MIUR: pubblicato l’avviso per la selezione dei componenti del CNGR

Fonte: MIUR

Avviso pubblico per la selezione dei componenti del Comitato Nazionale dei Garanti della Ricerca (CNGR)

miur

Dipartimento per la Formazione Superiore e per la Ricerca

Direzione Generale per il coordinamento, la promozione e la valorizzazione della ricerca

Protocollo: n.1104

AVVISO   PUBBLICO  PER  LA  SELEZIONE  DEI  COMPONENTI  DEL  COMITATO  NAZIONALE  DEI  GARANTI  DELLA  RICERCA  (CNGR)

Premessa

L’art.21 della legge di riordino del sistema universitario (legge 30 dicembre 2010, n.240) ha istituito il CNGR, i cui compiti principali sono i seguenti:

a)  indicare i criteri per la valutazione dei progetti di ricerca fondamentale, sulla base dei criteri riconosciuti a livello internazionale;

b) nominare gli studiosi che fanno parte dei comitati di selezione per la valutazione dei progetti di ricerca fondamentale e coordinare il lavoro dei comitati stessi.

Lo stesso art. 21 della legge 240/2010 prevede che la nomina dei componenti del CNGR sia effettuata dal Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, sulla base di un elenco, composto da non meno di dieci e non più di quindici nominativi, definito da un apposito Comitato di Selezione (“searchcommittee”).

Poiché alla data attuale risultano cessati dalla carica cinque dei sette componenti del CNGR, si rende necessario provvedere alla loro immediata sostituzione, attivando le procedure di cui al citato articolo 21.

Al riguardo, nelle more dell’insediamento del Comitato di Selezione, nominato con D.M. 250 del 4 maggio 2015, si ritiene opportuno procedere all’emanazione del presente avviso al fine di acquisire le candidature a componente del CNGR, da un lato garantendo il pieno rispetto delle normative in materia di trasparenza, e dall’altro assicurando che, attraverso la definizione di idonei requisiti, la designazione dei possibili componenti del CNGR corrisponda alle esigenze di eccellenza a livello internazionale.

Requisiti per la candidatura

Il criterio fondamentale di selezione dei candidati è individuabile nel riconoscimento di un elevato profilo scientifico, unitamente a una comprovata esperienza nel campo della valutazione dei progetti di ricerca a livello internazionale.

Possono presentare la loro candidatura tutti gli studiosi di alta qualificazione in servizio presso una università o un ente pubblico di ricerca, che siano in possesso dei diritti civili e politici e  che non abbiano riportato condanne penali.

La domanda, da presentare esclusivamente per via telematica all’indirizzo https://cngr.miur.it, secondo il modello predisposto dal Ministero, dovrà essere corredata da:

1)   copia di un documento di identità in corso di validità;

2)   curriculum vitae dettagliato (in pdf), redatto in italiano o in inglese, in cui si evidenzino i principali titoli, tappe e realizzazioni della carriera scientifica, gli ambiti di ricerca, le esperienze gestionali, la conoscenza delle procedure e delle metodologie di valutazione della ricerca, con particolare riferimento alle “peerreview” (non più di trentamila caratteri, spazi inclusi);

3)   lista delle 20 principali pubblicazioni (in pdf) che il candidato ritenga maggiormente significative in relazione alla sua domanda.

Incompatibilità

L’eventuale nomina a componente del CNGR risulta incompatibile con l’appartenenza ad altri comitati previsti nell’ambito dell’organizzazione ufficiale del  MIUR o al Consiglio direttivo dell’ANVUR, con la rappresentanza legale di università o enti pubblici di ricerca, o con cariche politiche  elettive o di governo a livello nazionale o regionale o locale.

In ogni caso, l’incarico di componente del CNGR, ai sensi di quanto previsto dall’art.21 della citata legge 240/2010, cesserà al termine della durata prevista nel decreto ministeriale di nomina o al compimento del 70° anno di età, se precedente.

