Accesso alla docenza più veloce, per i giovani cervelli «tenure track» dopo 5 anni

di Marzio Bartoloni

Stop a carriere da ricercatore troppo lunghe e soprattutto all’insegna del precariato. Sì invece ad un accesso alla docenza più veloce, con un percorso unico che dopo il dottorato e un post-doc in cinque anni apra la strada alla docenza chiudendo per sempre con la divisione disegnata dalla riforma Gelmini tra ricercatori di tipo a (a tempo determinato) e b (gli unici che possono accadere alla tenure track). Da Udine, dove il Pd ha riunito lo scorso week end il pianeta dell’alta formazione (atenei, ricerca, Its e Afam) per trovare nuove ricette per dare «più valore al capitale umano» (questo il titolo dell’incontro), arrivano le prime risposte. Che potrebbero concretizzarsi presto in norme ad hoc. Il veicolo c’è già, come spiega Francesca Puglisi tra le organizzatrici insieme a Manuela Ghizzoni e Rosa Maria Di Giorgi (responsabili Università e Ricerca Pd) dell’incontro di Udine : è un Ddl al Senato a firma del senatore Pagliari che riguarda (per ora) solo il fronte degli assegnisti di ricerca. «Lì – spiega la senatrice e responsabile del settore formazione del Pd – possiamo inserire gli emendamenti necessari per riformare il percorso da ricercatore»…
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