Corsa al MIUR: i profili dei papabili

Fonte: uninews24

17 Febbraio 2014 17:35. in Italia

Roma – In questi tempi di lavoro precario, anche la professione di Ministro sta diventando molto insicura. Che in Italia i Governi non raggiungano quasi mai la fine della legislatura è cosa nota; tuttavia il “turnover” dello scranno più alto di Viale Trastevere è stato particolarmente furioso dal 2008 ad oggi.

Dopo meno di dieci mesi sembra infatti concludersi l’avventura di Maria Chiara Carrozza. Per quanto le indiscrezioni che circolano debbano essere prese con le pinze, ci sono pochi elementi che fanno pensare ad un Carrozza-bis –data anche la sua particolare vicinanza ad Enrico Letta. Chi potrà succederle dunque? I nomi più gettonati sono quattro, due uomini e due donne, tutti di area “centrista”.Stefania Giannini, stando ai “rumors”, è la favorita per il MIUR. Classe 1960, è diventata professoressa associata di glottologia già nel 1991, e ordinaria nel 1999. Dal 2004 al 2013 è stata Rettrice dell’Università per Stranieri di Perugia (città ove si è svolta gran parte della sua carriera), e a partire dal 2006 è stata membro del Comitato di presidenza della Conferenza dei Rettori delle Università Italiane. Dal 2010 è inoltre Presidentessa della Società Italiana di Glottologia, e negli ultimi 10 anni ha partecipato a vari tavoli per la promozione dell’Erasmus e in generale dell’internazionalizzazione.
Ma dopo un’ascesa accademica piuttosto rapida è iniziata, non più di una decina di mesi fa, una carriera politica ancora più fulminea. Eletta Senatrice della Repubblica lo scorso febbraio per la lista Con Monti per l’Italia, nel novembre dello stesso anno è stata nominata Segretaria di Scelta Civica (o di quel che ne resta). È membro della VII Commissione, che si occupa di cultura e di istruzione.

Irene Tinagli riveste il ruolo di “outsider” nella corsa al Ministero all’Istruzione, all’Università e alla Ricerca del nascente Governo Renzi. 40 anni il prossimo Aprile, toscana come la Giannini, si è laureata alla Bocconi d Milano ed è stata docente di Economia delle Imprese all’Università Carlos III di Madrid, ruolo lasciato una volta eletta in Parlamento con Scelta Civica. È stata ricercatrice presso la Carnegie Mellon University di Pittsburgh, dove ha conseguito un Master of Science ed un PhD in Public Policy and Management. La Tinagli è anche membro del comitato direttivo di Italia Futura, guidato da Luca Cordero di Montezemolo.
Irene Tinagli ha alle sue spalle una breve parentesi con il Partito Democratico: nel giugno 2008, infatti, fu nominata tra le venti “personalità del mondo della cultura, dell’associazionismo, del lavoro e dell’impresa” che affiancavano la Direzione nazionale del PD, un incarico da cui si dimise pochi mesi dopo con una lettera aperta a Walter Veltroni, dove esprimeva dubbi “sulla capacita’ del PD di proporsi come forza riformista e innovativa, come aveva detto di voler fare un anno fa”. In particolare, la Tinagli contestava le critiche alla Gelmini, definite pretestuose: “Tra tutti gli argomenti che si potevano scegliere per incalzare il ministro sono stati scelti i piu’ scontati e deboli. Il mantenimento dei maestri, le proteste contro i tagli, la retorica del precariato, tutte cose che perpetuano l’immagine della scuola come strumento occupazionale. E’ questa la linea nuova e riformista del PD? Cavalcare l’Onda non basta. Serve una proposta davvero nuova, che ribalti certe logiche di funzionamento anziche’ difenderle. Ma non ho visto niente di tutto questo”.
Successivamente è diventata consigliere di Francesco Profumo – ex ministro all’Istruzione del Governo Monti – sulle smart cities.
Alle elezioni politiche del 2013 si candida con Scelta Civica come capolista alla Camera nella circoscrizione Regione Emilia-Romagna, risultando eletta. Diventa componente di due commissioni, la XI (lavoro pubblico e privato) e quella parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza.

