Science 2.0 la rivoluzione nella ricerca: talenti, dati e condivisione

Pedicchiodi Maria Cristina Pedicchio, Presidente OGS

La Commissione Europea ha avviato questa estate una consultazione, aperta non solo agli scienziati ma anche ai cittadini ed ai politici, al fine di comprendere meglio le potenzialità sociali del cosiddetto fenomeno ‘Science 2.0’: Science in Transition.

Di che cosa si tratta?

La scienza si sta avviando verso cambiamenti epocali e la velocità di tali cambiamenti, unita alla competizione globale, sta aumentando in maniera estremamente significativa.

Diversi sono i fattori che hanno avviato questo processo ormai irreversibile, in particolare: l’esplosione globale di produzioni scientifiche e di conoscenza, la domanda di agire più rapidamente, i cambiamenti demografici con un numero sempre crescente di “digital natives”, un uso più facile ed economico degli strumenti informatici e, soprattutto, un’esplosione di dati (e siamo solamente all’inizio!) assieme alla possibilità per tutti di condividere e di accedere ad enormi quantità di informazioni e conoscenze.

Assistiamo quindi ad una vera rivoluzione, ad un nuovo modello di scienza e ad un nuovo modo di comprendere i problemi grazie alla rivoluzione tecnologica e informatica in atto con la possibilità, offerta al mondo della ricerca, e non solo, di poter dare risposte nuove ed innovative alle grandi sfide globali. 

Questa evoluzione nel modus operandi di fare ricerca e di organizzare la scienza viene descritto con il termine “Science 2.0”.

In passato le scoperte scientifiche si basavano su brillanti o fortunate intuizioni di singoli geni, come Leonardo da Vinci, oggi invece la cooperazione di tanti diventa l’elemento trainante delle scoperte, basti pensare al caso della mappatura del genoma umano.

Dati, risorse umane e condivisione sono quindi gli elementi chiave di Science 2.0 e diventano temi fondamentali da affrontare in ogni strategia e programmazione intelligente della ricerca e dell’innovazione.

La consultazione della CE mette in evidenza le opportunità ma anche le molteplici problematiche che emergono dalla facilità di accesso ad enormi quantità di dati e che influenzano tutto “il ciclo della ricerca”: dalla definizione della agenda politica, alle modalità di attuazione della ricerca, dalla formazione dei ricercatori, alla valutazione dei risultati della ricerca e, soprattutto, dalla accessibilità ai dati (open access), alla loro gestione, validazione ed utilizzo condiviso.

 Le informazioni ed i dati sono e dovranno essere sempre più accessibili non solo ai ricercatori ma ai cittadini tutti. Basti pensare che tutti i risultati che verranno prodotti grazie ai finanziamenti europei di Horizon 2020 dovranno obbligatoriamente essere ad accesso aperto.

L’aumento nella produzione di dati che ci si aspetta nei prossimi anni è enorme considerato che il 90% di tutti i dati attualmente circolanti nel mondo sono stati generati negli ultimi due anni.

La consultazione scade al 30 settembre e rappresenta una interessante opportunità per riflettere sul futuro della scienza, partecipate numerosi!

http://ec.europa.eu/research/consultations/science-2.0/consultation_en.htm

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