Docenti SSEF e docenza universitaria: la nota della Funzione Pubblica

Fonte: Dipartimento della Funzione Pubblica

L’articolo 21 del decreto-legge n. 90 del 2014 ha disposto l’assorbimento della Scuola superiore dell’economia e delle finanze (SSEF) da parte della Scuola nazionale dell’amministrazione (SNA). Conseguentemente, ha provveduto a definire lo stato giuridico e il trattamento economico degli  unici dipendenti a tempo indeterminato della Scuola stessa, ovvero undici docenti e ricercatori, che sono stati trasferiti alla Sna.

Ai suddetti docenti è stato attribuito il trattamento economico proprio dei professori universitari, sensibilmente inferiore a quelli attualmente in godimento. La retribuzione media del personale universitario è inferiore a 44.000 euro annui, a fronte di trattamenti economici in godimento dei docenti Ssef compresi tra 116.000 euro e 301.000 euro, e in maggioranza superiori ai 190.000 euro.

Per quanto riguarda lo stato giuridico, il decreto-legge non ha modificato il regime precedente, in base al quale ai suddetti docenti era già applicato lo stato giuridico dei professori universitari ordinari. Ciò comporta compiti didattici e un regime di incompatibilità coerenti con le funzioni di docenza, incluso l’obbligo di svolgere un numero minimo di ore di lezione all’anno, e non riguarda il reclutamento. La norma, quindi, non trasforma i docenti della Ssef in professori universitari, ma si limita a utilizzare la disciplina dei professori universitari come parametro per determinare i diritti e i doveri dei soggetti in questione: essa individua il contenuto della disciplina applicabile al rapporto di lavoro, sulla base del presupposto che il datore di lavoro è stato individuato dalla legge nella SNA.

La nuova disciplina, come la vecchia, dunque, non consente affatto il trasferimento dei suddetti docenti alle università o la nomina o elezione a organi come la Corte costituzionale e il Consiglio superiore della magistratura. Queste possibilità erano pacificamente escluse in precedenza, nonostante fosse prevista l’applicazione ai suddetti docenti dello stato giuridico dei professori universitari, tanto che nel 2001 la possibilità del trasferimento alle università fu prevista da una specifica norma di legge, abrogata nel 2002. Queste possibilità devono a maggior ragione essere escluse alla luce della nuova disciplina, che mostra la chiara intenzione del legislatore di trasferire i suddetti docenti alla Sna, escludendo quindi il loro passaggio nei ruoli dei professori universitari.

lunedì 20 ottobre 2014

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