Il terzo nome è Maurizio Lupi, deputato del Nuovo Centrodestra ed ex Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti nello scorso Governo Letta.
Lupi, 54 anni, ha cominciato il suo percorso politico nel 1993, quando fu eletto consigliere comunale a Milano con la Democrazia Cristiana. Con la scomparsa della “Balena bianca” si è “accasato” alla corte di Silvio Berlusconi, con cui ha condiviso i percorsi politici di Forza Italia prima e successivamente del Popolo della Libertà. Il 16 novembre 2013 ha però abbandonato il Cavaliere, aderendo al Nuovo Centrodestra di Angelino Alfano. Nelle ultime legislature è stato per due volte uno dei vicepresidenti della Camera dei Deputati. Un cambio piuttosto netto anche nella sostanza: Maurizio Lupi è da sempre un membro di Comunione e Liberazione, movimento che fin dagli anni ’70 trova ampio sbocco nelle Università, con liste studentesche quali Lista Aperta, Obiettivo Studenti, Student’s Office. Lupi era uno dei candidati al MIUR anche nel “totoministri” dello scorso Aprile, quando fu sancita la strana alleanza Pd-Pdl denominata “Larghe Intese”.

L’altro papabile è Mario Walter Mauro, senatore di Popolari per l’Italia ed ex ministro della Difesa nello scorso Governo Letta.
Mauro, 52 anni, ha cominciato il suo percorso politico tra le file di Forza Italia, risultando eletto al Parlamento Europeo nel 1999. Sempre fedele al centrodestra di Silvio Berlusconi, militando prima in Forza Italia e successivamente nel Popolo delle Libertà, nel gennaio 2013 ha aderito a Scelta Civica, nuova forza politica dell’allora premier Mario Monti. Un matrimonio durato poco: lo scorso novembre Mauro ha lasciato SC per fondare un nuovo partito, Popolari per l’Italia. Anche qui stesso discorso di Lupi, dato che Mauro è notoriamente di area ciellina. L’ex ministro della Difesa è stato anche responsabile scuola e università durante il suo periodo politico con Forza Italia. Inoltre, dal 2009 al 2011, Mauro è stato rappresentante personale della presidenza dell’OSCE contro razzismo, xenofobia e discriminazione, con particolare riferimento all’intolleranza e alla discriminazione dei cristiani e dei membri di altre religioni.

Sembra perdere quota, invece, la candidatura di Pier Carlo Padoan: fino a ieri diverse voci lo davano addirittura tra i favoriti – testa a testa con la Giannini – ma una sua nomina a Viale Trastevere sembra ora molto meno probabile. Padoan sta per assumere la Presidenza dell’Istituto Nazionale di Statistica: da pochi giorni, infatti, la Commissione Affari Costituzionali del Senato ha dato parere positivo alla nomina, suscitando un certo disappunto da parte del Movimento 5 Stelle.
Personaggio dalla vasta esperienza internazionale, è stato consulente della Banca Mondiale, della Commissione Europea e della Banca Centrale Europea.
Prima di entrare all’Ocse Padoan è stato docente di economia all’Università La Sapienza di Roma e Direttore della fondazione Italianieuropei. Dal 2001 al 2005 è stato direttore esecutivo presso il Fondo Monetario Internazionale, responsabile per Grecia, Portogallo, San Marino, Albania e Timor Leste. Dal 1998 al 2001, Padoan è stato consigliere economico dei premier Massimo D’Alema e Giuliano Amato e responsabile della politiche economiche internazionali. È Vice segretario generale dell’Ocse dal 1 giugno 2007, poi, dal 1 dicembre 2009, è stato anche nominato capo economista.

Marco Viola

Roberto Naccarella 

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