Rientro dei cervelli e assunzioni di ricercatori bloccate dalla burocrazia

La riforma degli enti di ricerca varata nel 2009 dall’allora Ministro, on. Gelmini, prevede un meccanismo di chiamata di ricercatori eccellenti sul modello della ‘chiara fama’ per l’Università (D.lgs. 213/2009):

Art. 13 

Riconoscimento e valorizzazione del merito eccezionale 

1. Gli enti di ricerca, previo nulla-osta del Ministro, sulla  base
del parere del comitato di esperti  per  la  politica  della  ricerca
(CEPR), possono assumere per chiamata diretta, con contratto a  tempo
indeterminato,  nell'ambito  del  3  per  cento   dell'organico   dei
ricercatori e tecnologi nei limiti delle disponibilita' di  bilancio,
con inquadramento fino al massimo livello contrattuale del  personale
di ricerca definito dal consiglio di amministrazione,  ricercatori  o
tecnologi italiani o stranieri  dotati  di  altissima  qualificazione
scientifica negli ambiti disciplinari di  riferimento,  che  si  sono
distinti per merito eccezionale ovvero che siano stati  insigniti  di
alti riconoscimenti scientifici in ambito internazionale.

La legge, per evitare auto-referenzialità, attribuisce un ruolo di ‘controllo di qualità’ dei candidati a un Comitato di esperti, istituito niente di meno che dalla riforma ‘Ruberti’ del 1998.

Fin qui, tutto bene. Peccato che gli enti di ricerca abbiano un turn over quasi del tutto bloccato (un nuovo assunto ogni cinque pensionamenti) da diversi anni e facciano già i salti mortali per assumere i tanti precari meritevoli, o per problemi di budget o per problemi di organico saturo (in quanto mai adeguato ai nuovi compiti dell’Ente, basti al problema dei sismologi dell’INGV, o addirittura ridotto da qualche taglio della pubblica amministrazione).

Il nuovo Ministro, on. Carrozza, ha allora meritoriamente pensato di incentivare questo meccanismo, allo scopo di dare nuova linfa agli Enti, attraendo ricercatori che si sono affermati all’estero vogliosi di rientrare nel nostro Paese, e per valorizzare vincitori di grant competitivi (come ad esempio quelli dell’European Research Council), dando loro giustamente dei contratti stabili (intervista del  settembre 2013). Sul piatto il MIUR ha messo un ‘fondino’ di 1,6 milioni di Euro che dovrebbe consentire l’assunzione a tempo indeterminato di 20-30 ricercatori (a seconda del livello contrattuale in cui verranno inquadrati), con un meccanismo competitivo tra i 12 enti di ricerca: i migliori ricercatori verranno finanziati dal Ministero, gli altri comunque meritevoli potranno essere assunti sul budget dei singoli Istituti.

Lo stanziamento dei fondi risale al decreto di riparto del fondo ordinario degli enti di ricerca (FOE) del 2013, quindi a marzo dello scorso anno, gli enti hanno dovuto aspettare il decreto ministeriale che dava i dettagli della procedura e i termini di scadenza per poter avanzare le candidature. Il decreto è arrivato a fine ottobre (comunicato stampa del MIUR) con scadenza per le candidature l’8 novembre, e stabilendo un termine di 20 giorni per il CEPR per fare una graduatoria degli ‘eccellenti’. Le assunzioni sarebbe dovute avvenire a stretto giro, entro il 20 dicembre.

Qualcuno al Ministero, però, ha trascurato un piccolo dettaglio: il Comitato degli esperti per la politica della ricerca non si riunisce dal 7 maggio del 2012 (sito web del CEPR), per la semplice ragione che il suo mandato è terminato a gennaio del 2013, ovvero 10 mesi prima dell’emanazione di questa procedura. Il decreto di nomina, infatti, a firma l’allora Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, è dell’11 gennaio del 2010.

Attendiamo, allora, che tra i tanti gravosi compiti che lo attendono, nel 2014 il Governo trovi il tempo di predisporre il DPCM necessario alla nomina del nuovo CEPR. Non si tratta solo di un atto burocratico per la nomina dell’ennesimo comitato ministeriale, ma un passo indispensabile a sbloccare l’assunzione di alcuni ricercatori eccellenti. Alcuni, cara ministra Carrozza e caro presidente Letta, sono giovani vincitori di FIRB o ERC, in attesa di poter iniziare i loro programmi di ricerca con un contratto stabile; altri sono italiani che si sono affermati all’estero e che già da tempo hanno già annunciato alle loro istituzioni di ricerca di voler tornare nel loro Paese e che ora… non hanno nulla in mano.

Un pensiero su “Rientro dei cervelli e assunzioni di ricercatori bloccate dalla burocrazia

  1. sono bastate poche ore, ed è arrivato il comunicato stampa dell’avvenuta nomina. tutto è bene quel che finisce bene… wp.me/pnlLt-4cV

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