Renzi: «Università via dalla pubblica amministrazione»

«Questa fase, molto appassionante e anche difficile, di riforme va verso la conclusione. Un anno fa se si fosse detto Jobs Act, pubblica amministrazione, scuola, riforma elettorale, riforma costituzionale, abbassamento delle tasse, si sarebbe detto “eccone un altro”. È legittimo non condividere il merito delle riforme ma bisogna riconoscere che le riforme ci sono e non ci credeva nessuno».

Il premier Matteo Renzi, nel suo intervento all’inaugurazione del nuovo campus dell’Università Ca’ Foscari a Venezia, ha difeso l’operato del governo. Sottolineando che le riforme sono

le riforme ci sono e non ci credeva nessuno». Il premier Matteo Renzi, nel suo intervento all’inaugurazione del nuovo campus dell’Università Ca’ Foscari a Venezia, ha difeso l’operato del governo. Sottolineando che le riforme sono ormai «all’ultimo miglio». E che ora «inizia il bello: pensare all’Italia dei prossimi 20 anni».

«Università via dalla pubblica amministrazione»
Alla platea di docenti e studenti Renzi ha detto: «Proviamo a scrivere insieme le nuove regole per l’università e facciamolo partendo dalla prima: togliere l’università italiana dal perimetro della pubblica amministrazione». «Non si governa l’università – ha spiegato – con le stesse regole che ci sono per fare un appalto in una Asl». E ancora, il presidente del Consiglio propone che «si sappia, ogni anno, per un giovane che vuole studiare, quanti sono, se ci sono, i posti per poter diventare ricercatore per avere così la certezza di un percorso».

«Non sono esterofilo, ma cerco di far tornare cervelli»
Renzi ha ricordato le misure contenute nella legge di stabilità varata ieri: i «mille posti per i ricercatori» e quella “one shot” «per 500 professori che non devono essere necessariamente all’estero. Io non sono esterofilo, non credo che all’estero ci siano i cervelli in fuga e i pancreas in patria. Chi vuole andarsene se ne vada, il mio compito è cercare di farli tornare». E l’orizzonte è chiaro: «L’Italia ha recuperato un segno più che ancora oggi molti italiani faticano a vedere ma sarà stabile se nei prossimi anni ci concentreremo nell’investire sul capitale umano»…

continua su Il Sole 24 Ore – leggi su http://24o.it/8WUnuJ

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