Decreto legislativo 218/2016, semplificazione enti pubblici di ricerca: testo completo

DECRETO LEGISLATIVO 25 novembre 2016, n. 218

Semplificazione delle attivita' degli enti  pubblici  di  ricerca  ai
sensi dell'articolo 13 della legge 7 agosto 2015, n. 124. (16G00235) 

(GU n.276 del 25-11-2016)

 

 Vigente al: 10-12-2016

 

TITOLO I
PRINCIPI

 
                   IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 
 
  VISTI gli articoli 33 e 76 della Costituzione; 
  VISTA la legge 7 agosto 2015, n. 124, recante: "Deleghe al  Governo
in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche" e, in
particolare, l'articolo 13; 
  VISTA la legge 21 marzo 1958, n. 259, recante "Partecipazione della
Corte dei conti al controllo sulla gestione finanziaria degli enti  a
cui lo Stato contribuisce in via ordinaria"; 
  VISTA la legge 20 novembre 1982,  n.  886,  recante  "Riordinamento
della stazione zoologica «Antonio Dohrn» di Napoli"; 
  VISTO il decreto legislativo 6  settembre  1989,  n.  322,  recante
"Norme sul Sistema  statistico  nazionale  e  sulla  riorganizzazione
dell'Istituto nazionale di  statistica,  ai  sensi  dell'articolo  24
della legge 23 agosto 1988, n. 400"; 
  VISTA la legge 9 maggio 1989,  n.  168,  recante  "Istituzione  del
Ministero   dell'universita'   e   della   ricerca   scientifica    e
tecnologica"; 
  VISTA la legge 30 novembre 1989, n. 399, recante  "  Norme  per  il
riordinamento dell'osservatorio geofisico sperimentale di Trieste"; 
  VISTA la legge 11 febbraio 1992,  n.  153,  recante  "Riordinamento
dell'Istituto nazionale di alta matematica Francesco Severi"; 
  VISTA la legge 14 gennaio 1994,  n.  20  recante  "Disposizioni  in
materia di giurisdizione e controllo della Corte dei conti"; 
  VISTA la legge  15  marzo  1999,  n.  62,  recante  "Trasformazione
dell'Istituto di fisica in via  Panisperna  in  Museo  storico  della
fisica e Centro di studi e ricerche"; 
  VISTO il decreto legislativo 29 settembre  1999,  n.  381,  recante
"Istituzione dell'Istituto nazionale  di  geofisica  e  vulcanologia,
nonche' disposizioni concernenti gli enti  di  ricerca  vigilati  dal
Ministero dell'universita' e della ricerca scientifica e tecnologica,
a norma dell'articolo 11 della  legge  15  marzo  1997,  n.  59"  con
particolare riferimento agli articoli 12 e 13; 
  VISTO il decreto legislativo  29  ottobre  1999,  n.  454,  recante
"Riorganizzazione del settore della ricerca in agricoltura,  a  norma
dell'articolo 11 della legge 15 marzo  1997,  n.  59",  e  successive
modificazioni; 
  VISTO il decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, recante  "Norme
generali  sull'ordinamento   del   lavoro   alle   dipendenze   delle
amministrazioni pubbliche"; 
  VISTO il  decreto  legislativo  4  giugno  2003,  n.  127,  recante
"Riordino del Consiglio nazionale delle ricerche (C.N.R.)"; 
  VISTO il  decreto  legislativo  4  giugno  2003,  n.  128,  recante
"Riordino dell'Agenzia spaziale italiana (A.S.I.)"; 
  VISTO il  decreto  legislativo  4  giugno  2003,  n.  138,  recante
"Riordino dell'Istituto nazionale di astrofisica (I.N.A.F.)"; 
  VISTO il decreto  legislativo  21  gennaio  2004,  n.  38,  recante
"Istituzione   dell'Istituto   nazionale   di   ricerca   metrologica
(I.N.RI.M.), a norma dell'articolo 1 della legge 6  luglio  2001,  n.
137"; 
  VISTO il decreto legislativo  19  novembre  2004,  n.  286  recante
"Istituzione  del  Servizio  nazionale  di  valutazione  del  sistema
educativo  di  istruzione   e   di   formazione,   nonche'   riordino
dell'omonimo istituto, a norma degli articoli 1 e 3  della  legge  28
marzo 2003, n. 53"; 
  VISTO il decreto-legge 5 dicembre 2005,  n.  250,  recante  "Misure
urgenti in materia di universita', beni culturali  ed  in  favore  di
soggetti  affetti  da   gravi   patologie,   nonche'   in   tema   di
rinegoziazione di mutui", convertito, con modificazioni, dalla  legge
3 febbraio 2006, n. 27, e in particolare l'articolo 1-quinquies; 
  VISTA la legge 27 dicembre 2006, n. 296, recante "Disposizioni  per
la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello  Stato  (legge
finanziaria 2007)" e in particolare l'articolo 1, comma 872; 
  VISTO  il  decreto-legge  25   giugno   2008,   n.   112,   recante
"Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la  semplificazione,
la competitivita', la stabilizzazione della  finanza  pubblica  e  la
perequazione Tributaria", convertito, con modificazioni, dalla  legge
6 agosto 2008, n. 133, e in particolare l'articolo 28; 
  VISTA la legge 23 luglio 2009 n. 99 recante " Disposizioni  per  lo
sviluppo e l'internazionalizzazione delle imprese nonche' in  materia
di energia" e in particolare l'articolo 37; 
  VISTA la  legge  31  dicembre  2009,  n.  196,  recante  "Legge  di
contabilita' e finanza pubblica" e in particolare l'articolo 1; 
  VISTO il decreto legislativo 31 dicembre 2009, n. 213, e successive
modificazioni, recante: "Riordino degli enti di ricerca in attuazione
dell'articolo 1 della legge 27 settembre 2007, n. 165"; 
  VISTA  la  legge  30  dicembre   2010,   n.   240,   e   successive
modificazioni, recante "Norme  in  materia  di  organizzazione  delle
universita', di personale accademico e reclutamento,  nonche'  delega
al Governo per incentivare la qualita'  e  l'efficienza  del  sistema
universitario"; 
  VISTO il decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, recante  "Disposizioni
urgenti  per  la  stabilizzazione   finanziaria",   convertito,   con
modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111"; 
  VISTO  il  decreto-legge  9   febbraio,   2012,   n.   5,   recante
"Disposizioni urgenti in materia di semplificazione e  di  sviluppo",
convertito, con modificazioni, dalla legge 4 aprile 2012, n. 35; 
  VISTO il decreto  legislativo  28  giugno  2012,  n.  106,  recante
"Riorganizzazione degli enti vigilati dal Ministero della  salute,  a
norma dell'articolo 2 della legge 4 novembre 2010, n. 183"; 
  VISTO  il  decreto  legislativo  8  aprile  2013,  n.  39,  recante
"Disposizioni in materia di inconferibilita'  e  incompatibilita'  di
incarichi presso le  pubbliche  amministrazioni  e  presso  gli  enti
privati in controllo pubblico, a norma dell'articolo 1,  commi  49  e
50, della legge 6 novembre 2012, n. 190"; 
  VISTO il  decreto  legislativo  15  giugno  2015,  n.  81,  recante
"Disciplina organica  dei  contratti  di  lavoro  e  revisione  della
normativa in tema di mansioni, a  norma  dell'articolo  1,  comma  7,
della legge 10 dicembre 2014, n. 183"; 
  VISTA la legge 28 dicembre 2015, n. 208, recante "Disposizioni  per
la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello  Stato  (legge
di stabilita' 2016)"; 
  VISTA la legge 28 giugno 2016, n.  132,  recante  "Istituzione  del
Sistema nazionale a rete per la protezione dell'ambiente e disciplina
dell'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale"; 
  VISTO il decreto del Presidente della Repubblica 26  ottobre  1972,
n. 633, recante "Istituzione e  disciplina  dell'imposta  sul  valore
aggiunto" e in particolare l'articolo 10; 
  VISTO il decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1973, n.
478,  recante  "Costituzione  dell'Istituto  per  lo  sviluppo  della
formazione  professionale  dei  lavoratori,  con  sede  in  Roma"   e
successive modificazioni; 
  VISTA la legge 10  dicembre  2014,  n.  183,  recante  "Deleghe  al
Governo in materia  di  riforma  degli  ammortizzatori  sociali,  dei
servizi per il lavoro e delle politiche attive, nonche' in materia di
riordino della disciplina dei rapporti  di  lavoro  e  dell'attivita'
ispettiva e di tutela e conciliazione delle esigenze di cura, di vita
e di lavoro" e in particolare l'articolo 1, comma 4, lett. C); 
  VISTO il decreto legislativo 14 settembre  2015,  n.  150,  recante
"Disposizioni per il riordino della normativa in materia  di  servizi
per il lavoro e di politiche attive, ai sensi dell'articolo 1,  comma
3, della legge 10 dicembre 2014, n. 183" e in particolare  l'articolo
10 comma 3 bis; 
  VISTO il decreto del Presidente della Repubblica 6 marzo 1978, 102,
recante "Norme sulla Universita' statale di Udine e sulla istituzione
ed il  potenziamento  di  strutture  per  la  ricerca  scientifica  e
tecnologica, di alta cultura ed universitarie in Trieste"; 
  VISTO il decreto del Presiedente della Repubblica 12 febbraio 1991,
n. 171, recante "Recepimento delle norme risultanti dalla  disciplina
prevista  dall'accordo  per  il  triennio  1988-1990  concernente  il
personale delle istituzioni e degli enti di ricerca e sperimentazione
di cui all'articolo 9 della legge 9 maggio 1989, n. 168"; 
  SENTITE le parti sociali per gli aspetti di compatibilita'  con  le
norme previste nel contratto collettivo del comparto ricerca; 
  VISTA la preliminare  deliberazione  del  Consiglio  dei  Ministri,
adottata nella riunione del 25 agosto 2016; 
  ACQUISITO il parere della Conferenza unificata di cui  all'articolo
8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281,  del  29  settembre
2016; 
  ACQUISITO  il  parere  del  Consiglio  di  Stato   espresso   dalla
Commissione speciale nell'adunanza del 14 settembre 2016; 
  ACQUISITI i pareri delle competenti Commissioni  della  Camera  dei
deputati e del Senato della Repubblica; 
  VISTA la deliberazione del Consiglio dei Ministri,  adottata  nella
riunione del 24 novembre 2016; 
  SULLA PROPOSTA del  Ministro  dell'istruzione,  dell'universita'  e
della  ricerca,  del  Ministro  dell'ambiente  e  della  tutela   del
territorio  e  del  mare,  del  Ministro  delle  politiche   agricole
alimentari e forestali, del Ministro  dello  sviluppo  economico,  di
concerto con  il  Ministro  per  la  semplificazione  e  la  pubblica
amministrazione; 
 
