VII commissione del Senato su decreto di riparto enti di ricerca (FOE)

Resoconto sommario n. 132 del 15/10/2014

IN SEDE CONSULTIVA SU ATTI DEL GOVERNO

Schema di decreto ministeriale concernente il riparto del Fondo ordinario per gli enti e le istituzioni di ricerca per l’anno 2014(n. 114)

(Parere al Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, ai sensi dell’articolo 7, comma 2, del decreto legislativo 5 giugno 1998, n. 204. Esame e rinvio)

La relatrice DI GIORGI (PD) riferisce sul decreto di riparto del Fondo ordinario per gli enti di ricerca (FOE) per il 2014, giudicandolo vitale per l’attività di tali enti. Pur rilevando con rammarico che esso è presentato quasi al termine dell’anno di corresponsione delle risorse, rammenta in premessa che il tema ritenuto essenziale dalla Commissione è sempre stata la previsione di fondi aggiuntivi per il finanziamento premiale, che non gravassero sulle assegnazioni ordinarie disposte dall’atto in esame. Registra quindi che anche per il 2014 ciò non è avvenuto, ma invita a valutare con favore l’impegno annunciato dal Governo affinché nella prossima manovra di bilancio si reperiscano risorse ulteriori, in modo da rendere realmente efficace il meccanismo della premialità, senza pregiudicare l’attività ordinaria.

Dopo aver segnalato che l’ammontare del FOE per il 2014 è sostanzialmente inalterato rispetto al 2013, essendo pari a 1.754.828.000 euro, contro 1,768 miliardi di euro circa dello scorso anno, rammenta che ai sensi dell’articolo 4 del decreto legislativo n. 213 del 2009, come modificato dal decreto-legge n. 104 del 2013 (cosiddetto “decreto scuola”), il FOE è distribuito sulla base della programmazione strategica preventiva, considerando la specifica missione dell’ente, nonchè tenendo conto, per la ripartizione di una quota non inferiore al 7 per cento del Fondo e soggetta ad incrementi annuali, dei risultati della valutazione della qualità della ricerca scientifica (VQR) condotta dall’Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca (ANVUR) e di specifici programmi e progetti, anche congiunti, proposti dagli enti. A tal fine, rende noto che il Dicastero, nel febbraio 2014, ha emanato una direttiva recante le indicazioni per i Piani triennali di attività (PTA) 2014-2106 degli enti, valutati i quali sono state dunque decise le assegnazioni finanziarie ordinarie.

Ricorda peraltro che il FOE si ripartisce annualmente ma si danno indicazioni anche per i due anni successivi. In proposito rammenta che, l’anno scorso, nel parere reso al Governo sul riparto del FOE 2013, la 7a Commissione chiese di considerare già per il 2014 la previsione di assegnazione dei fondi pari al 100 per cento dell’ammontare fissato per il 2013, contribuendo così a modificare lo schema di decreto che invece inizialmente prevedeva il 98 per cento. Riscontra pertanto con favore che anche nel provvedimento in esame si dà la possibilità agli enti di considerare per il 2015 e 2016 il 100 per cento dell’assegnazione 2014.

Rileva inoltre che è stata mantenuta l’ulteriore finalità, già prevista dal 2011, di destinare una quota non superiore all’8 per cento del Fondo per i progetti bandiera e progetti di interesse inseriti nel PNR 2011-2013. In proposito, il Dicastero riferisce di aver avviato un monitoraggio dei predetti progetti, predisponendo un apposito modello di rendicontazione. Successivamente, è stata nominata una commissione di valutazione chiamata a valutare i progetti stessi alla luce delle attività rendicontate da ciascun ente; in seguito, sulla base di tali valutazioni, si è provveduto al riparto della quota dei progetti rendicontati per gli anni 2011 e 2012. Relativamente a ciò, rammenta che la 7aCommissione, nel 2013, chiese al Governo anzitutto di limitare le assegnazioni non ordinarie, ossia proprio quelle inerenti i progetti bandiera e di interesse, i progetti premiali e le progettualità straordinarie, alle quali propose peraltro di estendere il monitoraggio ex post già previsto – come si è detto – per i progetti bandiera. Sempre con riferimento alle progettualità straordinarie, evidenzia comunque che per il 2014 esse spettano solo al Consiglio nazionale delle ricerche (CNR), all’Istituto nazionale di astrofisica (INAF), all’Istituto nazionale di oceanografia e geofisica sperimentale (OGS), alla Stazione zoologia A. Dohrn e all’Istituto nazionale di alta matematica (INDAM).

