La VII commissione della Camera su decreto di riparto enti di ricerca (FOE)

Fonte: Camera dei Deputati

Schema di decreto ministeriale per il riparto del Fondo ordinario per gli enti e le istituzioni di ricerca per l’anno 2014.
Atto n. 114.

(Esame, ai sensi dell’articolo 143, comma 4, del Regolamento, e rinvio).

  La Commissione inizia l’esame dello schema di decreto all’ordine del giorno.

  Ilaria CAPUA (SCpI)relatore, ricorda che lo schema di decreto in esame reca la ripartizione 2014 del Fondo ordinario per gli enti di ricerca (FOE), nel quale dal 1 o gennaio 1999 sono confluiti, in base al decreto legislativo n. 204 del 1998, gli stanziamenti da destinare agli enti di ricerca vigilati dal Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca. Rileva quindi che, da ultimo, l’articolo 4 del decreto legislativo n. 213 del 2009 – come modificato dall’articolo 23 del decreto legge n. 104 del 2013 – ha stabilito che la ripartizione del FOE è effettuata sulla base della programmazione strategica preventiva, e considerando la specifica missione dell’ente, nonché tenendo conto, per la ripartizione di una quota non inferiore al 7 per cento del Fondo, soggetta ad incrementi annuali, dei risultati della valutazione della qualità della ricerca scientifica condotta dall’ ANVUR e di specifici programmi e progetti, anche congiunti, proposti dagli enti. Ricorda, altresì, che, in base ad altre disposizioni normative intervenute fra il 2010 e il 2013, risorse del FOE sono destinate ad ANVUR, INDIRE e INV ALSI. Ricorda, infine, che a conclusione dell’esame dello schema di decreto per il riparto 2013 la VII Commissione aveva chiesto, fra l’altro, che il PNR 2014-2016 fosse reso disponibile prima del riparto dei fondi per l’esercizio 2014 e che fossero reperite risorse aggiuntive rispetto al FOE per le grandi infrastrutture nazionali ed internazionali di ricerca, per l’assolvimento di impegni internazionali e per progettualità di particolare rilevanza strategica individuate nel PNR. Ricorda altresì che anche in occasione dell’esame parlamentare dello schema di decreto di riparto della quota premiale 2013 la Commissione cultura della Camera aveva invitato il Governo a tener conto della necessità che la suddetta quota fosse aggiuntiva rispetto al FOE. Rileva però che nessuna di queste richieste ha trovato seguito. Al riguardo, la premessa dello schema in esame fa presente che le disponibilità complessive del bilancio 2014 del MIUR non hanno consentito di tener conto dell’indicazione relativa al carattere aggiuntivo delle risorse da destinare al finanziamento premiale. Aggiunge che, per quanto concerne il nuovo PNR, la nota di aggiornamento del DEF che la VII Commissione ha esaminato alcuni giorni fa evidenzia che lo stesso «è in fase di pubblicazione». Passo quindi ad illustrare lo schema di decreto, al quale sono allegati i Piani triennali di attività 2014-2016 degli enti di ricerca. Osserva quindi che le principali caratterizzazioni sono le seguenti: le assegnazioni ordinarie costituiscono il 101,5 per cento del totale dell’assegnazione ordinaria 2013; la quota premiale è calcolata, per la prima volta, solo con riferimento all’assegnazione ordinaria, rispetto alla quale costituisce Pag. 64(circa) il 7 per cento; per la prima volta, si destina una quota del FOE alle assunzioni di ricercatori effettuate da enti di ricerca non vigilati dal MIUR. Rileva poi che l’importo complessivo del Fondo ordinario è pari a 1.754,8 milioni di euro, corrispondente a quello stanziato per il 2014 sul capitolo 7236 dello stato di previsione del MIUR, al netto dell’accantonamento – per 16,5 milioni di euro – disposto ai sensi del decreto-legge n. 66 del 2014 (legge n. 89 del 2014). Osserva inoltre che le assegnazioni complessive ai 12 enti di ricerca vigilati dal MIUR – al netto degli importi destinati alla società Sincrotrone di Trieste, a INDIRE, INV ALSI e ANVUR, della quota premiale, delle risorse destinate alle assunzioni dirette per meriti eccezionali, nonché degli importi accantonati e destinati a enti di ricerca non vigilati dal MIUR – ammontano a 1.622,4 milioni di euro e che rispetto al 2013 (1.616,2 milioni di euro), si registra un lieve incremento (+0,4 per cento). Sottolinea, in particolare, che i contributi ai 12 enti di ricerca vigilati sono determinati, come di consueto, come somma di due addendi, ossia assegnazioni ordinarie e contributi straordinari. Aggiunge che le assegnazioni ordinarie ammontano a 1.442,6 milioni di euro e costituiscono, come anticipato, il 101,5 per cento del totale dell’assegnazione ordinaria 2013. Più nel dettaglio, tali importi corrispondono al 101,3 per cento