Seguito audizione ministro Giannini alla VII commissione del Senato

Fonte: Senato della Repubblica

Legislatura 17ª – 7ª Commissione permanente – Resoconto sommario n. 284 del 21/06/2016

Seguito dell’audizione del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca sulla situazione dell’Alta formazione artistica, musicale e coreutica (AFAM) e sulle misure a favore della ricerca

 

      Riprende l’audizione, sospesa nella seduta del 30 marzo, nel corso della quale – ricorda il PRESIDENTE – il Ministro ha svolto la propria relazione. Rammenta altresì che in quella sede si era concordato di far pervenire dei quesiti scritti al Ministro, la quale si è resa disponibile ad intervenire nuovamente in Commissione per la propria replica. A fronte dell’elevato numero dei quesiti inviati, il Ministro fornirà delle indicazioni riassuntive, consegnando agli atti una documentazione più analitica per quanto riguarda le singole risposte.

 

Prende quindi la parola il ministro Stefania GIANNINI, la quale premette che le sono stati trasmessi circa 62 quesiti, alcuni assai puntuali. Intende pertanto consegnare le risposte per iscritto a tutte le domande e affrontare alcune tematiche specifiche riferite ai macrotemi dell’AFAM e della ricerca.

Partendo proprio da quest’ultima, rammenta che alcuni commissari hanno chiesto delucidazioni sull’attuazione delle politiche della ricerca, con particolare riferimento al Programma nazionale della ricerca (PNR). In linea generale, sottolinea la necessità di creare un “ecosistema della ricerca”, con l’obiettivo di attrarre in maniera massiccia i ricercatori e i talenti, anche internazionali, affinchè il sistema nazionale della ricerca si sviluppi in modo efficace. Dopo aver precisato che nel PNR vi è uno stanziamento di risorse pari a circa 2,5 miliardi di euro, manifesta la volontà di rispettare i tempi ed evitare i ritardi che si sono riscontrati nelle procedure relative al VII Programma quadro di ricerca. Menziona dunque le prime misure riferite al Capitale umano, che troveranno attuazione da luglio 2016, e beneficeranno di fondi pari a circa il 45 per cento dell’intera programmazione. Una seconda fase, da concludersi entro il 31 dicembre 2016, interesserà altri settori.

Nello specifico, fa presente che gli interventi previsti per il finanziamento del Capitale umano si aggiungono ad altre misure assunte dal Governo per incrementare la professionalità dei ricercatori, tra le quali menziona ad esempio il piano straordinario di ricercatori di tipo B e le cosiddette “cattedre Natta”. Dà indi conto di un’azione concernente i vincitori dei grant europei, descritta nel PNR, per la quale si prevede uno stanziamento di 246 milioni di euro, al fine di introdurre strumenti per potenziare l’attrattività. In proposito, fa presente che si riscontrano tanto un problema di esodo dei giovani ricercatori italiani quanto la debole attrattività delle nostre strutture nei confronti di ricercatori stranieri. Occorre dunque creare anzitutto un percorso di rientro dei ricercatori italiani; a tal fine, rispetto alle competizioni bandite dal Consiglio europeo della ricerca (ERC), saranno avviate diverse linee di intervento, che puntano in primo luogo all’accompagnamento attraverso un sostegno tecnico per consentire alle università e agli enti di concorrere nei diversi bandi. In seconda battuta, saranno introdotte azioni di potenziamento, i cui destinatari sono i ricercatori che hanno già partecipato a bandi ERC, ottenendo una valutazione positiva ma senza essere ammessi alla sovvenzione. Per tali soggetti saranno previsti finanziamenti aggiuntivi in modo da poter potenziare le attività di ricerca già avviate e partecipare con successo ai futuri bandi. Un’ulteriore iniziativa riguarda l’attrazione dei vincitori ERC, nell’ambito della quale saranno stanziate risorse aggiuntive fino ad un massimo di 600.000 euro in favore dei predetti vincitori di qualunque tipologia (starting, consolidator e advanced grant) che scelgono come sede l’Italia, onde favorire la creazione di un team di ricerca.