Sul piano dei finanziamenti premiali, mette in risalto alcune novità: in ottemperanza ad una delle condizioni contenute nel parere reso dalla 7a Commissione sui premiali 2013, l’Esecutivo ha ridotto la quota destinata ai progetti premiali, fissata all’8 per cento dal precedente decreto e ora invece stabilita nel 7 per cento, in deroga alla normativa vigente, che peraltro prevede incrementi progressivi. Ciò consente dunque di non ridurre eccessivamente la quota ordinaria, tenendo conto che in più occasioni (non da ultima la risoluzione conclusiva dell’affare assegnato sugli enti pubblici di ricerca), la Commissione ha ribadito il carattere aggiuntivo delle risorse premiali.

Sul piano dei criteri per il riparto della quota premiale, rammenta che per il 2013 essi erano stati inseriti direttamente nel decreto di distribuzione dei fondi premiali, mentre la 7a Commissione ne aveva chiesto una definizione univoca valida a regime. Puntualizza che, questa volta, già l’atto in titolo che ripartisce la quota ordinaria del FOE 2014 reca anche i criteri per il finanziamento dei progetti premiali, demandando la concreta assegnazione delle somme ad un successivo decreto del Direttore generale per il coordinamento, la promozione e la valorizzazione della ricerca. Pertanto, si stabilisce, in primo luogo, che la proposta di distribuzione sia elaborata dal Comitato di esperti per la politica della ricerca (CEPR) e che l’ammontare del 7 per cento, pari a circa 99,5 milioni di euro, sia così suddiviso: una quota del 70 per cento sulla base della VQR 2004-2010 – Rapporto finale 30 giugno 2013, non solo basata sui prodotti attesi e sugli indicatori di qualità della ricerca di Area e struttura (come l’anno scorso), ma anche rispetto alla valutazione complessiva dell’ente, come indicato nella relazione introduttiva al provvedimento, e alla confrontabilità dei parametri dimensionali; il restante 30 per cento in base a specifici programmi e progetti predisposti in collaborazione tra gli enti, privilegiando quelli a favore di infrastrutture di valenza internazionale. Sottolinea poi che per l’assegnazione della suddetta quota, con decreto del Direttore generale per il coordinamento, la promozione e la valorizzazione della ricerca è emanato un apposito avviso per la presentazione delle domande e ciascun ente non può presentare più di due programmi o progetti come capofila e non può partecipare a più di tre programmi o progetti come partecipante.

Sulla vicenda dei progetti premiali, che comunque saranno oggetto di un prossimo decreto di riparto, registra criticamente ancora una volta la mancata corrispondenza della VQR rispetto all’anno di assegnazione delle risorse, con l’effetto – lamentato in passato dalla Commissione – che quei risultati potrebbero non essere più attuali. Riconosce invece una maggiore attenzione del Ministero per attenuare l’eterogeneità della classificazione degli enti, visto che terrà conto delle caratteristiche e delle dimensioni di ciascun ente. Manifesta altresì apprezzamento per la volontà di emanare un prossimo bando per la quota basata sui programmi, che permetterà una maggiore rispondenza dei dati rispetto all’annualità in corso, bilanciando così la “storicizzazione” della VQR e disponendo di prodotti “più aggiornati”. Ciò è ancor più necessario a suo giudizio se si considera che per il riparto dei fondi premiali 2013 i progetti valutati come parametro erano riferiti al 2011 e 2012. Pur dando atto al Dicastero di aver effettuato uno sforzo per una maggiore attualità delle valutazioni, nota comunque che il finanziamento premiale verrà sempre ripartito con ritardo, dato che a fine 2014 si distribuirà la quota ordinaria e poi dovrà essere emanato il bando per la valutazione dei progetti. Sul punto, rileva criticamente che non è previsto alcun termine per l’emanazione dell’avviso per la presentazione delle domande; sarebbe invece più opportuna una limitazione temporale rispetto alla data di entrata in vigore del riparto del FOE 2014.

Fa presente inoltre che l’articolo 7 del decreto legislativo n. 204 del 1998 prevede il parere delle Commissioni parlamentari sul riparto del FOE, distinto dall’articolo 4 del decreto legislativo n. 213 del 2009 in una quota ordinaria e in una premiale. Non è ben chiaro pertanto a suo avviso se la concreta assegnazione dei finanziamenti premiali – demandata per il 2014, come si è detto, ad un successivo decreto del Direttore generale per il coordinamento, la promozione e la valorizzazione della ricerca – verrà sottoposta al parere delle Commissioni parlamentari. Domanda perciò un chiarimento al Governo, affermando la volontà della Commissione di esprimersi anche sul riparto premiale, tanto più che essa va ricondotta a determinate linee strategiche.

