Dal 2015 i ricercatori potranno restare affiliati alla stessa cassa anche se cambiano paese

Fonte: Il Sole 24 Ore

di Elisa Giannetto

È sulle pensioni transfrontaliere che si gioca la partita della creazione dello spazio europeo della ricerca. Un primo passo concreto in questa direzione lo ha compiuto la Commissione europea che, lo scorso primo ottobre, ha battezzato la nascita del consorzio che gestirà il primo fondo pensione paneuropeo per ricercatori Resaver (Retirement Savings Vehicle for European Research Institutions). Un progetto ambizioso di cui si parla già dal 2010 quando la Commissione ha avviato uno studio di fattibilità che ha poi dato esito positivo. La partenza è ormai vicina: dal 2015 i ricercatori potranno rimanere affiliati alla stessa cassa previdenziale anche in caso di trasferimento in un altro Paese Ue o di cambio di lavoro. Dottorandi, docenti, ingegneri, lettori, tecnici, infatti, si spostano più frequentemente di altri lavoratori da un’organizzazione all’altra e da un Paese all’altro, frammentando i risparmi per la pensione integrativa e affrontando le difficoltà che di volta in volta derivano da normative divergenti, duplicazione degli obblighi, scarsa trasparenza. Una situazione che è ha costituto un deterrente alla mobilità dei ricercatori, con conseguenze negative per l’economia nel suo complesso.

Come funziona
Il consorzio, registrato in Belgio, opera come associazione internazionale senza scopo di lucro. Il suo compito sarà quello di traghettare i primi contributi già dal 2015. Si partirà con cinque istituti di ricerca provenienti da tre paesi diversi e si proseguirà con almeno altri due nuovi ingressi l’anno. La Commissione europea ha deciso di farsi carico dei costi iniziali attraverso il programma di ricerca e innovazione, Horizon 2020.

Chi può iscriversi
Si possono rivolgere al nuovo sistema organizzazioni ed istituti di ricerca, università e soggetti privati che vogliano offrire ai propri collaboratori una soluzione previdenziale transfrontaliera. Ma è studiato anche per datori di lavoro di personale non stabile, non contrattualizzato e con copertura pensionistica insufficiente o inadeguata. Ogni organizzazione può decidere di avvalersi del sistema per l’intero personale o solo per alcune unità. Certo farne parte significa offrire una garanzia in più ai propri collaboratori, per questo chi lo farà, avrà più capacità di attrarre talenti. Ad oggi, risultano affiliate con il sistema Resaver, tra le altre, il Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr), l’Organizzazione europea per la ricerca nucleare (Cern), l’Università delle tecnologie di Vienna, l’Università di Cambridge, il Consiglio inter universitario fiammingo.

I vantaggi di un sistema pensionistico paneuropeo
Avere un regime pensionistico unico non solo favorisce una maggiore mobilità dei ricercatori ma aggiunge anche dei vantaggi per gli affiliati. Il fondo paneuropeo, sempre secondo lo studio di fattibilità, permette infatti una riduzione dei costi complessivi (attraverso economie di scala) e una gestione condivisa dei rischi. Allo stesso tempo, consente un migliore accesso agli investimenti di alta qualità. Ma i benefici non finiscono qui. Come ha dimostrato la relazione sui progressi compiuti nell’attuazione dello spazio europeo della ricerca, pubblicata lo scorso 16 settembre (IP/14/1003), «la mobilità dei ricercatori esercita un impatto sulla ricerca superiore quasi del 20% rispetto ai ricercatori stanziali». Significa che i ricercatori che si sono spostati da un paese all’altro hanno generato maggiori conoscenze, hanno prodotto più idee, hanno registrato risultati migliori, tutti fattori che a loro volta hanno ricadute positive sull’economia. Máire Geoghegan-Quinn, commissaria europea per la ricerca, l’innovazione e la scienza, ha ribadito come le pensioni siano state «un grosso ostacolo alla libertà di movimento: oggi questa barriera inizia a sgretolarsi». Il suo auspicio adesso è rivolto alle organizzazioni di ricerca di tutta Europa affinché aderiscano al consorzio.

2 pensieri su “Dal 2015 i ricercatori potranno restare affiliati alla stessa cassa anche se cambiano paese

  1. Segnalo che anche la Fondazione Edmund Mach ha aderito al consorzio RESAVER, il 18 novembre 2014 sarà presentato il comitato nazionale alla Marie Skłodowska-Curie Actions 2014 Conference che si terrà a Trento.

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