Enti di ricerca: ancora un rinvio. E intanto, i tagli.

Legislatura 17ª – 7ª Commissione permanente – Resoconto sommario n. 128 del 01/10/2014

Enti pubblici di ricerca (n. 235)

(Seguito dell’esame, ai sensi dell’articolo 34, comma 1, primo periodo, e per gli effetti di cui all’articolo 50, comma 2, del Regolamento e rinvio)

Prosegue l’esame, sospeso nella seduta del 24 settembre.

Il relatore BOCCHINO (Misto-ILC) illustra un ulteriore nuovo schema di risoluzione, pubblicato in allegato, esprimendo viva soddisfazione per il lungo cammino intrapreso finora, a dimostrazione della complessità del tema. Preferendo evitare di utilizzare il termine “riforma”, ritiene comunque che tale schema di risoluzione rappresenti un cambiamento di direzione. Afferma altresì che detto testo potrebbe per certi versi essere assimilato al documento conclusivo di un’indagine conoscitiva, in quanto sintetizza anche il contenuto delle numerose audizioni svolte, che a loro volta fotografano lo stato della ricerca pubblica in Italia. Ricorda peraltro che la VII Commissione della Camera dei deputati svolse, nella scorsa legislatura, un’indagine conoscitiva sulla ricerca conclusasi a ridosso dell’entrata in vigore del decreto legislativo n. 213 del 2009 di riordino del settore. In quella sede, non è stata dunque compiuta a suo avviso una riflessione sull’attuazione di tale normativa.

Nel richiamare il suo intervento svolto oggi in Assemblea in merito al disegno di legge n. 1428, ribadisce l’auspicio che gli investimenti in ricerca e innovazione costituiscano il volano della ripresa e che il Governo si impegni realmente su tale fronte.

Precisa a tale riferimento che lo schema di risoluzione menziona un piano di rifinanziamento della ricerca che, seppur di modesta entità, rappresenta a suo avviso una vera rivoluzione. L’approvazione della risoluzione costituirebbe dunque a suo giudizio un impegno della maggioranza e del Governo verso un cambio di rotta.

Manifesta tuttavia forte preoccupazione per le dichiarazioni del ministro Stefania Giannini apparse su articoli di stampa, in base alle quali il Dicastero parteciperà ai tagli lineari dei Ministeri con conseguente decurtazione di circa 400 milioni di euro solo per la ricerca. Invita pertanto il Governo a chiarire tale aspetto, tenuto conto che ciò si configurerebbe come una regressione drammatica per il comparto.

Venendo alle modifiche apportate allo schema di risoluzione rispetto alla versione già illustrata l’8 luglio scorso, fa notare che nell’impegno n. 3 ha accolto un suggerimento del Ministro circa l’esigenza di chiarire l’accesso ai fondi da parte dei ricercatori degli enti di ricerca. In merito al precariato, ha ritenuto invece preferibile menzionare detto fenomeno con riferimento al programma di assunzioni che dovrebbe nei fatti arginare tale problema.

Quanto all’impegno n. 9, ha accolto i rilievi del Ministro circa la previsione di un’unica tipologia contrattuale costituita dalla tenure track. In proposito, ha dunque invitato il Governo a valutare l’opportunità di prevedere, in aggiunta al precedente, una forma contrattuale di lavoro a tempo determinato con tutele paragonabili a quelle della tenure track.

In relazione all’impegno n. 10, relativo alla governance, sottolinea di aver proposto, alla lettera a), la costituzione di una cabina di regia interministeriale la cui composizione è evidentemente rimessa al Governo. Reputa altresì necessario prevedere un “programma obbligatorio” di finanziamento alla ricerca libera. In merito alla lettera b), evidenzia di aver specificato che l’Agenzia nazionale della ricerca (ANR) – su cui il Ministro si è peraltro dichiarato favorevole – dovrebbe essere dotata di finanziamenti suppletivi rispetto a quelli oggi dedicati alla ricerca, in mancanza dei quali i benefici della costituzione di un organismo siffatto rischiano di essere annullati.

Nel ringraziare nuovamente tutti i commissari per i suggerimenti avanzati e coloro i quali si sono espressi favorevolmente sullo schema di risoluzione, si rallegra del fatto che il tema della ricerca si presta ad essere considerato in maniera trasversale in Parlamento. In ultima analisi, si augura che lo schema di risoluzione, con le modifiche testè avanzate, venga accolto all’unanimità.

