«Stipendi bassi? Sono i sindacati a volere il minimo garantito per tutti»

Fonte: corriere.it

Il ministro Giannini e l’articolo del Corriere: «Il nostro governo è il primo a mettere la scuola al centro. Certo, l’edilizia non basta»

Roma – Insegnanti italiani pagati peggio della media Ocse e maltrattati? Il ministro dell’Istruzione Stefania Giannini, intervistata su Radio1 Rai, nella trasmissione Prima di tutto, ha sottolineato come tra le righe dell’articolo delCorriere della Sera si colga «l’addebito alla politica» e visto che la politica è strumento fondamentale per gestire la cosa pubblica e anche raggiungere il bene comune, «evidentemente quando le cose funzionano male o sono trascurate, si deve dare alla politica la responsabilità primaria».

Secondo la Giannini tra le cause non c’è solo «l’avvicendamento dei vari ministri», ma il tema o il male originario è nel fatto che «non ricordo a mia memoria un governo che abbia messo questo tema al centro della propria agenda politica. Poi da lì a cascata derivano le scelte, derivano anche il coraggio, qualche volta, la necessità di investire lì e investire meno altrove. Cosa che questo governo per primo sta cominciando a fare. Ma ovviamente bisogna andare oltre l’edilizia».

Sugli stipendi il problema dipende anche dai sindacati che vogliono salvaguardare il minimo garantito a tutti e non valorizzare chi lavora meglio

Sul capitolo stipendi (gli insegnanti italiani prendono mediamente circa 5mila euro in meno rispetto ai loro colleghi), il ministro ha voluto puntualizzare: «Metterei il dato in un quadro più ampio, non è solo meno soldi ma anche spesi male. Gli insegnanti italiani, rispetto a quelli dei paesi europei avanzati, sono insegnanti che non hanno alcuna prospettiva di carriera, ma non solo nel senso di una progressione, di un avanzamento, ma nel senso di una differenziazione di funzioni».

Se si fa una contrattazione, continua, «se anche le forze sindacali spingono sempre e solo per salvaguardare il minimo garantito a tutti e non per valorizzare chi lavora meglio, quel poco che c’è non solo non serve a migliorare la qualità complessiva ma nemmeno a valorizzare le singole persone».

Immediata la risposta dei sindacati. «Siamo pronti a discutere di valorizzazione professionale dei docenti ma nell’ambito dei rinnovi contrattuali, se invece la ministra Giannini vuole premiare pochi e penalizzare tutti gli altri troverà la nostra ferma opposizione», ha detto il segretario generale della Flc-Cgil, Mimmo Pantaleo. «Argomenti complessi come retribuzioni e carriere necessitano di una discussione seria con le organizzazioni sindacali e non – ha osservato il sindacalista – di essere affidati a interviste».

Ancora più netta la presa di posizione del sindacato Gilda. «Le esternazioni della Giannini ci lasciano esterrefatti perché dimostrano che il ministro non conosce affatto la drammatica situazione in cui si trovano gli insegnanti italiani a causa di una politica miope basata su tagli continui e indiscriminati», ha detto il coordinatore nazionale Rino Di Meglio. « Il contratto – ha detto – è scaduto ormai da cinque anni, l’inflazione finora ha eroso gli stipendi del 17% e non c’è l’ombra di un centesimo da contrattare».

Dura anche la reazione dell’Anief. «Il Ministro dell’Istruzione Stefania Giannini – si legge nel comunicato dell’Associazione nazionale insegnanti e formatori – farebbe bene ad andare a leggersi quanto guadagna nel 2014 un insegnante della scuola pubblica italiana: in media non arriva a 1.300 euro, meno di un operaio».

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