Riferisce infine che anche per l’anno 2014 viene stanziata una quota destinata all’assunzione per chiamata diretta, con contratto a tempo indeterminato, nell’ambito del 3 per cento dell’organico dei ricercatori e tecnologi italiani o stranieri dotati di altissima qualificazione scientifica negli ambiti disciplinari di riferimento, che si sono distinti per merito eccezionale o che siano stati insigniti di alti riconoscimenti scientifici in ambito internazionale. Preannuncia al riguardo l’intenzione di inserire un richiamo nel parere all’esigenza di immettere nuovo capitale umano nella ricerca; per il superamento dell’attuale crisi, ritiene infatti necessario non solo mantenere elevati i finanziamenti, ma anche rinnovare il personale per dare agli enti di ricerca la possibilità di essere competitivi.

Venendo al dettaglio della ripartizione, fa presente che la somma di 1.622.381.075 euro è attribuita agli enti, mentre la cifra restante è rivolta al finanziamento di iniziative fissate per legge o altre disposizioni. Rende noto in particolare che: 99.495.475 euro sono destinati al finanziamento premiale; 14.000.000 di euro sono destinati alla Società Sincrotrone di Trieste; 8.700.923 euro sono destinati al funzionamento ordinario dell’Istituto nazionale di documentazione, innovazione e ricerca educativa (INDIRE); 5.551.000 euro sono destinati al finanziamento dell’ Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione e di formazione (INVALSI); 1.500.000 euro sono destinati al finanziamento dell’ANVUR; 1.613.045 euro e 1.052.482 euro riguardano le assunzioni per chiamata diretta, come sopra accennato; 534.000 euro sono destinati a enti di ricerca non vigilati dal Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca, appositamente accantonati per essere attribuiti con provvedimento del Direttore generale per il coordinamento, la promozione e la valorizzazione della ricerca. In conclusione, si augura uno sforzo dell’Esecutivo per dare impulso a quei cambiamenti necessari anche in vista di un riordino del Sistema nazionale della ricerca.

Il seguito dell’esame è rinviato.


Resoconto sommario n. 134 del 22/10/2014

IN SEDE CONSULTIVA SU ATTI DEL GOVERNO

Schema di decreto ministeriale concernente il riparto del Fondo ordinario per gli enti e le istituzioni di ricerca per l’anno 2014(n. 114)

(Parere al Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, ai sensi dell’articolo 7, comma 2, del decreto legislativo 5 giugno 1998, n. 204. Seguito dell’esame e rinvio)

     Riprende l’esame sospeso nella seduta del 15 ottobre nel corso della quale – ricorda il PRESIDENTE – la relatrice Di Giorgi ha svolto la relazione introduttiva.

         Nel dibattito interviene il senatore BOCCHINO (Misto-ILC), il quale dichiara preliminarmente di aver approfondito l’atto anche rispetto all’analogo provvedimento dello scorso anno. Esprime perciò un giudizio complessivamente negativo, deplorando il colpevole ritardo del Governo nell’emanazione del provvedimento, che è stato trasmesso in tempi non consoni per consentire agli enti una programmazione coerente con le attività di ricerca. Registra dunque criticamente un netto peggioramento rispetto al 2013, allorquando la Commissione aveva apprezzato la tempestività dell’Esecutivo nella celere trasmissione del riparto. La tempistica attuale comprime invece i tempi del dibattito, costringendo il Parlamento ad una valutazione non del tutto adeguata, atteso che gli enti hanno urgente necessità di disporre dei finanziamenti.

            Nel giudicare inaccettabile tale situazione, lamenta altresì che le indicazioni rese nel parere dell’anno scorso siano state tutte disattese, presumibilmente perché molte di esse necessitavano di una modifica di norme primarie. A fronte di uno strenuo lavoro da parte del Parlamento, che ha rimarcato alcune criticità sullo schema di riparto del 2013 e ha svolto un ampio approfondimento durante l’affare assegnato sugli enti pubblici di ricerca, rileva con disappunto che il Governo non ha agito nella direzione tracciata e sollecita pertanto un intervento immediato per porre rimedio a tale circostanza. Ritiene peraltro che gli impegni contenuti nella risoluzione conclusiva dell’affare assegnato sugli enti pubblici di ricerca (Doc. XXIV, n. 36) assumano un carattere per certi versi vincolante rispetto all’operato dell’Esecutivo.