                              E M A N A 
 
 
                  il seguente decreto legislativo: 
 
 
                             Articolo 1 
 
 
                       Ambito di applicazione 
 
  1. Il presente decreto si applica a  tutti  gli  Enti  Pubblici  di
Ricerca, che alla data di entrata  in  vigore  del  presente  decreto
legislativo, sono i seguenti, di seguito denominati Enti: 
  a) Area di Ricerca Scientifica e  Tecnologica  di  Trieste  -  Area
Science Park; 
  b) Agenzia Spaziale Italiana - ASI; 
  c) Consiglio Nazionale delle Ricerche - CNR; 
  d) Istituto Italiano di Studi Germanici; 
  e) Istituto Nazionale di Astrofisica - INAF; 
  f) Istituto Nazionale  di  Alta  Matematica  "Francesco  Severi"  -
INDAM; 
  g) Istituto Nazionale di Fisica Nucleare - INFN; 
  h) Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia - INGV; 
  i) Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale -
OGS; 
  l) Istituto Nazionale di Ricerca Metrologica - INRIM; 
  m) Museo Storico della Fisica e Centro  Studi  e  Ricerche  "Enrico
Fermi"; 
  n) Stazione Zoologica "Anton Dohrn"; 
  o) Istituto Nazionale per la Valutazione del Sistema  Educativo  di
Istruzione e di Formazione - INVALSI; 
  p) Istituto Nazionale  di  Documentazione,  Innovazione  e  Ricerca
Educativa - INDIRE; 
  q)  Consiglio  per  la   ricerca   in   agricoltura   e   l'analisi
dell'economia agraria - CREA; 
  r) Agenzia Nazionale  per  le  Nuove  Tecnologie,  l'energia  e  lo
Sviluppo Sostenibile - ENEA; 
  s) Istituto per lo  Sviluppo  della  Formazione  Professionale  dei
Lavoratori - ISFOL (a  decorrere  dal  1°  dicembre  2016  denominato
Istituto nazionale per l'analisi delle politiche pubbliche - INAPP); 
  t) Istituto Nazionale di Statistica - ISTAT; 
  u) Istituto Superiore di Sanita' - ISS; 
  v) Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca  Ambientale  -
ISPRA, ferme restando le disposizioni di cui  alla  legge  28  giugno
2016 n. 132. 
  2. Per quanto non previsto dal presente decreto  restano  salve  le
disposizioni speciali relative ai singoli Enti. 
 