Il sottosegretario TOCCAFONDI dà a sua volta atto al relatore di aver compiuto un approfondito lavoro di sintesi rispetto alle molteplici audizioni, alle posizioni di tutti gli schieramenti e alle dichiarazioni svolte dal Ministro, proprio con l’obiettivo di giungere ad un nuovo testo. Riferisce tuttavia che, sul nuovo schema di risoluzione poc’anzi illustrato, pur essendoci una generale convergenza dell’Esecutivo, sono emerse alcune questioni critiche di carattere formale e sostanziale. Domanda quindi di rinviare la votazione a martedì prossimo e consegna una griglia recante le modifiche richieste sul nuovo schema di risoluzione, che mette a disposizioni di tutti i senatori. 

Il PRESIDENTE esprime un certo imbarazzo per la richiesta di rinvio, tenuto conto che è stata compiuta finora un’analisi lunga e condivisa. Prende atto perciò di tale esigenza, chiedendo tuttavia al Governo di assicurare un confronto più tempestivo. Rivolge pertanto le proprie scuse al relatore, con il quale si era impegnato a giungere ad una votazione nella seduta in corso. Nel rimettere pertanto alla valutazione del relatore la possibilità di accogliere o meno le richieste avanzate dal Governo, fa presente che la documentazione consegnata sarà immediatamente messa a disposizione di tutti i senatori.

La senatrice MONTEVECCHI (M5S) ringrazia il Presidente per la posizione espressa e sollecita il Sottosegretario a farsi interprete presso il Ministro delle esigenze avanzate, tanto più che la Commissione si aspettava un’attenzione maggiore e più costante su tale tema. Rimarca perciò la necessità che il Governo manifesti una posizione chiara onde evitare un ulteriore slittamento della votazione.

La senatrice DI GIORGI (PD) si dichiara perplessa per la richiesta del Sottosegretario, ritenendo che la Commissione aveva già espletato tutte le fasi di confronto e di interlocuzione, anche con l’Esecutivo. Avrebbe peraltro ritenuto preferibile un’illustrazione delle richieste di modifica già in questa sede e chiede a nome del suo Gruppo di votare comunque il testo nella seduta di martedì prossimo.

Il relatore BOCCHINO (Misto-ILC) condivide la posizione del Presidente, tanto più che il testo appena illustrato era stato informalmente messo a disposizione di tutti i Capigruppo e del Governo già nella giornata di giovedì 25 settembre. Ritiene pertanto ci sia stato tempo sufficiente per un ulteriore confronto sulle richieste dell’Esecutivo prima della seduta odierna. Ribadisce pertanto la volontà di procedere alla conclusione dell’esame entro martedì prossimo.

Il senatore LIUZZI (FI-PdL XVII) ritiene legittima la richiesta di rinvio nel momento in cui il Ministro ha intenzione di proporre ulteriori modifiche, tanto più che l’intento della Commissione è di giungere ad una risoluzione il più possibile condivisa. Manifesta invece forte preoccupazione per i tagli lineari annunciati dal ministro Giannini, che a suo avviso contrastano con il contenuto dello schema di risoluzione.

Il senatore CONTE (NCD) reputa condivisibile l’opinione della senatrice Di Giorgi, tenuto conto che sarebbe stata opportuna quantomeno una illustrazione dei rilievi del Governo, fermi restando i contenuti già condivisi. Afferma comunque che il rinvio di una settimana non pregiudicherà il buon esito della procedura laddove si giunga ad un voto unanime.

La senatrice PETRAGLIA (Misto-SEL) invita a prendere atto che l’Esecutivo sembra non avere più una maggioranza in Commissione. Chiede a sua volta come lo schema di risoluzione – ampiamente concordato – si concili con gli annunci in merito alle imminenti riduzioni di risorse. Invoca pertanto un chiarimento all’interno della maggioranza in vista del voto di martedì.

Il PRESIDENTE, preso atto dell’orientamento generale, rinvia a martedì la votazione sull’ulteriore nuovo schema di risoluzione del relatore.

Il seguito dell’esame è rinviato.

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