Dopo essersi brevemente soffermata sul carattere internazionale, interdisciplinare e intersettoriale che devono possedere i nuovi dottorati di ricerca, pone l’accento sul coinvolgimento del mondo industriale, rispetto al quale il dottorando o il dottore di ricerca potrebbero inserirsi con i propri filoni di ricerca. Fornisce dunque ulteriori indicazioni circa i prossimi bandi da emanare entro luglio rispetto alle borse di dottorato e ai dottorati idonei sul piano dell’innovatività, i quali avranno risorse aggiuntive e dovranno prevedere una parte del loro percorso in quelle imprese che abbiano manifestato un interesse in tal senso. Lo scopo di tali misure, prosegue il Ministro, è il recupero di competitività, anche in termini occupazionali. Riferisce altresì che è stato già avviato il progetto “Phd ITalents” finalizzato a stimolare le imprese più qualificate ad accogliere dottori di ricerca, per un finanziamento totale di circa 16 milioni di euro. Una parte specifica di tale progetto è peraltro destinata al settore agronomico.

Illustra poi un’ulteriore misura riguardante i cluster tecnologici, nati nel 2012 in stretto collegamento con il territorio. Ricorda in merito che attualmente sono consolidati 8 cluster tecnologici nazionali ispirati alle priorità di Horizon 2020: si tratta di Aerospazio, Agrifood, Chimica verde, Fabbrica intelligente, Mobilità e trasporti, Salute, Smart communities, Tecnologie per ambienti di vita. Ad essi si aggiungeranno 4 nuovi cluster, attraverso una chiamata pubblica di interesse entro luglio prossimo sui seguenti ambiti: Cultural heritage, Design Creatività Made in Italy, Energia e Blue Growth. Osserva comunque che in tale nuova fase si trarrà spunto dall’esperienza dei precedenti bandi attraverso una ricognizione puntuale dell’operato relativo agli 8 cluster già attivi.

Dà altresì conto di alcune iniziative di semplificazione amministrativa, comunicando che entro il 4 luglio 2016 saranno adottati due decreti ministeriali volti a separare le norme sulla ricerca industriale da quelle sulla ricerca fondamentale. A tale ultimo riferimento, saranno semplificati i passaggi tra la fase valutativa e quella di assegnazione delle risorse, prevedendo verifiche in itinere ed ex post. Riconosce comunque che dette misure rappresentano un primo passo, per supportare il quale occorrerebbe a suo giudizio una norma primaria che ridefinisca le modalità di finanziamento della ricerca pubblica, coinvolgendo tutti i Dicasteri interessati. Rammenta peraltro che è imminente la disciplina normativa dei comparti della conoscenza, nella quale sarà progressivamente allineato lo status giuridico del ricercatori degli enti di ricerca rispetto a quello dei ricercatori universitari.

Passando al tema dell’AFAM, rende noto che è in via di conclusione il lavoro istruttorio per il completamento della legge n. 508 del 1999, sulla cui attuazione o supermento occorrerà una riflessione. I due aspetti attuativi allo studio del Ministero concernono il regolamento sul reclutamento e quello sulla governance. Con riferimento al primo, è stata elaborata una bozza che prevede il conferimento di autonomia alle diverse sedi che gestiranno le procedure concorsuali e dovranno conformarsi ad alcuni requisiti generali riferiti, ad esempio, ai titoli di ammissione. Il secondo tema, osserva il Ministro, non è ancora giunto a conclusione e ha alla base diversi modelli di riferimento, che comunque postulano una ridefinizione delle funzioni, rispettivamente, dei presidenti e dei direttori generali. Al riguardo, ipotizza un intervento anche attraverso i disegni di legge nn. 322 e abbinati, attualmente all’esame della Commissione. Reputa peraltro urgente razionalizzare l’offerta formativa su base territoriale. Dopo aver comunicato che le Accademie di Genova e Perugia saranno statizzate, si sofferma sulla condizione degli ex istituti musicali pareggiati, per la cui statizzazione occorreranno circa 38 milioni di euro a regime. Ritiene del resto funzionale che eventuali nuove disposizioni rivestano la forma di una legge delega, che affronti eventualmente anche il summenzionato nodo della governance. In tal modo, entro l’autunno potrà essere a suo avviso riorganizzato il comparto attraverso tanto le norme primarie quanto quelle secondarie.

Accennando brevemente alla delega relativa all’insegnamento dell’arte e della musica, prevista dalla legge n. 107 del 2015, fornisce alcuni dati sul riordino dell’offerta formativa delle istituzioni AFAM con riferimento ai corsi triennali. In conclusione, ribadisce che risposte più sintetiche sono contenute nella documentazione che consegna al Presidente.

 

Il PRESIDENTE ringrazia il Ministro per la sensibilità dimostrata rispetto al desiderio della Commissione di confrontarsi nuovamente con lei e comunica che il materiale depositato sarà messo a disposizione di tutti i senatori. Dichiara infine concluso lo svolgimento dell’audizione all’ordine del giorno.

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