo Sviluppo economico e Attività produttive della Regione Lazio, Guido Fabiani, ha partecipato oggi a Frascati alla cerimonia ufficiale per l’assegnazione ai laboratori dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn) della denominazione di “Luogo Storico” da parte della Società Europea di Fisica. Il riconoscimento è stato assegnato in quanto è all’Infn che fu realizzato, nel 1961, l’acceleratore di particelle ADA (Anello di Accumulazione), il primo acceleratore particelle-antiparticelle del mondo, antesignano dei moderni acceleratori di particelle dei grandi centri di ricerca europei. “La storia di ADA rappresenta ancora oggi un punto di riferimento per la comunità scientifica italiana – ha detto Fabiani – in quella vicenda ritroviamo due elementi di forza intorno ai quali il Paese dovrebbe oggi riorganizzarsi per uscire dalla crisi: la capacità di investire su ricerca e sviluppo e la capacità di organizzare una proficua collaborazione internazionale”. “In sostanza – ha continuato Fabiani– quell’esperimento ha cambiato il modo di lavorare e di fare ricerca in questo settore e io credo che noi oggi in quell’esperienza e nei suoi frutti possiamo vedere il segno delle possibilità che abbiamo di fronte: dobbiamo sostenere e promuovere la qualità della ricerca ma anche occuparci di far sviluppare l’imprenditoria tecnologica e aumentare i legami e i raccordi tra la prima e la seconda”. “A questo proposito stiamo pensando alla possibilità di realizzare un centro regionale per l’innovazione tecnologica, che metta a sistema varie eccellenze del mondo della ricerca come la vostra, che non sono ancora sufficientemente note nel nostro territorio, e che crei dei rapporti solidi e duraturi con il mondo dell’imprenditoria dell’alta tecnologia”, ha concluso Fabiani.

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La notizia a cura dell’Ufficio Comunicazione dell’INFN e intervista al Direttore Dosselli.

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