 
                             Articolo 2 
 
 
                    Carta Europea dei ricercatori 
 
  1. Gli Enti  nei  propri  statuti  e  regolamenti,  recepiscono  la
Raccomandazione  della  Commissione  Europea   dell'11   marzo   2005
riguardante la Carta Europea dei ricercatori e il Codice di  Condotta
per l'Assunzione dei Ricercatori (2005/251/CE), tengono  conto  delle
indicazioni contenute nel documento European Framework  for  Research
Careers, e assicurano tra l'altro, ai ricercatori e ai tecnologi: 
  a) la liberta' di ricerca; 
  b) la portabilita' dei progetti; 
  c) la diffusione e la valorizzazione delle ricerche; 
  d) le necessarie attivita' di perfezionamento ed aggiornamento; 
  e) la valorizzazione professionale; 
  f) l'idoneita' degli ambienti di ricerca; 
  g) la necessaria flessibilita' lavorativa  funzionale  all'adeguato
svolgimento delle attivita' di ricerca; 
  h) la mobilita' geografica, intersettoriale e quella tra un ente  e
un altro; 
  i) la tutela della proprieta' intellettuale; 
  l) la possibilita' di svolgere specifiche attivita' di insegnamento
in quanto compatibili con le attivita' di ricerca; 
  m) adeguati sistemi di valutazione; 
  n) rappresentanza elettiva di ricercatori e tecnologi negli  organi
scientifici e di governo degli enti. 
  2. I ricercatori e i tecnologi devono: 
  a) osservare le pratiche  etiche  riconosciute  e  applicate  nelle
rispettive discipline di ricerca; 
  b) operare  nella  previa  osservanza  dei  vincoli  procedimentali
vigenti; 
  c) assicurare una gestione finanziaria  dei  fondi  utilizzati  nel
rispetto dei vincoli di trasparenza ed efficienza contabile; 
  d) operare nel rispetto delle precauzioni sanitarie e di sicurezza; 
  e) assicurare la protezione e la riservatezza dei dati trattati; 
  f) favorire la divulgazione delle attivita' di ricerca; 
  g) rendere verificabili le attivita' di ricerca espletate; 
  h) garantire un aggiornamento professionale continuo. 
  3. A decorrere dal 2018, i Ministeri vigilanti, entro  il  mese  di
aprile di ciascun anno, effettuano  il  monitoraggio  sull'attuazione
delle prescrizioni del presente decreto da parte degli Enti  vigilati
nonche' della Raccomandazione della Commissione Europea dell'11 marzo
2005 riguardante la Carta Europea dei  ricercatori  e  il  Codice  di
Condotta  per  l'Assunzione  dei  Ricercatori  (2005/251/CE)  e   del
documento European Framework for Research Careers. 
  4. Ai fini dell'attivita' di monitoraggio di  cui  al  comma  3,  i
Ministeri vigilanti verificano in particolare: 
  a) l'adeguamento degli statuti e dei regolamenti alle  prescrizioni
del presente decreto e ai documenti internazionali di cui al comma 2; 
  b) l'elaborazione di prassi applicative virtuose; 
  c) l'adozione di adeguate iniziative di  formazione,  comunicazione
istituzionale, informazione  e  disseminazione  dei  risultati  delle
ricerche; 
  d)   la   programmazione   di    iniziative    di    collaborazione
pubblico-pubblico e pubblico-privato; 
  e) l'adozione di specifiche misure volte a facilitare  la  liberta'
di ricerca e la portabilita' dei progetti; 
  f)  l'individuazione  di  misure  adeguate  per  la  valorizzazione
professionale e la tutela  della  proprieta'  intellettuale  connesse
anche a strumenti di valutazione interna; 
  g) l'efficacia delle  forme  di  partecipazione  di  ricercatori  e
tecnologi alle fasi decisionali per la  programmazione  e  attuazione
della ricerca; 
  h) il rientro in Italia  di  ricercatori  e  tecnologi  di  elevata
professionalita' e  competenza  e  il  livello  di  competitivita'  e
attrattivita' delle strutture di ricerca italiane per  i  ricercatori
stranieri; 
  i)  l'equilibrio  tra  sostegno  alle  attivita'   di   ricerca   e
programmazione finanziaria. 
  5. Per l'efficacia dell'azione di monitoraggio di cui al comma 3, a
decorrere dall'anno 2018, nel  Programma  Nazionale  per  la  Ricerca
(PNR) e nei suoi aggiornamenti annuali sono  riportati,  in  apposita
sezione, ulteriori specifici indicatori e risultati attesi. 
  6. Gli esiti dell'attivita' di monitoraggio sono illustrati in  una
apposita  e  dettagliata  relazione   annuale,   anche   recante   la
dimostrazione dei risultati  attesi,  che  ogni  Ministero  vigilante
trasmette, entro il mese di settembre di ogni anno, al  Parlamento  e
pubblica sul proprio sito istituzionale. 
 

TITOLO II
ORDINAMENTO DEGLI ENTI PUBBLICI DI RICERCA

 
                             Articolo 3 
 
 
                        Statuti e regolamenti 
 
  1. Agli Enti e' riconosciuta autonomia statutaria e regolamentare. 
  2. Gli statuti: 
  a) stabiliscono la missione e  gli  obiettivi  di  ricerca,  tenuto
conto degli obiettivi  strategici  fissati  a  livello  nazionale  ed
europeo e delle linee di indirizzo del Ministro vigilante; 
  b) fissano il modello strutturale di  organizzazione  e  le  regole
fondamentali di funzionamento previste per  il  raggiungimento  degli
scopi istituzionali ed il buon andamento delle attivita'; 
  c) prevedono forme  di  collaborazione  con  le  universita'  e  le
imprese,   nonche'    modelli    organizzativi    preordinati    alla
valorizzazione, partecipazione e rappresentanza dell'intera comunita'
scientifica nazionale di riferimento; 
  d)  incentivano  la  cooperazione  scientifica  e  tecnologica  con
istituzioni ed enti di altri Paesi, nonche' l'introduzione di  misure
volte a favorire la collaborazione con le attivita' delle Regioni  in
materia   di   ricerca   scientifica   e   tecnologica   e   sostegno
all'innovazione per i settori produttivi. 
  3. Nel rispetto ed  in  attuazione  delle  norme  statutarie  delle
normativa   vigente,   gli   Enti,   adottano   i   regolamenti    di
amministrazione,  finanza  e  contabilita',  del   personale   e   di
organizzazione  in  conformita'  ai  principi  di  cui   al   decreto
legislativo 31 maggio 2011, n. 91 e al decreto legislativo  30  marzo
2001, n. 165, e  successive  modificazioni,  nonche'  ai  principi  e
disposizioni del codice civile per quanto compatibili. 
 
