Per Luigi Michaud

Luigi_Michaud“Se ne è andato via, a 40 anni, con un pugno di mosche in mano: era un invisibile.
A 40 anni senza una posizione fissa, stabile, sicura, concreta.
Se ne è andato via mentre i frutti dei suoi sacrifici personali arricchivano le statistiche del suo Ateneo.
Se ne è andato via, pensiamo, quasi chiedendo scusa ai suoi figli, di averli lasciati soli e senza tutele, pensioni, vitalizi o qualunque altra continuità di vita, quando non di sopravvivenza.
Forse avrebbe voluto spiegargli che non è sua la colpa se, da domani, gli sarà più difficile studiare, andare in discoteca e progettare il proprio futuro; comperare un motorino piuttosto che un soggiorno di studio all’estero.
Era, a 40 anni, un assegnista di ricerca.
Era, a 40 anni, il risultato di una politica violenta, miope e barbara che vorrebbe tutti precari, tutti incerti, tutti sospesi sul filo fra l’essere ed il non-essere.
Senza futuro.
Senza speranza.
Meglio se ricattabili.
Adesso l’Accademia si accorge di Lui, e si spertica nel suo peana.
La stessa Accademia che non ha mai fatto nulla, mai speso una parola, mai espresso un atto affinché nessuno potesse mai arrivare, precario, a 40 anni”
cit. Mauro Federico

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