Dagli 861 ricercatori per gli atenei alle mille borse in più per gli studenti: ecco tutti i numeri della manovra

Fonte: Scuola 24

di Marzio Bartoloni

Ottocentosessantuno ricercatori per gli atenei e 215 per gli enti di ricerca, 500 «cattedre universitarie del merito» e circa mille borse di studio in più per gli studenti universitari. Sono questi alcuni dei numeri più importanti contenuti nella manovra che fanno pendere la bilancia per università ed enti di ricerca in senso positivo. Anche se non mancano critiche e malcontenti, a cominciare dagli studenti che giudicano «irrisori» i 5 milioni in più per il diritto allo studio. L’altro segnale positivo è poi quello degli scatti stipendiali per i 50mila docenti italiani che ripartiranno dal 1° gennaio prossimo. Il testo licenziato dal Senato – alla fine con un maxi emendamento – ricomincerà questa settimana il suo percorso alla Camera dove potrebbero arrivare altre novità.

I nuovi ingressi negli atenei e negli enti di ricerca
I numeri precisi sulle assunzioni arrivano dalla relazione tecnica annessa all’ultimo testo licenziato da Palazzo Madama che ha aggiunto diversi ritocchi al testo inviato da Palazzo Chigi. Dopo lo storno di una parte delle risorse (8 milioni nel 2016 e 9,5 nel 2017) in favore degli enti di ricerca il “contingente” di ricercatori di tipo b – quelli che dopo 3 anni possono ambire a salire il primo gradino della docenza – destinato agli atenei sarà di 861 unità, stimando «una ipotesi di trattamento stipendiale (costo annuo € 58.625) pari a circa il 120% del trattamento stipendiale iniziale del ricercatore a tempo pieno». Per quanto riguarda i costi da sostenere per i 500 docenti universitari di prima e seconda fascia (38 milioni per il 2016 e 75 dal 2017), questi saranno assunti per chiamata diretta anche dall’estero – almeno il 50% entro un anno dall’avvio del bando – con l’attribuzione «mediamente alla quarta classe stipendiale». La manovra prevede poi lo sblocco del turn over per i ricercatori di tipo a (quelli a tempo determinato) «con esclusivo riferimento agli atenei virtuosi (ovvero atenei che come previsto dal DPCM 31 dicembre 2014 abbiano un indicatore di spese di personale inferiore all’80% e un Indicatore di Sostenibilità economico finanziaria almeno pari a 1».  Per quanto riguarda il mini contingente di 215 ricercatori per gli enti di ricerca la relazione tecnica prevede che saranno assunti a partire dal marzo 2016, ma con una precisazione: «Gli oneri connessi all’attribuzione, ai ricercatori assunti ai sensi della presente norma, delle fasce stipendiali successive a quella di ingresso, previste dai Ccnl del Comparto della Ricerca e i conseguenti differenziali di costo, rimangono a carico dei bilanci dei singoli Enti ed Istituzioni di Ricerca». Sempre per gli enti di ricerca sarà possibile «continuare ad avvalersi – avverte la manovra – del personale con contratto di collaborazione coordinata e continuativa in essere alla data del 31 dicembre 2015, mediante l’attivazione – previa verifica di idoneità – di contratti di lavoro a tempo determinato».

Borse di studio e scatti di stipendio
La legge di stabilità inviata alla Camera lancia anche un segnale sul diritto allo studio – grande assente nel testo presentato da Palazzo Chigi – prevedendo un investimento di 5 milioni dal 2016 per integrare il Fondo integrativo per la concessione di borse. Un mini intervento giudicato «irrisorio» dagli studenti secondo l’Udu «gli idonei non beneficiari di borsa in Italia, già l’anno scorso, erano più di 40mila» a cui quest’anno s’aggiungono «decine di migliaia di studenti» esclusi dalle borse a causa del nuovo Isee. Per l’Unione degli studenti universitari la misura in manovra «basterà a finanziare poco più di 1000 borse di studio» e quindi «non è neanche lontanamente sufficiente a fronteggiare» l’emergenza diritto allo studio. Buona notizia invece per i 50mila docenti universitari italiani che dal 1 gennaio cominceranno a incassare (non tutti subito) gli attesi scatti stipendiali fermi dal 2011: la manovra stanzia 25 milioni da destinare al Ffo nel 2016 e 30 milioni dal 2017. Gli atenei poi autonomamente decideranno come impiegare questi fondi e come attribuire gli scatti che saranno assegnati in base a una valutazione dei docenti.

Le misure per la scuola
Meno numerose e anche meno “pesanti” finanziariamente le novità introdotte al Senato per il mondo della scuola. Il contributo maggiore riguarda l’edilizia scolastica. L’Inail mette sul piatto altri 50 milioni per la realizzazione di scuole innovative. Una buona notizia interessa anche le scuole paritarie che vedono salire da 200 a 225 milioni il contributo previsto a partire dal 2016. Qualche milione in meno (19 milioni) va invece agli ex Lsu del comune di Palermo che fino a fine 2016 saranno considerati collaboratori scolastici e si occuperanno dei servizi di pulizia nelle scuole del capoluogo siciliano. In deroga alle convenzioni Consip. Degno di nota è infine l’esborso da 10 milioni per l’acquisto di libri di testo, anche in formato digitale, per le famiglie svantaggiate. Fermo restando che per renderlo operativo servirà un decreto del Miur atteso entro fine marzo e destinato a satbile come e quanto peserà l’Isee.

 

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