I.I.T. e produzione scientifica

Fonte: Italians

Caro Beppe,

per carità, i numeri non sono tutto, lo sosteniamo da sempre.

Però, cito da “L’I.I.T. ha il cuore a Genova: trapiantarlo a Milano che senso ha?” ( http://bit.ly/1OGlX2y ), “… l’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova è un’ottima istituzione, attiva dal 2005. Un centro statale di ricerca scientifica governato da una fondazione di diritto privato, creata nel 2003 da Giulio Tremonti (economia) e Letizia Moratti (istruzione). Circa 1400 ricercatori di 50 nazioni (41% di donne) lavorano in dieci grandi dipartimenti; età media, 34 anni. All’attivo, oltre 5.500 pubblicazioni su riviste internazionali”.

Ora, se la matematica non è un’opinione fa 5500/1400/12 = 0.32 pubblicazioni scientifiche l’anno a testa. Io, per dire, modesto docente del Politecnico di Milano, nel medesimo periodo (che corrisponde a poco meno della mia carriera scientifica) del tipo da te citato ne ho fatte 5.16/anno ( https://www.aero.polimi.it/masarati/Publications/index.html ) (o, se preferite dati ufficiali, cercate in https://re.public.polimi.it/

Sono soprattutto lavori in collaborazione, diciamo una media di 3 autori? OK, fa 1.72/anno/autore. Comunque, quasi 6 volte la media dell’IIT. Certo, non saranno lavori dello stesso livello, ma non sono stato io a iniziare a giocare con i numeri. E teniamo presente che io, oltretutto, come i normali docenti universitari, devo anche insegnare (a 150-200 studenti per classe, con tutto ciò che comporta, tra esami, dare loro retta, etc).

Questo giochino dei numeri l’hanno già fatto in molti, ben più blasonati di me ( http://tinyurl.com/nl4ssvz ).