dell’assegnazione ordinaria 2013 per la generalità degli enti, ad eccezione di INGV e Istituto italiano di studi germanici, per i quali, invece, l’assegnazione ordinaria proposta è pari, rispettivamente, al 105,7 per cento e al 177 per cento di quella relativa al 2013. Aggiunge che i contributi straordinari, per un totale complessivo di 179,8 milioni di euro, sono costituiti: dalle somme per progetti bandiera e di interesse, per un importo di 67,1 milioni di euro, pari a circa il 4,1 per cento dell’importo complessivo destinato ai 12 enti; dalle somme per attività di ricerca a valenza internazionale, per un importo di 82,4 milioni di euro; dalle somme per progettualità di carattere straordinario, per un importo di 30,3 milioni di euro. Rileva poi che gli importi complessivi da assegnare a ciascun ente, suddivisi per assegnazioni ordinarie, progetti bandiera e progetti di interesse, attività di ricerca a valenza internazionale, progettualità di carattere straordinario, e totale, sono riportati nelle lettere da a) l) del comma 2 dell’articolo 1 dello schema, che rimanda, per il dettaglio delle assegnazioni (limitatamente a quelle straordinarie), alle tabelle da 2 a 16. Ricorda che nel dossier predisposto dagli uffici, essi sono indicati sinteticamente in apposita tabella. In particolare: al CNR è destinata un’assegnazione totale di 583,1 milioni di euro, di cui 507 milioni quale assegnazione ordinaria, che comprende 2,6 milioni in favore dell’Istituto di biologia cellulare per attività internazionale afferente all’area di Monterotondo; all’Agenzia spaziale italiana è destinata un’assegnazione totale di euro 536,4 milioni, di cui euro 509,4 milioni quale assegnazione ordinaria; all’Istituto nazionale di fisica nucleare è destinata un’assegnazione totale di 277,4 milioni, di cui 238,5 milioni quale assegnazione ordinaria; all’Istituto nazionale di astrofisica è destinata un’assegnazione totale di 88,2 milioni, di cui 80,6 milioni quale assegnazione ordinaria; all’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia è destinata un’assegnazione totale di 51,8 milioni, di cui 48,8 milioni quale assegnazione ordinaria. Al riguardo, segnala che nella tabella 9 occorre correggere l’importo della riga «Totale assegnazione ordinaria», in quanto – come si evince chiaramente sia dalla tabella 1, sia dal prospetto riepilogativo riportato all’articolo 1, comma 2, lettera e), dello schema – l’importo di 2 milioni di euro per il 2014 destinato alle assunzioni di personale autorizzate dall’articolo 24 del decreto legge n. 104 del 2013 è già incluso nell’assegnazione ordinaria (di cui i 2 milioni costituiscono quota parte). Aggiunge quindi che all’Istituto nazionale di ricerca metrologica è destinata un’assegnazione totale di 20 milioni, di cui 18,7 quale assegnazione ordinaria; all’Istituto nazionale di oceanografia e di geofisica sperimentale è destinata Pag. 65un’assegnazione totale di 17,7 milioni, di cui 13,7 milioni quale assegnazione ordinaria; alla stazione zoologica «Anton Dohm» è destinata un’assegnazione totale di 15,3 milioni, di cui 12,8 milioni quale assegnazione ordinaria; al Consorzio per l’area di ricerca scientifica e tecnologica di Trieste è destinata un’assegnazione totale di 26,7 milioni, di cui 7,8 milioni quale assegnazione ordinaria; all’Istituto nazionale di alta matematica «Francesco Severi» è destinata un’assegnazione totale di 2,7 milioni, di cui 2,3 milioni quale assegnazione ordinaria; al Museo storico della fisica e Centro di studi e ricerche «Enrico Fermi sono destinati 1,9 milioni quali contributi ordinari; all’Istituto italiano di studi germanici sono destinati 1,2 milioni quali contributi ordinari. Osserva quindi che la premessa dello schema evidenzia (come già negli anni precedenti) che si è ritenuto di non operare le riduzioni delle assegnazioni ad alcuni enti di ricerca previste dall’articolo 51, comma 9, della legge n. 449 del 1997 a favore del Fondo speciale per lo sviluppo della ricerca di interesse strategico, in considerazione della minore disponibilità di risorse e al fine di destinare risorse ai progetti premiali, bandiera e di interesse. Aggiunge che alle assegnazioni indicate si affiancano, per gli stessi enti: la quota premiale, per un importo pari a 99,5 milioni; due quote, rispettivamente di 1,6 milioni e di 1,1 milioni, da destinare alle assunzioni per chiamata diretta di ricercatori e tecnologi italiani o stranieri di altissima qualificazione scientifica, effettuate ai sensi dell’ articolo 13 del decreto legislativo n. 213 del 2009. In particolare, rileva che la quota di 1,6 milioni deve essere corrisposta agli enti interessati a conclusione delle