Napolitano risponde al ricercatore: “Più risorse per l’Università”

Il presidente della Repubblica scrive al giovane studioso che ha lasciato l’Italia. “Il trasferimento all’estero non può essere una scelta obbligata”

05 dicembre 2014

 

ROMA – Lunedì scorso, Cosimo Lacava, 32 anni, ricercatore italiano in Inghilterra, ha inviato una lettera a Repubblica.itindirizzata a Giorgio Napolitano. L’oggetto: la critica a un comma della legge di stabilità che avrebbe ampliato la platea dei precari dell’Università. Nei giorni successivi sono state tante le risposte a Lacava: da Elena Cattaneo, senatrice a vita ad Eugenio Mazzarella, ex deputato e preside di facoltà.  Poi gli interventi del Miur e del Crui, la conferenza dei rettori. Negli stessi giorni una ricerca della Flc Cgil ha fotografato la condizione precaria degli Atenei. Oggi è arrivata la risposta del Quirinale.

Eccola

Gentile Dottor Lacava,
ho ricevuto la sua lettera – peraltro già resa nota da la Repubblica – e volentieri le rispondo per esprimerle innanzitutto il mio apprezzamento per l’impegno con cui sin dagli anni dell’università ha scelto e seguito con tenacia e sacrifici un difficile percorso per realizzare i suoi obbiettivi di studio e professionali.

Purtroppo come tanti altri ricercatori meritevoli e di talento anche lei non ha trovato in Italia le condizioni necessarie per continuare le sue ricerche e si è trasferito all’estero dove ha trovato adeguate e soddisfacenti opportunità di lavoro. Lei giustamente sostiene che questa non deve essere una scelta obbligata e che l’investimento fatto per la sua formazione dovrebbe poter essere utilizzato per il bene e lo sviluppo del nostro Paese.

Per quanto riguarda la questione di merito da lei segnalata relativamente ad una norma contenuta nella Legge di Stabilità, si tratta di una problema ancora all’esame del Parlamento sul quale è opportuno riflettere con attenzione tenendo conto dei diversi pareri esistenti in proposito.

Non vi è dubbio però che – come peraltro ho sempre sostenuto – il vero problema da affrontare sia quello delle risorse tuttora insufficienti destinate all’Università e che sarebbe necessario programmare un piano di assunzioni che renda l’organico degli Atenei e quindi l’Università italiana in linea con i più avanzati standard europei.

Nell’augurarle comunque che possa realizzare le sue aspirazioni le invio i miei più cordiali saluti

Giorgio Napolitano

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