[Reblog]: “Terremoto” al Miur, decadono tutti gli alti dirigenti

Fonte: Tecnica della Scuola

 Lunedì, 21 Luglio 2014

Il giorno X è il 29 luglio, quando saranno rinnovati i direttori generali centrali e periferici. L’operazione prevede la soppressione di una decina di posti. E siccome stiamo parlando di ruoli professionali che comportano stipendi da capogiro, anche 200mila euro l’anno, per una volta non si può dire che a pagare è sempre la base. A nominare i nuovi “colletti bianchi” di prima fascia sarà il premier Renzi: l’occasione giusta per avviare il nuovo corso?

È in arrivo un vero ‘terremoto’ ai vertici del ministero dell’Istruzione: entro pochi giorni tutte le cariche dirigenziali più importanti, comprese quelle a capo delle varie direzioni regionali, saranno infatti azzerate. La decisione del Miur è stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 161 del 14 luglio scorso: già dal prossimo 29 luglio la decadenza degli attuali incarichi diventerà effettiva. Nelle stesse ore verranno conferiti i nuovi incarichi. Anche se non si escludono alcune riconferme.

Pure questa operazione sarà contrassegnata dalla politica al risparmio che da qualche anno investe l’intera Pubblica amministrazione. Tra la sede centrale di Viale Trastevere e quelle a capo delle varie regioni italiane, salteranno una decina di posti. Che verranno accorpati a quelli che rimarranno in vigore: vale la pena ricordare che stiamo parlando di ruoli professionali che prevedono stipendi quasi sempre da capogiro. Tra “tabellare”, indennità varie e di merito si possono arrivare a percepire anche 200mila euro l’anno.

Qualche giorno fa sul sito internet del Miur è apparso un avviso che comunica proprio le singole disponibilità per le varie direzioni generali regionali. L’individuazione dei nuovi direttori generali, come prassi, spetterà al presidente del Consiglio dei ministri, tramite apposito decreto, sulla base delle indicazioni fornite dal ministro dell’Istruzione.

Se in diversi casi la mancata conferma coinciderà, o quasi, con il collocamento in pensione degli attuali direttori generali, per altri, invece, potrebbe essere l’occasione giusta per portare quella ventata di novità gestionali e organizzative a cui il Governo, in primis il premier Renzi, ha detto di tenere in modo particolare. Per capire se andrà così, se prevarrà la logica del rinnovo su quella conservatrice, bisogna attendere solo una manciata di giorni.

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