Cordiali saluti,

Pierangelo Masarati

Un pensiero su “I.I.T. e produzione scientifica

  1. Appello al Governo,Ministri,Sottosegretari,Presidenti di Regione,Presidenti di Confindustrie Regionali,Sindaci,Sindacati *-il nostro principale obiettivo è di sviluppare l’occupazione in Italia da 800.000 posti a 4 milioni* *-questo obiettivo si puo’ solo perseguire entrando nell’era industria digitale 4.0 e filiere collegate come agricoltura-sanità-distribuzione-mare-energia* *-lo stesso obiettivo non si persegue con nuovi Campus Universitari senza dotarli del supporto labs-incubators che è l’unico che fa scendere la scienza applicata in industria.Questo è il nostro vero difetto perchè le nostre Università non sono digitali e spesso avulse dall’industria,se quelle che pagano cattedre come l’Eni.* *-il progetto Post Expo Campus Universitario di Vago è solo un progetto banale di trasloco di 15.000 studenti che possono benissimo studiare in 4 nuovi grattacieli a città studi per 16.000 studenti che costano 150 milioni e non 650 milioni del progetto Vago.Faccio un esempio per capirci: è certo che gli algoritmi partono dalla Facoltà di Base Matematica,ma dato che sono il nostro vero futuro ho bisogno di labs ed incubators dove ne studiamo le applicazioni concrete in tutti i settori pubblici e privati.Un mio amico prof al suo Corso di algoritmi a Parigi ha 30.000 studenti annui.* *-Il Governo deluso dal progetto Vago e dal fatto che non ci fosse un consorzio vero di università lombarde,ha ripiegato su Milano 2040 affidando la Direzione a IIT Genova su un progetto un po’ caro di 1500 miliardi in 10 anni per 2000 posti di ricercatori.Mi sembra investire tanto per pochi posti dato che le ricerche IIT poi non confluiscono facilmente in industrie ma piuttosto in ospedali pubblici.La controprova sta nel mio progetto dissalatore grafene che IIT non ha industrializzato e forse a Messina non avremmo avuto disagi da acqua potabile dato che hanno tanto mare o la Marina militare che li dovrebbe avere per sopravvivere.* *-vorrei far capire un banale discorso di costruzioni digitali.15 grattacieli al post Expo mi danno 60.000 posti,cioe’ un grattacielo occupa 4.000 posti.Ora se voglio ospitare in tutta Italia e nei 20 siti regionali, 800.000 persone devo costruire 200 grattacieli da 4.000 persone.Considerando un costo medio di 30 milioni a grattacielo,questo appalto vale 6 miliardi che sono spesi in acciaio,vetri,sistemi energetici e paghe operai-montatori.Su 20 miliardi di spesa totale,ben 6 miliardi sono di costruzione con prodotti italiani.Oggi l’acciaio è in crisi anche per errori manageriali e non sarebbe male riprendere la produzione per costruire e per energia rinnovabile.* *-l’altro discorso che dobbiamo ottimizzare sono gli investimenti in rete o gigaband che il Governo calcola in 11 miliardi.Qui sono escluse le nostre Università ma dobbiamo optare per una gigaband alla cinese* *-L’innovazione tecnica spinge verso Gigaband:*Nuove tecnologie avanzate continuano a far salire la velocità di rete. La rete centrale ora dispone di schede di servizio del router con funzionalità di percorso di inoltro di 400G e 1T.La rete di trasporto ottica sta vivendo grande rollout di dispositivi WDM 100G e prove di dispositivi WDM 400G. La rete di accesso supporta ora l’aumento dei tassi di accesso per i mezzi di accesso diversi.Per FTTH, GPON, 10G PON, 40G TWDM PON, e altre tecnologie Giga Fibra gettare le basi per l’accesso Gigaband. GPON offre 2.5G di banda downstream che può essere distribuito tra più utenti con splitter ottici, abbassando il costo rollout della rete per utente. La tecnologia 10G PON è famosa per la sua 10G maggiore larghezza di banda. In futuro, 40G TWDM PON fornirà le larghezze di banda di più PONs 10G su più lunghezze d’onda.

    -Per le linee in rame, le tecnologie di rame Giga farà di Gigaband accesso, una realtà. Lo standard G.fast è stato ufficialmente rilasciato nel mese di dicembre 2014. Con questo standard, reti in rame ora raggiungere 500 Mbit / s a ​​1 Gbit / s di banda. Swisscom ha schierato primo equipaggiamento G.fast commerciale del mondo per fornire un servizio 500Mbit / s. Altre innovazioni parallele sono anche in fase di studio per espandere la frequenza di funzionamento di linee in rame. Una coppia di linee in rame è proiettato verso una fine / s velocità di accesso 5 Gbit.

    -Nel corso cavi coassiali, tecnologie Giga Coax aiutano a realizzare l’accesso Gigaband.Rispetto alle tradizionali linee telefoniche, cavi coassiali presentano migliori prestazioni frequenza e frequenze di lavoro elevate. Il 32 canali DOCSIS 3.0 fornisce attualmente a 1,6 Gbit / s di larghezza di banda condivisa. In futuro, DOCSIS 3.1 supporta bande di frequenza multiple e in grado di fornire 10 Gbit / s di larghezza di banda.

    -Per l’accesso ibrido, soluzioni ibride Giga uniscono LTE wireless e tecnologie a banda larga fisse per larghezza di banda complessiva e di backup fallimento protettivo. Ad esempio, la soluzione di accesso modem LTE ibrida + VDSL2 è stata ampiamente adottata mentre la soluzione LTE + GPON ONT ibrido viene distribuito. Il futuro vedrà la nascita di una soluzione CPE ibrida LTE + G.fast.