procedure di assunzione avviate in base al decreto di riparto del FOE 2013, prevista entro la fine del 2014 e che l’assegnazione di tale quota agli enti – che costituirà parte delle assegnazioni ordinarie 2014 – sarà disposta con decreto del Direttore generale per il coordinamento, la promozione e la valorizzazione della ricerca. La parte eventualmente non assegnata, per rinuncia del candidato o mancato scorrimento della graduatoria, sarà destinata proporzionalmente agli enti. Sottolinea poi che la quota di 1,1 milioni è destinata alla medesima tipologia di assunzioni (da effettuare nel 2014) secondo modalità che devono essere definite con regolamento ministeriale e che si tratta di una novità rispetto alla procedura utilizzata per il 2013. In questo caso – a differenza di quanto previsto per la quota relativa alle assunzioni ex FOE 2013 – non si precisa che le assegnazioni in questione costituiscono parte delle assegnazioni ordinarie 2014: occorre, pertanto, integrare il testo. Aggiunge che analogamente a quanto previsto per la quota relativa alle assunzioni ex FOE 2013, si stabilisce, invece, che, qualora nel corso dell’esercizio l’accantonamento non sia utilizzato, la residua somma sarà destinata proporzionalmente agli enti con provvedimento del Direttore generale per il coordinamento, la promozione e la valorizzazione della ricerca. Rileva poi che il finanziamento premiale, pari, come anticipato, a 99.495.475 euro corrisponde, in base alla relazione illustrativa, al 7 per cento delle (sole) assegnazioni ordinarie 2014 (e, dunque, escludendo 179,8 di euro milioni relativi ai contributi straordinari). Ciò, prosegue la relazione, deriva dalla necessità di contemperare le disposizioni relative all’ assegnazione della quota premiale con le richieste formulate dalle Commissioni parlamentari nel parere relativo al riparto della quota premiale per l’anno 2013. Osserva quindi che si tratta, in realtà, del 6,9 per cento delle assegnazioni ordinarie. Sulla disponibilità complessiva del FOE, invece, la quota premiale indicata rappresenta il 5,7 per cento. Al riguardo, ricorda che l’articolo 4, comma 1, del decreto legislativo n. 213 del 2009 ha fissato la misura della quota premiale in una percentuale che non deve essere non inferiore al 7 per cento «del Fondo». Su tale base, peraltro, l’articolo 4, comma 2, del decreto ministeriale n. 591 del 2013 ha disposto che la quota destinata al finanziamento premiale 2014 doveva essere «non inferiore all’8 per cento dello stanziamento del Fondo». Ritiene quindi che si tratta di un Pag. 66aspetto sul quale, dunque, la VII Commissione dovrebbe operare una attenta riflessione. Aggiunge poi che lo schema individua i primi criteri da utilizzare per il riparto della quota premiale. In particolare, stabilisce che il CEPR elaborerà una proposta di ripartizione tra gli enti tenendo conto dei seguenti criteri: il 70 per cento è ripartito in base ai risultati della VQR 2004-2010 (lettera a); il 30 per cento è assegnato in base a specifici programmi e progetti «proposti in collaborazione fra gli enti», favorendo quelli afferenti a infrastrutture di valenza internazionale (lettera b). Sottolinea che la collaborazione fra gli enti rappresenterebbe, dunque, un requisito indispensabile per la presentazione dei programmi e progetti. Al riguardo ricorda che l’articolo 4, comma 1, del decreto legislativo n. 213 del 2009 prevede che programmi e progetti possano essere proposti «anche» in collaborazione fra gli enti. Ritiene, pertanto, opportuno un chiarimento da parte del Governo. Osserva poi, con riferimento ai risultati della VQR 2004-2010, che la lettera a), citando il Rapporto finale del 30 giugno 2013, fa riferimento ai prodotti attesi, agli indicatori di qualità della ricerca di area e di struttura, alla valutazione complessiva di ogni ente. Evidenzia, inoltre, che, nella predisposizione della graduatoria per l’assegnazione delle risorse, si terrà conto della confrontabilità dei parametri dimensionali di ogni ente. Al riguardo, ricorda che per 3 enti di ricerca vigilati dal MIUR non sono presenti i risultati della VQR 2004-2010: si tratta del Museo storico della fisica e Centro studi e ricerche «Enrico Fermi», dell’Istituto italiano di studi germanici e del Consorzio per l’area di ricerca scientifica e tecnologica di Trieste. Aggiunge che il Rapporto finale fa presente che i valori degli indicatori per gli enti di ricerca che hanno conferito meno di 19 prodotti in una determinata area (soglia fissata allo scopo di assicurare che nella valutazione siano coinvolti più di 3 soggetti) non sono riportati per motivi di insufficiente affidabilità statistica e di