Di Giorgi (PD): Non si può pensare al dopo Expo senza il CNR

(AGENPARL)- Roma 11 nov 2015 –

“L’assenza del Consiglio Nazionale delle Ricerche da questo primo tavolo di discussione del dopo Expo, riunito a Milano, è inspiegabile. Credo che il più grande ente di ricerca italiano vada coinvolto fin dalle prime battute, in modo che possa partecipare alla stesura del progetto complessivo che verrà messo in campo da università e altri enti di ricerca”. E’ quanto dichiara la senatrice del Pd Rosa Maria Di Giorgi, membro della Commissione Istruzione e Cultura di Palazzo Madama, a proposito del riutilizzo delle strutture dell’Expo di Milano.

“E’ un’occasione importante per tutto il mondo della ricerca italiana, ma il valore aggiunto sarà dato dal fare sistema con le eccellenze che già operano ad altissimo livello nel mondo della ricerca internazionale. E’ indubbio che l’eccellenza scientifica in Italia sia garantita dal CNR e dalla sua rete di istituti con ricercatori esperti, collocati ai primi posti nelle classifiche internazionali per le loro scoperte e il loro contributo all’avanzamento delle scienze nel mondo. Sono certa – conclude Di Giorgi – che i prossimi passaggi sia organizzativi che tematici vedranno il pieno coinvolgimento del CNR, fiore all’occhiello del nostro Paese”.

Un pensiero su “Di Giorgi (PD): Non si può pensare al dopo Expo senza il CNR

  1. 1.Il Governo dice che al Post Expo, preferisce mettere 2000 ricercatori per Milano 2040, spendendo 1500 milioni in 10 anni che è pari alla somma chiesta da me in prestito alla BEI per 60.000 persone a Milano che ne innescano 800.000 su altri 19 siti regionali di industria 4.0.Troppi soldi da investire per poca occupazione.Il Governo risponde ma è ricerca di grande livello.Si,ma bisogna anche mangiare e far scendere la R&S in basso.Cosa che sa fare solo chi è abituato a comprare tecnologie nel mondo e valutare se una tecnologia vale o non vale(ad esempio l’attuale tecnologia Eni blends non vale o la tecnologia solare che dice Enea dato che costa troppo non serve).
    2-Il Governo ha deciso che l’industria 4.0 la deve fare Confindustria senza ausilio di contributi statali se non per la rete internet veloce che mi sembra un progetto ancora da definire.Bene sulla decisione da cavo elettrico in entrata,ma sulla piattaforma industria 4.0 non sappiamo nulla e questa è vitale e fa fatta di concerto con il Governo utilizzando esperienze mondiali e non apporti locali universitari che non sono all’altezza.Questa strategia è contraria a quella mondiale perchè le forze industriali italiane non sono in grado di pilotare un progetto complesso che parte dalla decarbonizzazione e che presegue per una digitalizzazione spinta in ogni nodo industriale,utilities e burocrazia.Se il Governo si aspetta che le ricerche di base del Post Expo ricadano in fretta sull’industria,si sbaglia.Questo errore deriva anche da una concezione vecchia del MISE che lo vede partecipe solo a crisi aziendali ma assente in innovazione.Insomma Macron che il Ministro francese Industria si interessa al 90% di innovazione,mentre Guidi si interessa al 90% di vecchia industria spesso da salvare.Il progetto smart cities è un progettino di mancia capillare che innova poco o niente,mentre la piattaforma internet industriale 4.0 è il nostro futuro per i prossimi 100 anni.Gli Usa sono davanti a noi per le app e la sharing economy.l’unico sistema per batterli è passare da app a algoritmi ma farlo capire a chi è appena arrivato ad app è quasi impossibile.Lo vedo ogni giorno dove vicari va ad app vecchie e clientelari,pochi fondi distribuiti a cascata,mentre io vado su un grande progetto dove bisogna investire cifre serie per tutti che a cascata hanno algoritmi di sviluppo-occupazione.Sono 2 concetti opposti ed il mio algoritmi è costruito per garantire occupazione e…..all’Inps giuste pensioni senza la farsa dei diritti acquisiti.
    3.Lo dimostra il caso Fincantieri con buchi paurosi ,una semestrale in rosso per l’ottusità del suo management che non ha capito niente di energia del mare
    4.Lo dimostra anche l’Eni che arretra come industria e si limiterà solo alle trivellazioni,uscendo da ogni settore in perdita.Poi per sollecitazione di tutti gli Italiani e per copiare l’Enel,decide di costituire una Divisione Rinnovabili dandola a chi sino ad ieri trivellava in Africa.Con questa mossa l’Eni farà delle rinnovabili di supporto a ben definite scelte fossili,cercando di imporre agli Italiani batterie o ricariche condominiali dicendo che vanta una tecnologia MIT che è sempre cara e che passa dal solare ft senza investire in stoccaggi e plasma.
    5.L’aggregazione utilities che era la strategia piu’ facile e piu’ profittevole in termini di occupazione,parliamo di una aggregante spa di 300.000 dipendenti per circa 100 miliardi di fatturato annuo,non si farà mai perchè ogni Presidente Utility tira acqua al suo mulino ed è contrario ad aggregare e risolvere in termini industriali problemi complessi come il trasporto pubblico o i rifiuti passando da inceneritori superati ma ricchi di costosi appalti.Poi mettevo assieme Anas,Sogin ed altre utilities che sono sempre posizionate su vecchi mercati o tecnologie obsolete.
    6.Il caso Post Expo è emblematico di un modo italiano di non risolvere il problema di aggiornare o riconvertire industria-sanità-utilities.Dato che a tutti la proposta di un nuovo Campus vacheggiata da Vago era misera di contenuti scientifici,il Governo lo bypassa andando su 3 Enti di Ricerca che conosco e che sono di ottimo livello,ma non sono in grado di far scendere in fretta e con successo le loro ricerche all’industria perchè manca sempre il filo conduttore che è quello che riconosce il mondo industriale del passaggio a industria 4.0 che non si fa per decreto,ne con una piattaforma universitaria ma si attua con un grande lavoro d’equipe’ facendolo calare in ogni realtà industriale,sanitaria,utilities pubblica.Dato che per i miei interventi industriali ,utilizzo vari corsi,li radunerà in un Manuale industriale 4.0 che mettero’ a disposizione del Governo e Confindustria ma con dietro piani industriali precisi che devono definirsi dal Mise che dovrebbe ripensare al 90% allo sviluppo e solo 10% al cronicario aziende industriali.Insomma piu’ Macron o Obama in industria,piu idee pulite da COP 21 e meno fossile-gas.
    7.Ora assisteremo allo stallo di Maroni contro Renzi.Maroni vuole il Campus e Renzi i 3 Istituti proposti.La soluzione migliore sarebbe di valutare per bene cosa ci danno i 3 Istituti,se ci sono doppioni e cosa mettere al Post Expo che il Rettore Vago non ha.Difatti ho scritto un Report denunciando proprio le falle del Campus di Vago ma con un obiettivo i posti lavoro nell’industria e non solo i ricercatori o studenti.Dato che conosco la materia,mi candido a dirimere le controversie,scegliendo solo per favorire l’occupazione e non i baroni.

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