INFN: A Claudio Pellegrini l’Enrico Fermi Award

Comunicato stampa – Al fisico italiano uno dei più prestigiosi riconoscimenti scientifici conferiti dal Governo Usa, istituito nel 1956 per onorare la memoria del Nobel italiano a due anni dalla sua scomparsa. Lo studioso italiano sarà premiato, insieme al collega americano Charles V. (Chuck) Shank, dal presidente Usa Barack Obama, in una cerimonia che si svolgerà alla Casa Bianca entro l’anno

Roma, 11 giugno 2015 – Il fisico italiano Claudio Pellegrini ha vinto l’Enrico Fermi Award, uno dei più prestigiosi riconoscimenti scientifici conferiti dal Governo Usa. Istituito nel 1956 per onorare la memoria del Nobel italiano a due anni dalla sua scomparsa, il premio è stato assegnato anche a Charles V. (Chuck) Shank, dell’Howard Hughes Medical Institute e del Lawrence Berkeley National Laboratory. A consegnare il riconoscimento sarà lo stesso presidente degli Stati Uniti Barack Obama.

Lo studioso italiano riceverà l’Enrico Fermi Award per i suoi studi pionieristici sulla tecnologia dei laser a elettroni liberi (FEL), un nuovo schema di generazione di raggi X che converte parte dell’energia dei fasci di elettroni accelerati in radiazione elettromagnetica. Una tecnologia che permetterà, ad esempio, di studiare struttura e funzione delle biomolecole, come le proteine, con un livello di dettaglio, a scala atomica, mai raggiunto prima. “È veramente un grande onore ricevere questo riconoscimento. Ho da poco compiuto 80 anni e questo è un meraviglioso, quanto inatteso, regalo di compleanno”, sono state le prime parole dello scienziato italiano, nell’apprendere la notizia dal Department Of Energy (DOE) Usa.

Fisico presso lo SLAC National Accelerator Laboratory e la University of California, Los Angeles (UCLA), prima di trasferirsi negli Stati Uniti Claudio Pellegrini, laureatosi all’Università La Sapienza di Roma, ha iniziato la sua carriera nei Laboratori Nazionali di Frascati dell’INFN. Nel centro di ricerca italiano ha lavorato al design e allo sviluppo dei collisori elettroni-positroni, scoprendo ad Adone un’instabilità, il cosiddetto “effetto testa coda”, che può limitare la luminosità di queste macchine acceleratrici circolari. E proponendo una soluzione, i sestupoli, per risolverla e aumentare così notevolmente le prestazioni dei collisori.

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