Cinque mesi per risolvere un problema epocale: la sfida degli ingegneri del Safm al Cern

Fonte: La Stampa

BENIAMINO PAGLIARO

TORINO

Hanno cinque mesi per sfidare un problema epocale, come per esempio ridurre le emissioni di gas serra o utilizzare meglio le risorse idriche, trovare una soluzione e presentarla a una platea di protagonisti della ricerca scientifica e delle aziende. I protagonisti di «Innovation for Change» sono cinquanta studenti e ricercatori di livello post-universitario con formazione scientifico-ingegneristico del Politecnico di Torino. La sfida è ambiziosa, ma a disposizione avranno un laboratorio d’eccellenza: il CERN di Ginevra.

Il progetto, il primo di questo genere tra il Cern e l’Italia, è promosso dalla Scuola di Alta Formazione al Management di Torino, fondata dalla Fondazione Giovanni Agnelli, dalla Fondazione Edoardo Garrone e dalla Fondazione Pirelli. I partner di «Innovation for Change» sono il Politecnico di Torino e il centro sperimentale Ideasquare, un centro specializzato di innovazione sperimentale che fa parte del Conseil Européen pour la Recherche Nucléaire.

La rincorsa dei prossimi mesi ha già una data cerchiata sul calendario: il 20 giugno a Torino le sfide saranno presentate al vicepresidente della Fondazione Giovanni Agnelli, John Elkann, al direttore del CERN, Fabiola Gianotti.

Il percorso nasce soprattutto dalla volontà di alzare l’asticella per i tanti che si affacciano a un mondo imprenditoriale sempre più sfidante. «Start up» è diventato un termine quasi abusato. «Ma le start up non possono essere concentrate solo sul digitale – dice il vicerettore del Politecnico, Emilio Paolucci -, c’è ancora l’aria, lo spazio, la terra: vanno esplorati». Per esempio, racconta Paolucci, al Cern sono in grado di prevedere le condizioni meteo con una precisione che arriva alla mezz’ora: applicare sensori e tecnologia a un campo eolico potrebbe significare un aumento dell’efficienza nella produzione energetica che oggi viene dispersa anche per la difficoltà di prevedere la produzione e la successiva trasmissione alla rete.

«L’innovazione è anche un sensore che nasce per una funzione e poi trova nuova vita in un altro campo. Contiamo sul fatto che i ragazzi individuino anche dal punto di vista imprenditoriale una domanda nel mercato», aggiunge Silvia Petocchi, direttrice della Scuola di Alta Formazione al Management.

Tra Torino e Ginevra i ricercatori saranno guidati alla scoperta di strumenti e soluzioni tecnologiche d’avanguardia. A giugno arriveranno prototipi di prodotti o servizi innovativi che potrebbero essere introdotti sul mercato grazie ai partner industriali del progetto.

Il progetto si avvale anche della collaborazione di cinque istituzioni e aziende, che hanno indicato agli studenti le sfide di interesse comune su cui è urgente unire gli sforzi e trovare soluzioni praticabili: il Ministero italiano dello Sviluppo Economico, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per lo Sviluppo, Barilla, ENEL e Smat.

 

Un pensiero su “Cinque mesi per risolvere un problema epocale: la sfida degli ingegneri del Safm al Cern

  1. A dire il vero c’è gia’ il progetto phs hydro da me chiamato Wasser EnergieWende.Gli studenti devono solo applicare i parametri per installare le turbine di pompaggio ed il raddoppio condotte.Per il Power to gas da energia idroelettrica ci sono i progetti. ​ ENERGIA E MOBILITA’ ELETTRICA A MILANO ​​ BIOMETANO perchè l’Italia si ostina a bloccare … ​​ PHS World-wide & Wasser Energie Wende UE-28

    dr.Pier Luigi Caffese

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