Modalità operative

Il Comitato di Selezione prenderà in considerazione, tassativamente, solo ed esclusivamente i candidati che abbiano presentato la propria candidatura, con le modalità sopra descritte, entro e non oltre le ore 15 del 19 giugno 2015.

All’esito della selezione, da completare entro il 17 luglio 2015, il Comitato proporrà all’on. Ministro una rosa di nominativi, tenendo anche conto della necessità di assicurare un adeguato bilanciamento di genere e di ambiti scientifici.

La segreteria del Comitato di Selezione è assicurata dall’ufficio III della Direzione Generale per il coordinamento, la promozione e la valorizzazione della ricerca.

*-*-*

Il trattamento dei dati personali è finalizzato unicamente all’espletamento della selezione. L’autorizzazione al trattamento di tali dati è obbligatoria ai fini della valutazione, pena l’esclusione dalla selezione.

Al fine di garantire la massima trasparenza, i curricula dei candidati componenti la rosa di nominativi proposti all’on. Ministro saranno pubblicati sul sito istituzionale del MIUR.

Roma, 21 maggio 2015

IL DIRETTORE GENERALE
(dott. Vincenzo Di Felice)



Un pensiero su “MIUR: pubblicato l’avviso per la selezione dei componenti del CNGR

  1. Al MIUR
    Forse è ora di scegliere Rettori che non sprechino soldi e non eccepiscono sui media il falo’ delle loro vanità(fossili per giunta,mai pulite)
    I 3 principali motivi per cui l’Italia non ha sviluppo e non crea nuova occupazione tra i giovani sono:
    -la mancata decarbonizzazione che è l’unica ad innescare un processo per 4 milioni di nuovi posti lavoro.La non decarbonizzazione,oltre a frenare lo sviluppo e rendere il paese meno sostenibile-resiliente,procura maggiori costi in sanità dato il rapporto ampiamente dimostrato fuels fossili-malattie.Oggi sul Corriere del 21.5.15 Sergio Harari parla di amnesie dell’Expo.Lo smog perso tra le righe” perchè Regione Lombardia e Comune di Milano hanno redatto un piano antismog penoso tecnologicamente.
    -il costo dell’energia al MWh troppo alto su base mondiale che è solo colpa del nostro mix sballato 80% fossile-gas,aggravato con la scelta del Governo sul tap che costa 465 miliardi di sprechi in 30 anni quando possiamo produrre in 20 regioni del biometano.Ora dato che in Italia la risorsa rinnovabile non manca, trovo che sia delittuoso non utilizzarla.Parlo di acqua,mare ,sole,vento,biomassa,biometano da trattamenti acque,biomasse e rinnovabili attraverso il power to gas
    -la mancata digitalizzazione di tutta l’industria di qualsiasi dimensione e dell’apparato pubblico incluso utilities,enti acque,biomasse e rinnnovabili ,rete gas con il power to gas.Ora chi non vuole decarbonizzare non vuole nemmeno digitalizzare. Digital Manegement in qualsiasi azienda è una rivoluzione aziendale,per lo Stato è un cambiamento epocale.Rocca ,Presidente Assolombarda,mi dice portiamo silicon valley a Milano al Post Expo.Fosse semplice!
    Ho risposto che non risolve nulla, perchè ci vogliono 20 miliardi annui che mai avremo e ci vuole una mentalità diversa di concepire il matrimonio università-industria che passa attraverso labs ed incubatori industriali,cioe’ chi applica la digitalizzazione in manifattura.Qui siamo in grave ritardo e me ne sono accorto leggendo i progetti di Vago Rettore che in digitalizzazione industriale è arretrato di 30 anni buoni perchè propone un vecchio business IBM basato su piattaforme e biblioteche digitali inutili perchè oggi intersechi big data mondiali con quelli aziendali dei tuoi clienti-venditori,cioe’ non sei piu’ tu a imporre l’auto,ma è l’auto che vogliono i tuoi clienti che devi costruire.Poi progetti in digitale e fai progetti di prototipi usando tecnologie digitali e se sei bravo come Audi adotti propulsioni rinnovabili a bassa emissioni Co2 dal vento o solare o acqua o acque sporche.