 
                             Articolo 4 
 
 
Adozione degli statuti e dei regolamenti e controlli di  legittimita'
                             e di merito 
 
  1. Gli  statuti  e  i  regolamenti  sono  adottati,  a  maggioranza
assoluta dei  componenti,  dai  competenti  organi  deliberativi  dei
singoli Enti e sottoposti al controllo di legittimita'  e  di  merito
del Ministero vigilante. 
  2. Gli statuti e i regolamenti sono trasmessi al Ministro vigilante
che, entro il termine di sessanta giorni, esercita  il  controllo  di
legittimita' e  di  merito.  Il  Ministro  vigilante,  all'esito  del
controllo, indica, per una sola volta,  all'Ente  vigilato  le  norme
illegittime e quelle da riesaminare nel merito e rinvia gli statuti e
i  regolamenti  all'Ente  per  l'adeguamento.  I  competenti   organi
deliberativi  dell'Ente  possono  non  conformarsi  ai   rilievi   di
legittimita' con deliberazione adottata  dalla  maggioranza  dei  tre
quinti  dei  suoi  componenti,  ovvero  ai  rilievi  di  merito   con
deliberazione adottata dalla maggioranza assoluta.  In  tal  caso  il
Ministro  vigilante  puo'  ricorrere   contro   l'atto   emanato   in
difformita', in sede di giurisdizione amministrativa  e  per  i  soli
vizi di legittimita'. Quando la maggioranza qualificata non sia stata
raggiunta, le norme contestate non possono essere emanate. Lo  stesso
procedimento si applica anche per le successive modificazioni. 
  3. Con riferimento alla procedura di cui al comma  2  il  Ministero
vigilante  acquisisce,  entro  e  non  oltre   venti   giorni   dalla
trasmissione dello statuto da parte dell'Ente, il parere, per  quanto
di competenza, del Ministero dell'Economia e Finanze. Trascorso detto
termine, il parere si considera comunque acquisito positivamente. 
  4.  Gli  statuti  e  i  regolamenti  sono   pubblicati   nel   sito
istituzionale degli Enti e del Ministero  vigilante.  Nella  Gazzetta
Ufficiale e' data notizia della pubblicazione degli statuti sui  siti
istituzionali. 
 
 
                             Articolo 5 
 
 
Programmazione e finanziamento degli Enti  di  ricerca  vigilati  dal
     Ministero dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca 
 
  1. La ripartizione del fondo ordinario di cui  all'articolo  7  del
decreto legislativo 5 giugno 1998, n. 204, per  gli  Enti  finanziati
dal Ministero dell'istruzione, dell'universita' e  della  ricerca  e'
effettuata sulla base della programmazione strategica  preventiva  di
cui all'articolo 5 del decreto legislativo 31 dicembre 2009, n.  213,
nonche' tenendo conto della valutazione della qualita' dei  risultati
della  ricerca,  effettuata  dall'Agenzia  nazionale  di  valutazione
dell'universita' e della ricerca (ANVUR). 
  2. Salvo quanto previsto dal comma 1, le quote del fondo  ordinario
assegnate in sede di riparto, per  specifiche  finalita'  e  che  non
possono essere  piu'  utilizzate  per  tali  scopi,  previa  motivata
richiesta e successiva autorizzazione del Ministero,  possono  essere
destinate ad altre attivita' o progetti attinenti alla programmazione
degli Enti di cui al comma 1 del presente articolo. 
 
 
                             Articolo 6 
 
 
Attivita' di  indirizzo  strategico  del  Ministero  dell'istruzione,
                        universita' e ricerca 
 
  1.  Per  il  perseguimento  delle  finalita'  di  coordinamento   e
armonizzazione, il Ministero dell'istruzione universita'  e  ricerca,
tenuto conto degli obiettivi del Programma nazionale della ricerca ed
in  funzione  della  elaborazione  di  nuovi  indirizzi,  svolge  una
specifica funzione di indirizzo strategico  definendo  gli  obiettivi
dei  quali  gli  Enti  vigilati  devono  tener  conto  nella  propria
programmazione. 
  2. Il Ministero dell'istruzione, dell'universita' e  della  ricerca
tiene conto del Piano Triennale di Attivita' di cui all'articolo 7 ai
fini della individuazione e dello sviluppo degli  obiettivi  generali
di sistema e del riparto del fondo  ordinario  per  il  finanziamento
degli Enti vigilati. 
 
 
                             Articolo 7 
 
 
                    Piani triennali di attivita' 
 
  1. Gli Enti, nell'ambito della loro autonomia, in  conformita'  con
le linee guida enunciate nel Programma Nazionale della Ricerca di cui
all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 5  giugno  1998,  n.
204, tenuto conto delle linee di indirizzo del Ministro  vigilante  e
dei compiti e delle responsabilita' previsti dalla normativa vigente,
ai fini della pianificazione operativa, adottano un  Piano  Triennale
di Attivita', aggiornato annualmente, con il quale determinano  anche
la  consistenza  e  le  variazioni  dell'organico  e  del  piano   di
fabbisogno del personale. 
  2. Il Piano Triennale  di  Attivita'  e'  approvato  dal  Ministero
vigilante entro sessanta giorni dalla  ricezione,  decorsi  i  quali,
senza che siano state formulate osservazioni, si intende approvato. 
  3. Nell'ambito dell'autonomia loro  riconosciuta,  e  coerentemente
con i rispettivi Piani Triennali di Attivita', gli  Enti  determinano
la  consistenza  e  le  variazioni  dell'organico  e  del  piano   di
fabbisogno del personale, nel rispetto  dei  limiti  derivanti  dalla
legislazione vigente in materia di spesa per il personale. 
 
 
                             Articolo 8 
 
 
Consulta dei Presidenti, Comitato di esperti  e  Consiglio  Nazionale
                     dei ricercatori e tecnologi 
 
