Presentata la Risoluzione del Senato sulla Ricerca

Fonte: ANSA
Un rifinanziamento pubblico per la ricerca pari a 3 miliardi in 7 anni: è quanto propone la Risoluzione messa a punto dalla settima Commissione del Senato e presentata al ministro per l’Istruzione, l’Università e la Ricerca, Stefania Giannini.
Per la ricerca 3 miliardi in 7 anni
”La ricerca ha un ruolo fondamentale nel rispondere alle grandi sfide, dalle catastrofi ambientali alle malattie”, ha detto il relatore della Risoluzione, sen. Fabrizio Bocchino (Italia Lavori In Corso, Ilic). ”La ricerca pubblica esce, finalmente, dal cono d’ombra in cui è stata relegata negli ultimi anni”, ha aggiunto .
Obiettivo del finanziamento, si legge nel documento è ”passare dall’attuale 0,52% allo 0,7% nel 2020”. Si propone inoltre di rifinanziare il Fondo per gli investimenti nella ricerca scientifica e tecnologica (First) e di prevedere un unico Fondo ordinario per i 22 enti pubblici di ricerca, vigilati da otto ministeri.

Il documento invita inoltre il governo a ”definire una politica unitaria della ricerca che sia realmente coordinata con le altre politiche nazionali, una governance del Sistema nazionale della ricerca che superi la distinzione fra gli enti vigilati dal Miur e quelli vigilati da altri ministeri”.

Il documento propone inoltre di abolire ”ogni limite sul turnover già dal 2015” e di introdurre negli enti pubblici di ricerca ”procedure di reclutamento basate su criteri di qualità scientifica”. Si invita poi il governo a ”prevedere un piano straordinario di assunzioni negli enti pubblici di ricerca” e si propone di ”sviluppare una cornice comune per i ricercatori e i tecnologi degli enti pubblici di ricerca, definita da solidi principi di stato giuridico, che consenta l’effettiva circolarità tra gli enti, con le università e con le istituzioni di ricerca nazionali e internazionali”.

Rubbia, pochi soldi dall’industria
”La Commissione ha fatto un ottimo lavoro e sappiamo quanto le attività di ricerca e sviluppo siano fondamentali anche per l’economia, l’industria e per creare posti di lavoro”, ha osservato il fisico e senatore a vita Carlo Rubbia commentando il documento.
Per Rubbia ”il documento è ancora abbastanza moderato”, ma è comunque ”un passo importante, un primo passo in una direzione giusta”. Certamente, ha aggiunto, sette anni per passare dallo 0,5% allo 0,7% ”sono un tempo un po’ lungo”, ma per Rubbia il problema vero in Italia è che ”manca una risposta industriale della ricerca”. Contrariamente a quanto accade in altre Paesi europei, ”in Italia la ricerca industriale è il punto debole del sistema ricerca. Il nostro Paese non si è ancora convinto dell’opportunità di un rapporto più profondo tra industria e ricerca”.

Un pensiero su “Presentata la Risoluzione del Senato sulla Ricerca

  1. La ricerca in Italia si risolve mettendo 3 esperti a valutare,2 stranieri ed 1 italiano.Se dovessi giudicare Rubbia oggi lo boccerei perchè i suoi progetti peccano in ingegneria applicata e sono cari come il Solare errato che fece in Spagna.In Energia salvo solo 4 Progetti:quello reattore LFR piombo nucleare di 4° gen di Cinotti,Corsini e Soci,quello Helmeth al POL To.di elettrolisi HTSE,quello algafuels di UNICA ed il mio Wasser Energie Wende.Boccio Rubbia ed Enea.Con 10 milioni ,cambiamo l’energia senza importare gas.

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