protezione dei dati personali. Ricorda, altresì, che il rapporto finale è stato presentato dall’ANVUR nel giugno 2013. Successivamente, a seguito di varie segnalazioni, i risultati della valutazione sono stati aggiornati, secondo quanto indicato dall’ ANVUR nella news del 30 gennaio 2014. Occorre, dunque, valutare se non si debba fare riferimento anche all’aggiornamento del Rapporto effettuato nel gennaio 2014, nonché chiarire come si procederà con riferimento alle strutture per le quali non sono presenti i risultati della VQR 2004-2010. Con riferimento a quest’ultimo aspetto, rileva che la sola relazione illustrativa evidenzia che nell’assegnazione della quota del 30 per cento da distribuire in base a specifici programmi e progetti proposti in collaborazione fra enti «saranno privilegiati quegli enti che non partecipano all’assegnazione della somma di cui alla predetta lettera a)». Per l’assegnazione della stessa quota del 30 per cento, invece, lo schema prevede che l’avviso per la presentazione delle domande sarà emanato con decreto del direttore generale per il coordinamento, la promozione e la valorizzazione della ricerca, che fisserà anche termini e modalità procedurali per l’elaborazione della proposta di ripartizione da parte del CEPR. Aggiunge che per l’emanazione di tale decreto, tuttavia, non è indicato un termine e che si prevede, altresì, che ogni ente non può presentare più di due programmi o progetti come capofila e non può partecipare a più di tre programmi o progetti come partecipante. Al riguardo, osserva che la relazione illustrativa prevede, invece, che il numero massimo di programmi o progetti come capofila sia pari a uno: occorre, pertanto, un chiarimento. Precisa poi che l’assegnazione delle risorse relative al finanziamento premiale degli enti sarà disposta con ulteriore decreto direttori aIe e che lo schema, dunque, non prevede l’emanazione di alcun decreto ministeriale, necessario, invece, in base al combinato disposto dell’articolo 7 del decreto legislativo n. 204 del 1998 e dell’articolo 4 del decreto legislativo n. 213 del 2009, e intervenuto per il riparto della quota premiale relativa agli anni 2011, 2012 e 2013. Ritiene dunque necessario valutare attentamente Pag. 67la questione, anche in considerazione del conseguente venir meno del prescritto parere delle Commissioni parlamentari. Per quanto concerne le ulteriori assegnazioni, sottolinea che 14 milioni sono destinati alla società Sincrotrone di Trieste, 8,7 milioni sono destinati al funzionamento dell’INDIRE, 5,6 milioni sono destinati al funzionamento dell’INVALSI, 1,5 milioni sono destinati alle attività di valutazione dell’ ANVUR, 0,5 milioni sono destinati a enti di ricerca non vigilati dal MIUR, per assunzioni di ricercatori autorizzate dall’articolo 3, comma 53, della legge n. 350 del 2003. Sottolinea, come prima anticipato, che si tratta di una novità per la quale il Governo dovrebbe fornire qualche chiarimento. Concludendo l’illustrazione delle assegnazioni, segnala che l’importo complessivo riportato al comma 3 dell’articolo 1 è erroneamente indicato in 130.946.925 euro (invece di 132.446.925 euro, come correttamente indicato nella tabella 1). Per quanto concerne le indicazioni per i due anni successivi, lo schema prevede che, per il 2015 e il 2016, gli enti, ai fini dell’elaborazione dei bilanci di previsione, potranno considerare come riferimento il 100 per cento dell’assegnazione ordinaria stabilita per il 2014, indicata nella tabella 1, fatte però salve eventuali riduzioni derivanti da disposizioni di contenimento della spesa pubblica. Al riguardo, evidenzia che gli importi delle assegnazioni ordinarie indicati nella tabella 1 non comprendono le somme da corrispondere agli enti per assunzioni per chiamata diretta che, come già ricordato, rientrano comunque in tali assegnazioni. Si dispone, inoltre, che una ulteriore quota, non superiore all’8 per cento del Fondo, potrà essere destinata ai progetti bandiera e ai progetti di interesse inseriti nel PNR, nonché ai progetti di ricerca di particolare interesse, nell’ambito delle scelte strategiche del MIUR; sono fatte salve successive, eventuali, rimodulazioni. Dopo aver ricordato che si è in ritardo nell’emanazione dei relativi fondi e che, nel frattempo, gli enti di ricerca aspettano, rimanda, per ulteriori approfondimenti, nonché per varie osservazioni riferite alla formulazione del testo, alla documentazione predisposta dagli uffici.

  Flavia PICCOLI NARDELLIpresidente, nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia quindi il seguito della discussione ad altra seduta.

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