Il bilancio di Maria Chiara Carrozza

L’ormai ex ministra dell’istruzione, università e ricerca traccia un bilancio del suo mandato a Viale Trastevere, ammettendo timidamente che le speranze di sopravvivere anche nel governo Renzi futuro sono nulle e certamente con uno sguardo assai benevolo sul proprio operato. Restano alcuni spunti positivi e un atteggiamento di cauta apertura ai tre mondi governati. Poco, e troppo poco tempo, ma dopo l’esperienza Gelmini anche Profumo e Carrozza sembrano dei giganti.

9 mesi di Miur: una gestazione difficile ma serena

È molto più difficile giudicare se stessi che giudicare gli altri, diceva Antoine de Saint-Exupéry. In questo periodo di interregno, provo a scrivere un primo, non esaustivo, bilancio delle cose fatte, giusto per dare senso e dignità all’intenso lavoro svolto e trasparenti elementi di giudizio. Spero nei prossimi giorni di riuscire a produrre qualcosa di più elaborato. Sono convinta che in 9 mesi abbiamo “partorito” buoni provveddimenti e provato a ridare speranze all’intero settore dell’educazione, lavorando serenamente insieme a tutti gli attori che gravitano intorno a questo difficile, ma essenziale “piccolo grande mondo”. Dopo anni di sacrifici e, per dirla con le parole del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, di “tagli alla cieca”, siamo tornati ad investire nell’istruzione, con un deciso cambio di rotta, sia in termini di risorse che di attenzione. Finalmente la scuola, l’università e la ricerca sono tornate al centro del dibattito e dell’agenda di governo. E non dovranno più uscire…

Un pensiero su “Il bilancio di Maria Chiara Carrozza

  1. L’ex ministro Carrozza è una forza incredibile. Quando era Ministro, un gruppo di colleghi dell’Enea ha inviato a lei direttamente una lettera in cui c’erano delle richieste ben precise, come quella di poter finire sotto il MIUR. Ebbene, a quella lettera non c’è stata mai una sua risposta. Ora che i giochi per lei sono finiti, apre un proprio sito e chiede a chi volesse di iscriversi. Per chiederle che cosa, se è lecito?. Credo che quel tempo ormai è scaduto sia per lei che per noi, lavoratori Enea!!

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