  1. Allo scopo di promuovere, sostenere, rilanciare e razionalizzare
le attivita' nel settore della ricerca il  Governo  si  avvale  della
Consulta dei Presidenti degli Enti cui partecipano di diritto tutti i
Presidenti degli Enti o loro delegati. 
  2. La Consulta elegge, a maggioranza assoluta dei suoi  componenti,
il Presidente, tra i Presidenti degli Enti. 
  3. La Consulta e' convocata  dal  Presidente  ogni  qual  volta  lo
ritenga necessario e almeno una volta all'inizio e alla fine di  ogni
anno per la condivisione e la verifica  delle  scelte  programmatiche
annuali  generali  di  ciascun  Ente,  della  loro  coerenza  con  il
Programma nazionale della ricerca. 
  4. La Consulta, formula proposte per la redazione,  l'attuazione  e
l'aggiornamento del Programma nazionale della ricerca alla Presidenza
del Consiglio dei ministri e ai  Ministeri  vigilanti;  elabora,  per
quanto di competenza, proposte  alla  Presidenza  del  Consiglio  dei
ministri sulle tematiche inerenti la ricerca. 
  5.  La  Consulta  relaziona  periodicamente  alla  Presidenza   del
Consiglio dei ministri  e  ai  Ministeri  vigilanti  sullo  stato  di
attuazione della Carta  europea  dei  ricercatori  e  del  codice  di
condotta per l'assunzione dei ricercatori. 
  6. E' istituito presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri  un
Comitato formato da esperti di alta qualificazione, da rappresentanti
della Consulta dei presidenti degli enti pubblici di ricerca  di  cui
al presente articolo, nonche' da rappresentanti della Conferenza  dei
rettori delle universita'  italiane,  con  compiti  consultivi  e  di
monitoraggio inerenti al Programma Nazionale per  la  Ricerca,  fermo
restando quanto  previsto  dall'articolo  2,  comma  2,  del  decreto
legislativo 5 giugno 1998, n. 204. 
  7.   E'   istituito    presso    il    Ministero    dell'istruzione
dell'universita'  e  della  ricerca,  il  Consiglio   nazionale   dei
ricercatori  e  dei  tecnologi,  composto  dai   rappresentanti   dei
ricercatori e tecnologi eletti negli organi scientifici e di  governo
dei singoli enti. Il Consiglio formula pareri e proposte ai Ministeri
vigilanti e alla Presidenza del Consiglio sulle  tematiche  attinenti
la   ricerca.   Con    decreto    del    Ministero    dell'istruzione
dell'universita'  e  della  ricerca,  di  concerto  con  i  Ministeri
vigilanti, da adottarsi ai sensi dell'articolo  17,  comma  3,  della
legge 23 agosto 1988 n. 400, sono  determinate  la  composizione,  la
durata ed il funzionamento del Consiglio. 
  8. La partecipazione alla Consulta  dei  Presidenti,  al  Consiglio
Nazionale dei Ricercatori e alla Comitato di cui al comma 6, non  da'
diritto a  compensi,  gettoni  di  presenza  e  rimborso  spese,  ne'
determina nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. 
 
 
                             Articolo 9 
 
 
               Fabbisogno, budget e spese di personale 
 
  1. Gli Enti, nell'ambito della rispettiva autonomia,  tenuto  conto
dell'effettivo  fabbisogno  di  personale  al   fine   del   migliore
funzionamento delle attivita' e dei  servizi  e  compatibilmente  con
l'esigenza di assicurare la sostenibilita' della spesa di personale e
gli equilibri di bilancio, nel rispetto dei limiti  massimi  di  tale
tipologia di spesa, definiscono la programmazione per il reclutamento
del personale nei Piani Triennali di Attivita' di cui all'articolo 7. 
  2. L'indicatore del limite  massimo  alle  spese  di  personale  e'
calcolato rapportando  le  spese  complessive  per  il  personale  di
competenza  dell'anno  di  riferimento  alla  media   delle   entrate
complessive  dell'Ente  come  risultante   dai   bilanci   consuntivi
dell'ultimo triennio. Negli Enti tale rapporto non puo' superare l'80
per cento, salvo quanto previsto dal comma 7. 
  3. La Presidenza del Consiglio dei Ministri  -  Dipartimento  della
funzione pubblica e il Ministero dell' economia  e  delle  finanze  -
Dipartimento della ragioneria generale dello  Stato  e  il  Ministero
vigilante operano  entro  il  mese  di  maggio  di  ciascun  anno  il
monitoraggio   all'andamento   delle   assunzioni   e   dei   livelli
occupazionali che si determinano per effetto  delle  disposizioni  di
cui ai commi  2  e  6  e  dell'articolo  12.  Nel  caso  in  cui  dal
monitoraggio  si   rilevino   incrementi   di   spesa   che   possono
compromettere gli obiettivi e gli equilibri di bilancio  dei  singoli
enti con riferimento alle risorse previste a legislazione vigente, la
Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento  della  funzione
pubblica  invita  l'Ente,   con   specifici   rilievi,   a   fornire,
circostanziata relazione in merito agli  incrementi  di  spesa  entro
trenta   giorni   dalla    richiesta.    Decorsi    novanta    giorni
dall'acquisizione della relazione, qualora l'Ente non  abbia  fornito
idonei elementi a dimostrazione che gli incrementi di spesa  rilevati
non compromettono gli obiettivi  e  gli  equilibri  di  bilancio,  il
Ministro per la semplificazione e  la  pubblica  amministrazione,  di
concerto con il Ministro dell'economia  e  delle  finanze  e  con  il
Ministero vigilante, adotta misure correttive volte  a  preservare  o
ripristinare  gli   equilibri   di   bilancio   anche   mediante   la
ridefinizione del limite di cui al comma 2. 
  4. Il calcolo delle spese complessive del personale e'  dato  dalla
somma algebrica delle spese di competenza dell'anno  di  riferimento,
comprensive degli oneri a carico dell'amministrazione,  al  netto  di
quelle sostenute per personale con contratto a tempo  determinato  la
cui copertura  sia  stata  assicurata  da  finanziamenti  esterni  di
soggetti pubblici o privati. 
  5. Le  entrate  derivanti  da  finanziamenti  esterni  di  soggetti
pubblici e privati destinate al  finanziamento  delle  spese  per  il
personale a tempo determinato  devono  essere  supportate  da  norme,
accordi o convenzioni approvati dall'Organo di vertice che dimostrino
la capacita' a sostenere gli oneri finanziari assunti. 
  6. In riferimento al comma 2 si applicano i seguenti criteri: 
  a) gli Enti che, alla data del 31 dicembre dell'anno  precedente  a
quello di riferimento riportano un rapporto delle spese di  personale
pari  o  superiore  all'80   per   cento,   non   possono   procedere
all'assunzione di personale; 
  b) gli Enti che, alla data del 31 dicembre dell'anno  precedente  a
quello di riferimento riportano un rapporto delle spese di  personale
inferiore  all'80  per  cento  possono  procedere  all'assunzione  di
personale con oneri a carico del proprio bilancio per una spesa media
annua pari a non piu' del margine a disposizione rispetto  al  limite
dell'80 per cento; 
  c) ai fini di cui alle lettere a) e b) e del monitoraggio  previsto
al comma 3 del presente articolo, per ciascuna qualifica di personale
assunto dagli Enti, e' definito dal Ministro vigilante un costo medio
annuo prendendo come riferimento il costo medio della  qualifica  del
dirigente di ricerca. 
 

