[Reblog]: “Il Ministero sa ma non dice”

da “La scuola siamo noi” di Corrado Zumino

Il silenzio di Maria Chiara Carrozza è raggelante. Il suo ministero (che al terzo complemento di specificazione dice “della ricerca”) conosce da tempo le imprese pantagrueliche di Enrico Saggese presidente dell’Agenzia spaziale italiana: soldi buttati a valanghe in viaggi di famiglia, congressi con le hostess dalla coscia lunga, portaborse (come il collega di partito Antonio Menè) distaccati alla presidenza del Consiglio e già costati 300 mila euro pubblici senza un motivo. La faraonica sede dell’Eur, per spiegare la vergogna dell’Agenzia spaziale da sei anni guidata da Saggese, è costata sette volte tanto il promesso, è stata inaugurata nel luglio 2013 senza ci fosse alcuna attività all’interno: una piramide di Cheope costruita ai tempi della carestia, per diversi mesi senza vita né lavoro, un manufatto enorme che può garantire ai comodi dipendenti di Saggese 45 metri quadrati a testa.

Il predecessore della Carrozza al ministero dell’Istruzione (e della Ricerca), Francesco Profumo appunto, di fronte all’ennesima nomina nell’industria spaziale pubblica di un amico di Saggese perlomeno ebbe la decenza di scrivere e rendere pubblica una lettera di ammonimento. La Carrozza, la ricercatrice Carrozza, nulla. Il ministro in carica sa bene che quei milioni di euro lanciati dalla finestra e, sostiene l’accusa, rientrati nelle tasche di Saggese sono quotidianamente tolti a una ricerca pubblica boccheggiante, eppure lei, nel giorno in cui ha presentato in Consiglio dei ministri un corposo e ambizioso piano nazionale della ricerca, non ha ritenuto di dire una parola su un suo altissimo dirigente, un doppio presidente, indagato per corruzione e concussione. Corruzione e concussione.

Il ministro Carrozza, se mai non avesse letto i giornali, deve aver comunque avvistato sulla scrivania le tre lettere aperte dei dipendenti dell’Agenzia spaziale. Spiegavano tutto, dettagli compresi. Il ministro Carrozza sa bene che l’Asi da tempo ha abbandonato ogni velleità di ricerca interna preferendo fare solo la ricerca (e gli affari) imposti da Finmeccanica. Ora ci sono anche i dispacci di agenzia. Ricordano come la Procura di Roma stia indagando sui 4 milioni di euro spesi da Saggese per un convegno a Napoli, sul viaggio monstre dell’Agenzia spaziale negli Stati Uniti per far vedere ad amici e parenti del presidente il lancio di un satellite che non è mai decollato, sugli 82 milioni investiti per tirare su (in 14 anni) una sede aziendale immensa. La procura indaga anche su una valanga di nomine, assunzioni e appalti di un’agenzia fuori controllo controllata da Maria Chiara Carrozza.

Niente, non una parola. Figuriamoci un atto politico. Non c’è neppure più la scusa che il padrino di Saggese, Maurizio Gasparri, è un alleato di un governo traballante da tutelare. Con Forza Italia, il padrino del Faraone è andato all’opposizione. ministro.

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