    -Oltre a queste diverse modalità di accesso, Gigaband accesso Gigaband wireless al coperto, o Giga Wi-Fi, è fondamentale anche perché molti utenti sono utilizzati per accedere ai servizi Internet e della banda larga via Wi-Fi. IEEE 802.11ac con legame multi-canale (per esempio 3×3 o 4×4 MIMO) può compiere accesso Gigaband. Il 802.11ad IEEE prossima generazione migliorerà ulteriormente la velocità di accesso Wi-Fi. Giga Wi-Fi garantisce l’esperienza dell’utente E2E nell’era Gigaband.

    *-Gigaband stimola l’innovazione nell’industria* La rete a banda larga si è evoluta da kbit / s per Mbit / s e quindi di Gbit / s. È Gigaband l’apice di reti a banda larga? Lontano da ciò. Questo è solo l’inizio per iniziare le innovazioni di servizio. L’impatto Studio e di impatto Relazione UK Broadband rilasciato dal governo britannico conclude che ogni 1 £ investito in effetti ultra-broadband l’economia nazionale di circa £ 20 dei rendimenti. In risposta, vettore nazionale BT prevede un investimento enorme in una rete 2.0 ultrabroadband NGA una volta la sua rete NGA 1.0 ultrabroadband è completato, con l’obiettivo di larghezze di banda di rete fino a 500 Mbit / s o anche 1 g / bit.

    -Il governo cinese promuove Internet + e dell’Industria 4,0 innovazioni. Larghezze di banda ultra-elevati e collegamenti onnipresenti sono il fondamento. Rispetto alle tradizionali reti a bassa velocità, reti Gigaband migliorare la diffusione di informazioni, di creare un’ampia piattaforma per l’innovazione del servizio, e rinvigoriscono internet +. L’era Gigaband permetterà di migliorare notevolmente l’esperienza degli utenti, rivoluzionare il modo in cui lavoriamo e viviamo, e spingere l’innovazione del settore e lo sviluppo economico.

    -Abbracciamo finalmente l’era Gigaband in Italia.Ma dobbiamo far fruttare bene gli 11 miliardi che spenderemo in modo che tutti la utilizzino e le aziende ,abbiano la piattaforma industrial 4.0 che li collega al mondo.Significa che andando su Gigaband,possiamo raggiungere i 24 miliardi di fatturato annuo dei 20 siti e poi innescare i 125 miliardi annui di fatturato con 4 milioni di occupati in piu’.Questo sarà possibile solo aggregando aziende come passare da 7.000 utilities ad un sola SPA ma con 300.000 addetti che fatturi 100 miliardi annui.Lo stesso vale nella sanità pubblica che conta su 200 miliardi annui di fatturato che dovrebbe aggregarsi in 20 ASL Regionali che facciano riferimento alla Sanitalit SPA

    -forse i politici non si rendono conto che il sistema produttivo sta cambiando in digitale e che tutta l’ossatura dello Stato dalla Difesa ai Tribunali agli Uffici Statali,incluso l’Inps e Ospedali, saranno digitali che abbisognano di gigaband e massicci investimenti intelligenti di rete,mentre nelle aziende useremo sempre di piu’ un digitale non da app(che ormai sono in mano a oligopoli esteri) quanto gli algoritmi che permettono una vera libertà individuale e aziendale.

    La sfida non è costruire un Post Expo di ricerca o Campus Universitario,la vera sfida è progettare un futuro industriale distribuito su 20 Regioni che devono avere filiere industriali adatte al territorio e una gigaband che le connette al mondo.La vera sfid è far rendere gli investimenti in gigaband,labs,incubators e forse digitalizzare le Università che devono diventare torri di sapere distribuito e connesso e non una fabbrica anteprima di disoccupati.In Francia abbiamo individuato nei territori l’entreprise motrice.Le Confindustrie Regionali hanno una grande chance,la utilizzino come le Regioni che devono abbandonare sistemi campanilistici. dr.Pier Luigi Caffese Presidente Associazione Economisti e Managers Energia e Progettista Post Expo ed altri 19 siti Smart Comunities manufacturing 4.0

    dr.Pier Luigi Caffese

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