TITOLO III
SEMPLIFICAZIONE DELLE ATTIVITÀ

 
                             Articolo 10 
 
 
        Disposizioni finanziarie e acquisti di beni e servizi 
 
  1. Gli Enti adottano con proprio regolamento, anche ai sensi  della
normativa generale vigente in materia di contabilita' pubblica di cui
al decreto legislativo 31 maggio 2011 n. 91, sistemi di  contabilita'
economico-patrimoniale anche per il controllo analitico  della  spesa
per centri di costo. 
  2. All'articolo 1, comma 872, della legge 27 dicembre 2006  n.  296
sono soppresse le seguenti  parole:  "di  concerto  con  il  Ministro
dell'economia e delle finanze". 
  3. Le disposizioni di cui all'articolo 1, commi 450, primo periodo,
e 452, primo periodo, della legge 27 dicembre 2006, n.  296,  non  si
applicano agli Enti per l'acquisto di beni e  servizi  funzionalmente
destinati all'attivita' di ricerca. 
  4. Per quanto non previsto dal presente  decreto  si  applicano  le
disposizioni di cui al decreto legislativo 18 aprile 2016 n. 50. 
  5. Dopo il comma 515 dell'articolo 1 della legge 28 dicembre  2015,
n. 208, e' inserito il seguente: "515-bis Al fine  di  facilitare  la
partecipazione ai programmi comunitari, le amministrazioni  pubbliche
di cui al comma 510, possono procedere, al di fuori  delle  modalita'
di  cui  al  comma  512  e  successivi,  per  attivita'  di  ricerca,
istruzione, formazione e culturali a richiedere l'accesso  alla  rete
del GARR in quanto unica rete nazionale della ricerca e facente parte
della rete della ricerca Europea GEANT, ai  sensi  dell'articolo  40,
comma 6, della legge 1 agosto 2002, n. 166. I relativi costi non sono
inclusi nel computo della spesa annuale informatica. La procedura  di
affidamento segue le disposizioni del comma 516.". 
 
 
                             Articolo 11 
 
 
Mobilita', prima destinazione, congedi e portabilita' dei progetti di
                               ricerca 
 
  1. L'articolo 30, comma 2-bis, del  decreto  legislativo  30  marzo
2001, n. 165, non si applica ai ricercatori e tecnologi degli Enti. 
  2. In deroga all'articolo 35, comma 5-bis, del decreto  legislativo
30 marzo 2001, n. 165, la durata temporale dell'obbligo di permanenza
nella sede di prima destinazione, per il  personale  in  servizio  di
ruolo e' di tre anni. 
  3. Ai ricercatori e tecnologi possono essere concessi  congedi  per
motivi di studio o di ricerca scientifica e tecnologica,  allo  scopo
di recarsi  presso  Istituti  o  Laboratori  esteri,  nonche'  presso
Istituzioni internazionali e  comunitarie,  fino  ad  un  massimo  di
cinque anni ogni dieci anni di servizio. Il congedo e'  concesso  dal
presidente  dell'ente  di   appartenenza,   su   motivata   richiesta
dell'interessato. Il ricercatore e il tecnologo in  congedo  mantiene
la retribuzione fissa mensile  qualora  l'istituzione  ricevente  gli
corrisponda  una  retribuzione  inferiore  al  75   per   cento   del
trattamento forfettario di missione presso la stessa Istituzione.  In
ogni caso restano a carico del personale in congedo  e  dell'ente  di
appartenenza  le  rispettive  quote  dei   contributi   previdenziali
previsti dalle vigenti disposizioni in materia. 
  4. I congedi di cui al comma 3 sono concessi dall'Ente  interessato
tenuto conto delle esigenze  di  funzionalita'  e  di  collaborazione
internazionale nonche' dell'attinenza della  richiesta  al  Programma
nazionale di ricerca e al  Piano  triennale  di  attivita'  dell'ente
medesimo. 
  5. In caso di cambiamento di Ente e sede, temporaneo o  definitivo,
i ricercatori e tecnologi, responsabili  di  progetti  finanziati  da
soggetti diversi dall'Ente di appartenenza, conservano la titolarita'
dei progetti  e  dei  relativi  finanziamenti,  ove  scientificamente
possibile,  previo   accordo   dell'Istituzione   ricevente   e   del
committente di ricerca. 
 
 
                             Articolo 12 
 
 
                     Disposizioni sul personale 
 
  1. Al comma 4 dell'articolo 35 del  decreto  legislativo  30  marzo
2001, n. 165 sono soppressi i seguenti  periodi:  "Per  gli  enti  di
ricerca, l'autorizzazione all'avvio delle procedure  concorsuali  ((e
alle relative assunzioni)) e' concessa, in sede di  approvazione  del
piano triennale del fabbisogno  del  personale  e  della  consistenza
dell'organico, secondo i rispettivi  ordinamenti.  Per  gli  enti  di
ricerca di cui all'articolo 1, comma 1, del  decreto  legislativo  31
dicembre 2009, n. 213, l'autorizzazione di cui al presente  comma  e'
concessa in sede di approvazione dei Piani triennali di  attivita'  e
del  piano  di  fabbisogno  del   personale   e   della   consistenza
dell'organico, di cui all'articolo 5, comma 4, del medesimo decreto." 
  2.  Le  disposizioni  di  cui  al  secondo  periodo  del  comma   4
dell'articolo 35 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 non si
applicano agli  Enti.  Le  determinazioni  relative  all'avvio  delle
procedure di reclutamento e alle relative assunzioni sono  comunicate
al  Dipartimento  della  funzione  pubblica  della   Presidenza   del
Consiglio dei ministri. 
  3.   Il   Ministro   per   la   semplificazione   e   la   pubblica
amministrazione, acquisito il parere dei Ministeri vigilanti, in sede
di revisione dell'attuale modello contrattuale  degli  Enti  e  delle
figure professionali che in essi operano, individua criteri di merito
e di valorizzazione dell'attivita' di ricerca, in conformita' con  le
migliori prassi internazionali 
  4. La facolta' degli Enti di reclutare il personale  corrispondente
al proprio fabbisogno nei limiti stabiliti dall'articolo 9, commi 2 a
4, non e' sottoposta a ulteriori vincoli. 
 
 
                             Articolo 13 
 
 
                          Spese di missione 
 
  1. Le spese per  missioni  fuori  sede,  in  Italia  o  all'estero,
effettuate dal personale di ruolo, a contratto o in formazione  degli
Enti, nell'ambito di progetti di ricerca  e  a  carico  dei  relativi
finanziamenti, sono rimborsate alle condizioni e nei  limiti  fissati
dai regolamenti dell'ente di appartenenza o sulla  base  delle  norme
stabilite dall'ente finanziatore nel rispetto dei seguenti criteri: 
  a) il rimborso delle spese di missione e' calcolato  analiticamente
sulla base dei documenti di spesa presentati o, in alternativa e  con
esclusione delle spese di viaggio,  forfettariamente  sulla  base  di
un'indennita' giornaliera onnicomprensiva; 
  b) nel caso di missioni  in  luoghi  o  condizioni  particolarmente
disagiati ovvero di motivata impossibilita' a presentare i  documenti
di spesa, questi possono essere comprovati dall'interessato  mediante
la  dichiarazione  resa  e  sottoscritta  dal  medesimo  secondo   le
modalita'  previste  dall'articolo   38   del   testo   unico   delle
disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione
amministrativa, di cui al decreto del Presidente della Repubblica  28
dicembre 2000, n. 445, e successive modificazioni; 
  c) le norme sul rimborso delle spese per missioni fuori sede di cui
alle lettere a) e b) si estendono al personale italiano  o  straniero
che partecipa al progetto di ricerca sui cui finanziamenti  grava  il
costo della missione. 
 
