Riforma pa, Marianna Madia convoca i sindacati, confronto anche su contratto. Si punta su turnover

Fonte: ANSA

Confronto tra il ministro della Pubblica amministrazione, Marianna Madia, e i sindacati sulla riforma della Pa alla vigilia del Consiglio dei ministri che esaminerà il provvedimento, il 13 giugno. Il ministro ha infatti convocato le sigle dei lavoratori per giovedì mattina, il 12, a Palazzo Vidoni, per una riunione in vista degli interventi. E ai 44 punti indicati con il premier Matteo Renzi, a fine aprile, su cui c’è stata la consultazione, ha aggiunto il punto numero 45 sul rinnovo del contratto del pubblico impiego. Fermo al 2009 (fino a fine 2014). Punto che, nell’ambito della consultazione del governo, era stato sollecitato dai sindacati di categoria.

Ritenendo che il blocco della contrattazione abbia “prodotto un danno ingiusto” ai lavoratori pubblici e ricordando l’intervento degli 80 euro in più in busta paga, nel documento che il ministero ha inviato alle organizzazioni sindacali in vista della riunione, si afferma che “il tema del rinnovo della parte economica del contratto merita di essere affrontato a partire dal prossimo anno”.

L’incontro con i sindacati, che lo stesso ministro aveva assicurato ci sarebbe stato prima del Cdm, sarà preceduto a sua volta dall’appuntamento messo in calendario dalle sigle del pubblico impiego, Fp-Cgil, Cisl-Fp, Uil-Fpl e Uil-Pa, mercoledì mattina per illustrare le proprie proposte, unitarie, di riforma, che partono dallo riorganizzazione partecipata della Pa allo sblocco del turnover e della contrattazione, appunto, senza la quale – dicono – non è possibile una riforma “vera”.

Sul tavolo della riforma diversi sono i provvedimenti allo studio: dalla modifica della mobilità volontaria e obbligatoria (anche senza l’assenso del lavoratore, ma con il mantenimento in tale ipotesi dello stesso trattamento economico e precisi limiti geografici); all’abrogazione del trattenimento in servizio (raggiunta l’età di pensione) che libererebbe oltre 10.000 posti per i giovani nella Pa a costo zero ed alla staffetta generazionale; dal part-time incentivato, considerato un altro strumento utile a creare spazi per nuove assunzioni e favorire la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro; alla cosiddetta ‘opzione donna’ per le lavoratrici (se scelgono il regime contributivo per andare in pensione con i requisiti pre-Fornero). Per coloro vicini alla pensione era emersa anche l’ipotesi di reintrodurre l’esonero dal servizio (con il 65% dello stipendio), ipotesi che è stata esclusa: nel documento inviato dal ministero ai sindacati, infatti, si ritiene “non opportuno” proporla perchè avrebbe un “ritorno marginale oltre che il rischio” di determinare “nuove distorsioni”.

Quanto al turnover, l’obiettivo è di una “urgente” semplificazione, per assicurare maggiori ingressi ma anche consentire a ciascuna amministrazione più discrezionalità nella programmazione, fermo restando il rispetto dell’equilibrio finanziario: questo anche “ad esempio eliminando il vincolo del computo delle teste”.

C’è poi la questione precariato, una “patologia” con numeri “vergognosi”, come definita nelle settimane scorse dalla stessa Madia, che va superata. Tema che “chiederemo, nell’incontro di giovedì” che “entri a far parte della riforma”, dice il responsabile dei Settori pubblici della Cgil, Michele Gentile.

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