            Riallacciandosi poi alle affermazioni della relatrice, reputa che il taglio di circa 14 milioni non sia affatto irrilevante, ma testimoni la mancanza di attenzione verso i ricercatori, benché la citata risoluzione prevedesse un rifinanziamento pluriennale.

            In ordine ai finanziamenti premiali, riconosce che la riduzione dell’ammontare complessivo del Fondo non si riflette sulla quota ordinaria perché le progettualità aggiuntive sono state in effetti ridotte. Giudica perciò positivamente la decurtazione di circa 40 milioni di euro per i fondi premiali, considerato che in più occasioni la Commissione ha evidenziato la necessità di riassorbire tali risorse nelle assegnazioni ordinarie. Conviene dunque che il Dicastero ha in parte accolto tale istanza, in quanto la riduzione della quota premiale viene riversata sui finanziamenti ordinari. Lamenta invece che la concreta ripartizione delle somme premiali venga affidata ad un decreto direttoriale, in netto contrasto con la legge, in base alla quale tale distribuzione deve essere effettuata con decreto ministeriale, previo parere delle Commissioni parlamentari. Si augura che ciò costituisca un mero errore e che sia assicurata la trasmissione al Parlamento anche dei finanziamenti premiali.

            Registra altresì un certo decremento dei progetti bandiera, dei quali è opportuno a suo giudizio una totale abolizione. Dopo aver rilevato criticamente il ritardo nell’adozione del Programma nazionale della ricerca (PNR), domanda chiarimenti sulle ragioni che hanno indotto il Dicastero a finanziare dal 2011 tali progetti. Stigmatizza peraltro che anche per il prossimo anno sarà stanziata una quota dell’8 per cento quale contributo per i progetti bandiera, di cui non è ben chiaro il meccanismo di valutazione.

            Con riferimento alle attività internazionali, ritiene che esse abbiano un maggiore riconoscimento ma domanda a che punto siano i progetti e in che modo vengano valutati. Né risulta chiaro a suo giudizio come hanno operato le strutture ministeriali nell’ambito della riorganizzazione del Dicastero, segno di una confusione generale. Reputa poi che l’aleatorietà nella definizione delle attività internazionali generi situazioni spiacevoli, come dimostrano ad esempio le recenti notizie di stampa che menzionano la partecipazione di autorevoli esponenti politici nei consigli di amministrazione di fondazioni beneficiarie di contributi pubblici. Pur precisando che non spetta al Parlamento la valutazione dei singoli progetti di ricerca, invoca maggiore trasparenza da parte del Ministero, che ha dimostrato a suo avviso scarsa capacità di progettare e di delineare indirizzi strategici. Rammenta del resto che tali lacune erano state alla base dell’affare assegnato sugli enti pubblici di ricerca, anche a seguito del quale va ripensata a suo giudizio la governance della ricerca pubblica, puntando su un maggiore coordinamento. Esprime infine l’auspicio che il Ministero intervenga al più presto per dar seguito a tali obiettivi.

         Il senatore CONTE (NCD) dà atto al senatore Bocchino di aver compiuto un’analisi alquanto dettagliata, facendo emergere alcune problematiche comunque già descritte dalla relatrice. In merito alla tempistica, concorda che il ritardo nella trasmissione al Parlamento dell’atto rischia di privare gli enti di una programmazione efficace, diminuendo le rispettive capacità operative.

            Invita però a valutare positivamente la consistenza del Fondo rispetto al 2013, dato che non è stato operato alcun taglio consistente, ferma restando la necessità di reperire comunque risorse aggiuntive per un settore che giudica nevralgico per la ripresa economica.

            Manifesta altresì apprezzamento per la possibilità che gli enti considerino il 100 per cento delle risorse del 2014 anche per la programmazione dei prossimi due anni, a dimostrazione delle aperture promosse dall’Esecutivo.

            Rileva tuttavia che nel 2013, tra i finanziamenti riservati al Consiglio nazionale delle ricerche (CNR) in relazione ad alcuni progetti della road map europea ESFRI, figurava anche il consorzio Collezione nazionale dei composti chimici e centro screening (CNCCS), che beneficiava di determinati contributi, cui si sommavano altre risorse nell’ambito delle progettualità di carattere straordinario; detto soggetto non è stato invece finanziato per il 2014 benchè risulti assai attivo nella ricerca sulla biochimica e sui farmaci innovativi. Nel domandare al Governo le ragioni di tale esclusione, chiede comunque di ripristinare tale consorzio tra i beneficiari, anche in considerazione del settore di attività, previa informativa sullo stato dei progetti in corso all’interno di tale ente.

            Il seguito dell’esame è rinviato.

 

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