 
                             Articolo 14 
 
 
                   Controlli della Corte dei conti 
 
  1. Gli atti e i contratti, di cui  all'articolo  7,  comma  6,  del
decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, stipulati dagli  Enti  non
sono soggetti al controllo previsto dall'articolo 3,  comma  1  lett.
f-bis) della legge 14 gennaio 1994, n. 20 e successive modificazioni. 
  2. La Corte dei conti esercita sugli  Enti  il  controllo  previsto
dall'articolo 12 della legge 21 marzo 1958, n. 259. 
 

TITOLO IV
DISPOSIZIONI SUL MERITO

 
                             Articolo 15 
 
 
             Premi per meriti scientifici e tecnologici 
 
  1. Per la valorizzazione del merito, gli Enti, possono, nei  limiti
dello 0,5  per  cento  della  spesa  complessiva  per  il  personale,
istituire premi biennali per il personale  ricercatore  e  tecnologo,
che  abbia  conseguito  risultati  di  eccellenza  nelle   specifiche
discipline di competenza, nel limite massimo annuale  del  venti  per
cento del trattamento retributivo e comunque nei limiti delle risorse
disponibili a  legislazione  vigente  per  il  trattamento  economico
fondamentale ed accessorio del personale. 
  2. Le procedure per l'assegnazione dei premi di cui al comma 1 sono
disciplinate  dal  consiglio   di   amministrazione   dell'Ente,   in
conformita'   con   i   principi   di   trasparenza,   imparzialita',
oggettivita', di cui all'articolo 12 della legge  7  agosto  1990  n.
241. 
 
 
                             Articolo 16 
 
 
       Riconoscimento e valorizzazione del merito eccezionale 
 
  1. Gli Enti, previo  nulla-osta  del  Ministro  vigilante,  possono
assumere per chiamata  diretta  con  inquadramento  fino  al  massimo
livello contrattuale del personale di ricerca definito dal  consiglio
di amministrazione, ricercatori  o  tecnologi  italiani  o  stranieri
dotati  di  altissima   qualificazione   scientifica   negli   ambiti
disciplinari  di  riferimento,  che  si  sono  distinti  per   merito
eccezionale ovvero che siano stati insigniti di  alti  riconoscimenti
scientifici in ambito internazionale. 
  2. Le assunzioni di cui al comma 1 sono effettuate, con contratto a
tempo indeterminato, nell'ambito del 5 per  cento  dell'organico  dei
ricercatori e tecnologi nel limite del numero di assunzioni fatte nel
medesimo anno per concorso e a condizione  che  siano  contabilizzate
entrate ulteriori a cio' appositamente destinate. 
  3. La valutazione del merito eccezionale per la chiamata diretta e'
effettuata dalle commissioni nominate ai sensi dell'articolo 1, comma
210, lettera d) della legge 28 dicembre 2015  n.  208  e  secondo  le
procedure ivi previste, nei limiti delle risorse disponibili previste
dalle disposizioni vigenti, per il funzionamento delle commissioni. 
  4. Gli oneri per i contratti di cui al comma 1 sono  a  carico  dei
bilanci degli Enti che devono dimostrare  di  non  aver  superato  il
limite di cui al comma 2 dell'articolo  9,  senza  nuovi  o  maggiori
oneri a carico della finanza pubblica. 
  5.  I  Ministeri  vigilanti  possono  annualmente  destinare   alle
assunzioni  di  cui  al  presente  articolo  specifiche  risorse   da
considerare  aggiuntive  rispetto  al  limite  di  cui  al  comma   2
dell'articolo 9. 
 
 
                             Articolo 17 
 
 
                      Valutazione della ricerca 
 
  1. Ferma restando la valutazione, compiuta  dal  singolo  Ministero
vigilante, in ordine alla missione istituzionale  di  ciascuno  degli
Enti, l'Agenzia Nazionale di Valutazione del Sistema Universitario  e
della Ricerca (ANVUR), ai  sensi  e  per  gli  effetti  di  cui  agli
articoli 2 e 3 del decreto del Presidente della Repubblica 1 febbraio
2010, n. 76, entro sei mesi dalla  data  di  entrata  in  vigore  del
presente decreto legislativo, redige apposite linee-guida in tema  di
metodologie  per  la  valutazione  dei   risultati   della   ricerca,
organizzativi ed individuali, dei medesimi Enti, di concerto  con  la
Consulta dei Presidenti di cui all'articolo 7. 
  2. Le linee-guida di cui al comma 1 sono dirette,  in  particolare,
alla valutazione della qualita' dei processi,  dei  risultati  e  dei
prodotti delle attivita' di ricerca, di disseminazione della  ricerca
e delle attivita' di terza missione, ivi  compreso  il  trasferimento
tecnologico relativo a tali attivita'. 
  3. Ciascun Ministero vigilante, entro  tre  mesi  dalla  emanazione
delle linee-guida di cui al comma 1,  recepisce  il  contenuto  delle
medesime-linee guida all'interno di un apposito atto di  indirizzo  e
coordinamento,  rivolto  al  singolo  Ente  di   cui   al   comma   1
dell'articolo 1. 
  4. Gli Enti, a norma dei commi 2 e 3, adeguano i rispettivi statuti
e regolamenti all'atto di indirizzo e coordinamento di cui  al  comma
3. 
  5. L'Agenzia Nazionale di Valutazione del Sistema  Universitario  e
della Ricerca (ANVUR), ai sensi e per gli effetti di cui all'articolo
4 del decreto del Presidente della Repubblica 1 febbraio 2010, n. 76,
con  le  risorse  umane  finanziarie  e  strumentali  disponibili   a
legislazione vigente, stabilisce le procedure di valutazione coerenti
con le Linee-guida di cui al comma 2 ed elabora i  parametri  ed  gli
indicatori di riferimento per l'allocazione dei finanziamenti statali
agli Enti, nonche' per l'eventuale attribuzione  di  specifici  fondi
premiali a strutture che hanno conseguito  risultati  particolarmente
significativi. 
  6. Le disposizioni del presente articolo non si applicano agli Enti
di ricerca vigilati dal Ministero dell'istruzione, dell'universita' e
della ricerca, nei confronti  dei  quali  trova  applicazione  quanto
previsto dall'articolo 5. 
 