    Dato che non abbiamo i 20 miliardi anni per una sola silicon valley milanese,ho ripreso dalla mia progettazione prima asiatica e poi americana,la Resilience Smart Community Digital Manufacturing.Ora dico di cominciare a Milano nel post Expo e poi attesi i primi risultati,partiamo a costruirne altre 19 in altrettante Regioni per 800.000
    e 24 miliardi di ricavi annui.A Milano avremmo 5 miliardi di ricavi annui per 60.000 posti.
    Perchè Maroni sbaglia a concepire il Post Expo come un Campus Universitario con verde?
    Maroni è il mio Presidente di Regione,di una Regione industriale leader che va solo digitalizzata e decarbonizzata, ma non mi voglio nascondere dietro il dito dicendo che il Post Expo non deve essere solo un Campus Universitario che poi nell’accezione italiana,diventa solo un esamificio per laureati che malinconicamente debbono andare all’estero per imparare il digitale manifatturiero ed a gestire le nuove fabbriche digitali.Mi sono lette tutte le proposte di Vago e non ne trovo una interessante per far progedire la Lombardia ed Italia.Poi chi paga? Vago chiede 650 milioni solo per un trasloco da città Studi a Rho.Io la trovo una cifra pazzesca per un trasloco.Maroni e la Adalucia De Cesaris forse per motivi di rielezione politica distruggerebbero gli affari legati al Campus esistente di Città Studi che ammontano a 1 miliardo,solo perchè sono innamorati del Campus verde a Rho? Mi sembra il brutto affare Whirpool-Indesit dove impongo alla Comunità Città Studi il trasloco all’estero,li per costi,nel post Expo solo per dare piu verde agli studenti e campi di gioco a bimbi.Io vengo dal calcio dell’oratorio alle Colonne vicino a casa, e non immagino bimbi che vanno a Rho a giocare.Poi Maroni commette un grave errore perchè non consente all’Università di Milano ed al Rettore Vago di cambiare,di mettere labs che mancano ,gli incubatori necessari,comprare all’estero i brevetti che servono.Vago ha un digitale vecchio:puo’ farci esami ma non funziona applicato in industria.Difatti Il Governo si è accorto che nel digitale tutto era sbagliato a partire dal Ministro Stanca che impose il suo vecchio modello IBM.Poi Stanca messo all’Expo dalla Moratti, ha inanellato errori colossali a caro prezzo perchè era anche esoso.Difatti il Governo oggi segue un mio vecchio consiglio di far passare internet veloce su linee elettriche,poi ognuno si attacca e propone.Ma devo dare un 2° consiglio al Governo memore delle progettazioni all’estero:vada su piattaforme open o aperte IoE che è il contrario di quello proposto da Vago-rettore che voleva chiuderle per farsi pagare la biblioteca di applicazioni.Illuso Vago, le trovi sul mercato come le bibite.Poi Maroni che ha lavorato per anni in una ottima azienda ,la Avon Cosmetic,non sa che il mondo industriale è cambiato e si regge su dosi massicce di digitalizzazione combinata ad un insieme di incubatori e tecnologie evolute di supporto che ho descritto al Governo in un Rapporto Riservato.La stessa Avon usa un digitale avanzato basato su rete vendita e clienti.
    Perchè i Presidenti Regionali sono interessati alle Resilience smart Community che sono differenti dalle Smart Cities?
