Battiston (Asi): ok cabina regia governo ma agenzia sia autonoma

Audizione presidente Agenzia spaziale italiana alla Camera

Roma, 21 lug. (askanews) – Sulla governance del sistema spaziale nazionale “occorre una riflessione globale”, che tenga conto dei molti e diversi ambiti coinvolti e che valorizzi “la forte componente industriale e l’ottima componente scientifica” presenti nel nostro Paese. A dirlo il presidente dell’Agenzia spaziale italiana Roberto Battiston durante un’audizione informale svolta davanti alle commissioni Cultura e Attività produttive riunite della Camera nell’ambito della discussione di una risoluzione firmata da diversi deputati del Pd che punta a implementare una nuova politica spaziale sostenibile.

In tema di governance il numero uno dell’Asi ha sottolineato l’importanza della creazione presso la Presidenza del Consiglio di una cabina di regia sulla politica aerospaziale che coinvolge diversi ministeri, le industrie, le Regioni e che consente di “ottimizzare l’uso delle risorse per le priorità e gli obiettivi nazionali”. In questa direzione, il ddl in discussione al Senato proprio sulla governance dello spazio, può “permettere un salto di qualità strategico” ma è importante che l’Agenzia (che rappresenta un caso unico in quanto è vigilata dal Miur al pari degli altri enti di ricerca pur non facendo ricerca ma abilitando altri a farla) mantenga la sua autonomia “soprattutto a livello internazionale per poter bene rappresentare l’Italia in contesti così dinamici”.

Battiston si è quindi soffermato sulle risorse dell’Agenzia, ricordando che negli ultimi 7 anni la quota del Fondo ordinario per gli enti di ricerca con cui l’Asi viene finanziata si è attestato intorno ai 500 milioni di euro, sia per effetto dei tagli lineari che per effetto della destinazione di parte del Foe ai progetti premiali (7%)e ai progetti bandiera (+ 8%). Risorse destinate per il 75% all’Esa come contributo italiano ai programmi dell’Agenzia europea. Una riduzione che ha portato negli anni passati alla cancellazione di alcuni programmi e che, l’anno scorso, ha fatto temere per la prosecuzione di un programma di punta come Cosmo SkyMed di Seconda Generazione. Grazie al governo, ha sottolineato Battiston, nella legge di stabilità 2014 sono stati stanziati 120 milioni di euro in 3 anni che “hanno consentito la messa in sicurezza di Cosmo”, per cui è già programmato il lancio di altri 2 satelliti.

E che hanno riportato il budget a disposizione dell’Asi sopra la soglia dei 600 milioni. Un fatto che ha consentito all’Italia di presentarsi ancora una volta da protagonista all’ultima ministeriale Esa dove si è discusso di temi di forte interesse per il nostro Paese come ExoMars, Stazione spaziale internazionale e lanciatori (“Il settore su cui si è maggiormente investito”) come Vega che, nella sua prossima evoluzione, promette di dare ancora più soddisfazioni.

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