 
                             Articolo 18 
 
 
  Disciplina del riconoscimento del dissesto e del commissariamento 
 
  1. Nell'ipotesi in cui l'Ente non  possa  garantire  l'assolvimento
delle proprie funzioni indispensabili per i quali e' stato istituito,
il Ministero vigilante  invita  l'Ente  a  rimuovere  le  disfunzioni
rilevate ed a fornire circostanziati  elementi  entro  trenta  giorni
dalla richiesta di informazioni. Nel caso in cui le  disfunzioni  non
siano state rimosse o  gli  elementi  istruttori  forniti  non  siano
idonei a garantire il corretto funzionamento dell'Ente, si procede al
commissariamento secondo la procedura di cui al comma 3. 
  2. Qualora l'Ente  non  possa  far  fronte  ai  debiti  liquidi  ed
esigibili  nei  confronti  dei  terzi,  e'  dichiarato  il   dissesto
finanziario. In tal caso, il Ministero  vigilante  diffida  l'Ente  a
predisporre, entro un termine non superiore a centottanta giorni,  un
piano di rientro da sottoporre al medesimo Ministero che lo  approva,
il piano di rientro va attuato entro il  termine  massimo  di  cinque
anni ed e' sottoposto a controllo periodico. 
  3. Nel caso di mancata predisposizione del piano di cui al comma  2
o di mancata approvazione ovvero di omessa o  incompleta  attuazione,
si  provvede  al  commissariamento  dell'Ente  e   alla   conseguente
disciplina delle modalita' di assunzione con decreto  del  Presidente
del Consiglio, su proposta del Ministro vigilante, di concerto con il
Ministro  dell'economia  e   delle   finanze,   della   delibera   di
commissariamento e  di  nomina  di  uno  o  piu'  commissari  esterni
all'Ente     da     individuarsi     preferibilmente      all'interno
dell'amministrazione vigilante senza nuovi o maggiori oneri a  carico
della  finanza  pubblica;  i  commissari  nominati  provvedono   alla
predisposizione  ovvero   all'attuazione   del   piano   di   rientro
finanziario. 
 

TITOLO V
DISPOSIZIONI FINALI

 
                             Articolo 19 
 
 
                  Disposizioni transitorie e finali 
 
  1. Entro 6 mesi dalla  data  di  entrata  in  vigore  del  presente
decreto, gli Enti adeguano i propri statuti ed i  propri  regolamenti
alle disposizioni in esso contenute. 
  2. In caso di mancato rispetto del termine di cui al  comma  1,  il
Ministero vigilante assegna all'ente pubblico di ricerca  un  termine
di tre mesi per adottare le modifiche statutarie; decorso inutilmente
tale termine,  il  Ministro  vigilante  costituisce,  senza  nuovi  o
maggiori oneri per la finanza pubblica, una commissione  composta  da
tre  membri,  compreso  il  presidente,  in  possesso   di   adeguata
professionalita', con il compito di attuare le  necessarie  modifiche
statutarie. 
  3. Gli organi di governo e di controllo  degli  Enti  rimangono  in
carica fino alla scadenza naturale del loro mandato. 
  4. Gli articoli 2, 7, 9, 10, 11, 12, 13, 15, 16 e 17  si  applicano
all'Istituto Nazionale per l'Assicurazione contro  gli  Infortuni  su
Lavoro e le malattie professionali - INAIL limitatamente al personale
e alle funzioni di ricerca trasferite ai sensi dell'articolo 7, commi
1, 4, e 5 del decreto legge 31 maggio 2010  n.  78,  convertito,  con
modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122 nonche' all'Agenzia
Nazionale per le Politiche Attive del Lavoro -  ANPAL,  limitatamente
al  personale  ed  alle  funzioni  di  ricerca  trasferite  ai  sensi
dell'articolo 4, comma 9, del decreto legislativo 14  settembre  2015
n. 150. 
  5. Il Ministero dell'istruzione, dell'universita' e  della  ricerca
promuove   e   sostiene   l'incremento   qualitativo   dell'attivita'
scientifica degli Enti vigilati, nonche'  il  finanziamento  premiale
dei Piani triennali di attivita' e di specifici programmi e progetti,
anche congiunti, proposti dagli enti. A tal fine, in via sperimentale
si provvede per l'esercizio 2017 con lo stanziamento di 68 milioni di
euro  mediante  corrispondente  riduzione  delle   risorse   di   cui
all''articolo 7 del  decreto  legislativo  5  giugno  1998,  n.  204.
L'assegnazione agli enti delle risorse di cui al  presente  comma  e'
definita con decreto  del  Ministro  dell'istruzione,  universita'  e
ricerca che ne fissa altresi' criteri , modalita' e termini. 
 
 
                             Articolo 20 
 
 
                             Abrogazioni 
 
  1. L'articolo 2 comma 2, gli articoli 3 e 4, l'articolo 5, commi  3
e 4, gli articoli 7 e 13 del decreto legislativo 31 dicembre 2009, n.
213, sono soppressi. 
  2. L'articolo 8 della legge 9 maggio 1989, n. 168 e' soppresso. 
  3. L'articolo 3, comma 2, del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 90 e
l'articolo 66, comma 14, del decreto-legge 25  giugno  2008  n.112  e
successive modificazioni sono soppressi. 
  Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara' inserito
nella  Raccolta  ufficiale  degli  atti  normativi  della  Repubblica
italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo
osservare. 
 
 
    Dato a Roma, addi' 25 novembre 2016 
 
                             MATTARELLA 
 
 
                                Padoan, il  Ministro   supplente   ex
                                articolo 8, comma 2, della  legge  23
                                agosto 1988, n. 400 
 
                                Giannini,  Ministro  dell'istruzione,
                                dell'universita' e della ricerca 
 
                                Galletti,  Ministro  dell'ambiente  e
                                della tutela  del  territorio  e  del
                                mare 
 
                                Martina,  Ministro  delle   politiche
                                agricole alimentari e forestali 
 
                                Calenda,  Ministro   dello   sviluppo
                                economico 
 
                                Madia,      Ministro      per      la
                                semplificazione   e    la    pubblica
                                amministrazione 
 
Visto, il Guardasigilli: Orlando

3 pensieri su “Decreto legislativo 218/2016, semplificazione enti pubblici di ricerca: testo completo

  1. Avevo capito che il decreto sarà ritirato in giornata, insieme agli altri bocciati dalla consulta. Pensa che la conferenza stato-regioni lo lascierà nella forma attuale?

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