7 pensieri su “Concorsi universitari. Bocciati i migliori

  1. Da sempre, si sa, in Università entri solo se sei portato da un docente che garantisce per te…e la casta è compatta in tale modalità!

  2. visto che i risultati sono pubblici, sarebbe interessante misurare in forma staticamente rigorosa la correlazione tra i risultati del processo e gli indicatori oggettivi che si erano scelti come rilevanti (numero di articoli, fattore H).

    il resultato sarebbe scientificamente indiscutibile.

  3. Sono una studiosa plurivincitrice di concorsi ordinari a cattedre (concorso 1998/99), nonché ordinario di latino e greco in un prestigioso Liceo Classico della provincia di Salerno. Leggo, ormai con tanta amarezza, questo articolo, che non servirà a smuovere alcunché. Incarno l’esempio classico e ridicolo al contempo di chi ha prodotto più istanze per vari settori concorsuali. I commissari, reciprocamente inconsapevoli della presenza del mio nominativo in più ambiti, hanno goffamente giocato a ping pong con giudizi, in diversi casi, oltremodo lusinghieri. Ho lavorato per anni come docente a contratto nell’Università, ho conseguito il titolo di dottore di ricerca, senza fortunatamente mai perdere di vista il mio status di professore a scuola, ho pubblicato in settori disparati grazie alla mia pluridisciplinare competenza, essendo in primis una classicista, poi un’italianista, nonché una comparatista (bilaureata in Lettere Antiche e Lingue all’Orientale di Napoli, con tre lingue straniere parlate e scritte, oltre ovviamente alla pluriennale esperienza di docente di latino e greco). La varietà della mia formazione, nonché dei miei contributi scientifici, è stata un demerito in questo concorso sporco, sporchissimo. Ho all’attivo circa 40 pubblicazioni (ma, guarda caso, cineca ha fatto sì che ne venissero valutate meno della metà); il valore di tali pubblicazioni, ma soprattutto di un’edizione critica di un volgarizzamento cinquecentesco da Plutarco (lavoro ‘inedito’ e segnalato su ‘bibliografie internazionali’ per la sua valenza ‘filologica’, ma giudicato ‘borderline’ dai classicisti, perché a volgarizzare era un’umanista italiano – ma il tomo è una ricostruzione in toto da ‘fonti’ greche e latine) e di tutti i lavori preparatori che accompagnano tale edizione, è stato riconosciuto, accreditato e quant’altro. Taccio su altre nefandezze, che mi costringerebbero a svelare troppo.
    La mia testimonianza è quella di un’intellettuale seriamente impegnata, che ha pagato per le seguenti motivazioni: libertà di formazione e di pensiero, lavoro durissimo in facoltà ma non coronato da adeguato servilismo verbale e comportamentale, autonomia di giudizio e di valutazione, etica irreprensibile sotto ogni ‘profilo’, lealtà, ribellione al sistema mai celata anche quando ero dentro quel ‘sistema’, stima delle mie capacità.
    Sono, in ogni caso, serena e contenta di seminare le mie ‘idee’ – non manualistiche, ma frutto di una vita intera dedita allo studio – fra i banchi del liceo. Preferisco il sorriso di qualche allievo a volte anche irritante, ma pieno di gratitudine, a tanta dilagante ignoranza e incompetenza. Sì, anche da parte di quelli che hanno valutato me e tanti altri come me, ‘autori affermati’, come appunto recita l’articolo che ha suscitato la mia risposta.
    Dimenticavo…
    Sono Gabriella Carrano.

    • un umanista italiano…
      c’è un errore di battitura o di sistema, non so. Comunque, rettifico.
      gabriella carrano

    • Forse non è stata premiata per la sua preparazione, frutto di un sapere mnemonico e sterile, e per quel suo accento da donna del contado. Preferisco glissare sulle sue competenze linguistiche e la sua arroganza, che dimostra anche in questa occasione.

    • Cara Gabriella. Come darti torto? Sono affondato nella tua stessa barca. Ma la metafora marinaresca non è casuale. Triste e deluso, infatti, mi guardo un po’ intorno e scopro che il Ministero della Difesa bandisce un concorso per Ordinario di Discipline Storiche e Umane presso l’Accademia Militrare Navale “F. Morosini” di Venezia. Posti messi a concorso? uno solo.La selezione prevede la sola valutazione del curriculum, dei titoli scientifici e delle pubblicazioni. La Commissione è composta di docenti universitari e personale civile e militare del Ministero della Difesa. I nomi dei commissari non sono noti (forse per evitare indebite pressioni?). Sai qual è stato il risultato? Ho vinto! A metà settembre sarò a Venezia per iniziare la nuova avventura. Chi me lo doveva dire che dovevo cambiare Ministero per ottenere un minimo di soddisfazione? Sarà per quel senso dell’onore che ancora gira in ambiente militare che ho superato una selezione con un solo posto in palio a livello nazionale senza bisogno di “interventi”? I concorsi dovrebbereo essere tutti così: commissari anonimi che giudicano lavori di candidati anonimi con un organo di sorveglianza terzo che vigili su tutto l’anonimato in questione. Si prendesse esempio dalla Difesa, ma già immagino i commenti “beh, quelli sono militari, inquadrati, ottusi…la cultura non può essere imbrigliata in regolamenti e disciplina”….già….meglio imbrigliarla nel sottobosco baronale accademico. Ti abbraccio. Guido Iorio

  4. La mnemotecnica, che fortunatamente non rientra nelle mie competenze, è pur sempre un’arte… Senza, a converso, glissare sulle sue competenze linguistiche, sottolineo la violazione della reggenza morfosintattica (‘glissare sulle sue competenze… e SULLA sua arroganza), necessariamente evocata in questa sede dalla natura intransitiva del verbo ‘glissare’. Questo, però, è un errore molto frequente anche fra gli pseudotitolati. Quanto all’accento, se con il lemma intende ‘inflessione’, perché non vedo quale altra accezione possa avere in tale contesto, le ricordo che il ‘contado’ ha da sempre prodotto nomi, firme. Basterebbe finanche limitarsi alla nostra storia letteraria. In ogni caso, non vanto origini ‘contadine’, bensì ‘marine’. La mia famiglia è una delle poche in Campania a vantare appartenenza etnografica alla ‘divina costiera’ amalfitana, in quanto il salernitano è zeppo di cilentani, veri esponenti del ‘contado’, ma non per questo da segregare. La sua considerazione, degna di una cameriera a mezzo servizio, come direbbe un noto grecista molto snob e arrogante, è davvero sconcertante e indice di una profonda bassezza. La cultura non conosce separatismi, inflessioni, sterili precisazioni da manualistica di bassa lega. L’arroganza è figlia, in molti casi, dell’ignoranza…il mio intervento era scevro da qualsivoglia riferimento a terzi, perché incentrato sulla mia personale esperienza. Il suo denota arroganza e livore ‘personale’, perché indirizzato ‘ad personam’. Quindi, non conosce neanche le modalità di utilizzo dei registri linguistici in contesti ‘pubblici’. Un forum o un blog di acclarata ‘visibilità’ richiedono, perché si incida nel bene e nel male, un’identità, una firma. Lei scambia la temerarietà con l’arroganza: io non ho avuto né ho paura di ‘firmarmi’, scegliendo il target dei circuiti accademici. Lei non si firmerà mai, perché appartiene a quella razza di persone a me fin troppo note e indigeste.

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