Interrogazione al ministro IUR sul Piano Nazionale della Ricerca

BINETTI, BUTTIGLIONE e GIGLI. — Al Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca. — Per sapere – premesso che:

l’articolo 9 della Costituzione attribuisce alla Repubblica il compito di promuovere la cultura e la ricerca scientifica e tecnologica, prevedendo testualmente al comma 1 che «La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica»;

il decreto legislativo n. 204 del 1998 prevede che il Governo espliciti ogni anno, in fase di programmazione economica e finanziaria, gli indirizzi e le priorità strategiche per gli interventi a favore della ricerca scientifica e tecnologica, definendo, tra l’altro, il quadro delle risorse finanziarie da attivare e assicurando il coordinamento con le altre politiche nazionali;

lo stesso decreto prevede che sugli indirizzi governativi e sulle risoluzioni parlamentari relative alla stessa programmazione economica e finanziaria venga redatto, su coordinamento del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, un programma nazionale per la ricerca (pnr) di durata triennale con aggiornamento annuale;

il programma nazionale per la ricerca deve definire gli obiettivi generali e le modalità di attuazione degli interventi alla cui realizzazione concorrono, con risorse disponibili sui loro stati di previsione o bilanci, le pubbliche amministrazioni, ivi comprese, con le specificità dei loro ordinamenti e nel rispetto delle loro autonomie ed attività istituzionali, le università e gli enti di ricerca;

il programma nazionale per la ricerca, con le risorse e i suoi aggiornamenti annuali, è approvato dal Comitato interministeriale per la programmazione economica;

l’ultimo programma nazionale per la ricerca che è andato in approvazione al Cipe è il programma nazionale per la ricerca 2011-2013, approvato con deliberazione n. 2 del 23 marzo 2011, da tempo scaduto;

la sezione centrale di controllo sulla gestione delle amministrazioni dello Stato della Corte dei conti, con delibera n. 3 del 22 marzo 2012, ha approvato l’indagine sul fondo ordinario per gli enti e le istituzioni di ricerca (capitolo 7236 del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca), in cui è stato evidenziato il ritardo nell’approvazione del programma nazionale per la ricerca e la circostanza che tale inadempienza che interviene in un quadro di estrema eterogeneità delle fonti di finanziamento (statali, regionali, europee) e dei soggetti coinvolti (fa capo a sette ministeri), che utilizzano le risorse pubbliche per la missione ricerca e sviluppo;
la mancanza di una cornice strategica nazionale di politica della ricerca indebolisce il coordinamento delle risorse pubbliche e non fornisce il necessario quadro di riferimento per le politiche regionali;
nel mese di luglio 2014 inizia il semestre di presidenza dell’Unione europea. L’Italia si è impegnata a perseguire gli obiettivi della «Strategia Europa 2020», tra cui il raggiungimento del 3 per cento del prodotto interno lordo investito in ricerca e sviluppo tecnologico e della soglia minima del 40 per cento dei giovani laureati –:
quali siano gli indirizzi che il Governo intende seguire per rilanciare lo sviluppo sociale e culturale del Paese, anche ai fini della ripresa economica, sia come contributo alla crescita dell’Europa, sia per lo sviluppo e la promozione della cultura italiana e del suo patrimonio culturale attraverso l’avanzamento della conoscenza, la valorizzazione dei talenti italiani e il trasferimento tecnologico.
(3-00901)

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