    I Presidenti delle altre Regioni si chiedono:ma a noi del Post Expo interessa poco? Non è vero perchè se parte la Resilience Smart Community a Milano come Post Expo dopo pochi mesi partono le altre 19 in 19 Regioni.Certo se non otteniamo 20 miliardi di fondi Juncker-Bei non si parte,ma il mio ruolo di progettista è impostarle una diversa dalle altre in modo che diano ricavi,ammortizziamo il debito e restituiamo i soldi alla BEI.Il difetto del Campus Universitario di Maroni al Post Expo che i 650 milioni di trasloco li,rimette lo Stato o Regione,ma non ha ricavi su cui contare per ammortizzare,eccetto forse i 100 milioni ipotetici che prende vendendo le facoltà a Citta’ studi.Se invece Vago vuole la città della scienza ,lo Stato deve metterci da 2 a 7 miliardi a seconda del collider che vuole Vago.Chi ci mette i soldi? I privati? nemmeno per sogno perchè come ho scritto in un Rapporto sono progetti a 15-20 anni e poi all’estero sono gia’ avanti.La Lombardia invece di concepire una scienza evento con voli pindarici,dovrebbe ritornare sulla terra e concepire una manifattura digitale per dare lavoro a 60.000 e se estesa in Italia a 800.000.
    Maroni ha fretta.Vuole appaltare per 650 milioni e costruire l’Università copia di quella a città Studi.Invece io ho chiesto 1,5 miliardi alla BEI,che devo poi restituire,per costruire i building che mi servono per ospitare le 1000 aziende che hanno dimostrato interesse a partecipare alla RSC.Certo se Maroni mi chiede 650 milioni o 1,5 miliardi non li ho e li dovrebbe anticipare CDP su un progetto che poi si sostiene in piedi,si autopaga.La Lombardia nella scienza ha preso scoppole tremende tipo Nerviano,la città dell’idrogeno di Formigoni ovviamente H fatto da reforming fossili e forse non piace che con il mio lab-incubatore di biomedicina digitale,possiamo far risparmiare allo Stato-Sistema Sanitario una parte dei 13 miliardi spesi in analisi e poi risolviamo il problema rifiuti via plasma e finalmente chiudiamo tutte le discariche in qualsiasi Regione.La Regione Lombardia non ha brillato nel suo stand all’Expo che definire penoso è poco.Maroni da le colpe a Sala o al Comune.Io so che non hanno accettato nessun progetto redatto da me come i frutti colorati che riporterò al Post Expo ed i nuovi cibi da biomasse marine con allevamenti pesci.Volevo mettere il funzionamento del mio sommergibile ad idrogeno che si puo’ replicare a terra,al Post Expo per dimostrare come è possibile una energia senza fossili ma solo acqua,mare,sole,biomasse,vento.Nel mio piano Sardegna uso molto acqua e mare in combinazione sole ,vento,biomasse anche con reuse CO” Sulcis e concludo che la Sardegna non ha bisogno del Galsi,ma puo’ produrre ed esportare il biometano che vuole.Deve essere solo piu’ intelligente come la Sicilia che non sa usare sole e mare ma si attacca alle trivellazioni su riserve ridicole.Al Friuli vogliono dare 2 rigassificatori in città come a Roma,nelle Puglie il Tap sarà il falo’ delle illusioni fossili di chi crede che importare gas sia conveniente.Sarà la piu’ nuova cattedrale nel deserto e noi del biometano diremo “avete voluto picchiare di testa” ma gli oneri non li pagano i progettisti TAP ma i cittadini ed i pugliesi che vorrebbero del biometano a poco che si impedisce di produrre.Un paese che non sa usare il plasma per trattare i rifiuti e farci biometano e biofuels è un paese senza futuro ma la colpa è di chi ci vieta di progettare plasma.
    Nelle immagini riporto il funzionamento sommergibile propulso idrogeno.una facile biomassa guyule da lattice e biofuel,il power to gas da rinnovabili,la fabbrica digitale .come levo le alluvioni e contemporaneamente produco energia idroelettrica da pompaggi ed infine l’estensione della RSC alla salute.

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