Il ministro Fedeli cambia il curriculum: da diploma di laurea a diploma. Scoppia la polemica

Fonte: Tecnica della Scuola

 Mercoledì, 14 Dicembre 2016

A tenere banco nel mondo della scuola, e non solo, è la laurea del Ministro dell’Istruzione Valeria Fedeli, che sembra essere scomparsa dal Cv dell’ev sindacalista Cgil.

Da “diploma di laurea in Scienze sociali” a “diploma per assistenti sociali”: è stato modificato, sul sito Internet del neoministro dell’Istruzione Valeria Fedeli, la voce del curriculum che tante polemiche ha scatenato nelle ultime ore.
Alla nuova titolare del dicastero dell’Istruzione, come riporta ANSA, era stato infatti contestato di aver mentito sulla sua laurea. Sul suo sito ufficiale, nella sezione “Chi sono”, era scritto: “Finite le scuole mi sono trasferita a Milano dove ho conseguito il diploma di laurea in Scienze Sociali, presso Unsas (Scuola per assistenti sociali)”.
Oggi, il sito è stato aggiornato scrivendo “dove ho conseguito il diploma per assistenti sociali, presso Unsas”.
A sollevare per primo il caso era stato ieri il giornalista Mario Adinolfi sul suo profilo Facebook, e subito erano iniziati i commenti e le critiche sui social.
Dalle ricostruzioni dell’entourage del ministro, quello che Valeria Fedeli aveva conseguito nel lontano 1971 era una sorta di post-diploma, quella che oggi sarebbe una laurea triennale. Ma le lauree triennali, ancora ANSA, sono state istituite parecchi anni dopo, quindi – era l’argomentazione dei critici – non di laurea breve si trattava bensì di semplice diploma. Come oggi certifica il sito ufficiale della neoministra dell’Istruzione.

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12 pensieri su “Il ministro Fedeli cambia il curriculum: da diploma di laurea a diploma. Scoppia la polemica

  1. Nata nel 49, accede all’istruzione secondaria nel 62-63. In quei anni il liceo era esclusivo per la classe borghese all’università si accedeva in maniera selettiva a seconda del liceo seguito. Il censo della ministra doveva essere tale da giustificare la scelta della attuale ministra. Corso triennale per maestra d’asilo. Che non permetteva l’accesso all’università ma neanche alla facoltà di Magistero. Ha seguito un corso di tre anni post-formazione secondaria (il massimo permesso allora). La mancata capacita’ di contestualizzare e l’arroganza insita della estrapolazione dell’esperito attuale alla realtà’ storica passata non dicono bene delle capacita’ razionali di molti. Perché’ a seguire i vostri ragionamenti io non ho il dottorato e sono ricercatore ed e’ sacrosanto il mio licenziamento .

    • Dimenticavo l’accesso libero all’università si e’ avuto solo dal 70 in seguito ad una legge del 69. Non e’ preistoria e’ la storia, recente, di questo paese.

    • Per carità. Ma mica stiamo dicendo che è una persona non degna… Solo che ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca, richiederebbe un MINIMO di competenza. Che la laurea non garantisce, come il dottorato non garantisce, di per sé, la capacità di fare ricerca. Però davvero non era disponibile NESSUN’altra figura POLITICA con una qualificazione specifica per il ruolo migliore?…
      E su.

      • Paolo questa e’ una critica che condivido. Ma la polemica e’ su altro ed e’ veramente stucchevole. In più’ sorvola sul fatto che le politiche degli ultimi 20 anni in tema di ricerca sono state ministro indipendenti, dettate da altri soggetti e definite in altri luoghi e con una coerenza temporale estrema.

      • Chi fa polemica lo fa (a mio modo di vedere) in modo strumentale. Però il dato di fatto non cambia.

        Il ministro IUR è “a capo” di circa 1 milione di insegnanti della scuola, di circa cinquantamila tra professori ordinari, associati e ricercatori, alcune decine di migliaia di ricercatori e tecnologi degli enti di ricerca, più altre decine di migliaia di figure professionali tecniche e amministrative di elevato profilo. Senza contare la struttura tecnica del Ministero.

        Non mi pare che il fatto (innegabile) che neanche illustri rettori nonché eminenti scienziati siano stati in grado di cambiare il ruolo periferico della produzione di conoscenza nel nostro Paese e nella politica sia una giustificazione.

  2. @Neutrino: Ma dice sul serio? Questa signora sostiene che l’aver studiato per tre anni da assistente sociale quando già aveva un lavoro dimostra il suo “gusto per la conoscenza” (1). Io trovo che una frase del genere, pronunciata da un Ministro dell’Istruzione, sia agghiacciante… Mi bolli pure come classista, ma per me una che parla così ha tutte le carte per fare danni, a meno che non le si mettano intorno almeno in cinque per fare il suo lavoro al suo posto… Non ce lo auguro, ma potremmo trovarci a rimpiangere i tempi del tunnel Gran Sasso – CERN…

    (1) http://www.repubblica.it/scuola/2016/12/17/news/_ho_lavorato_una_vita_nel_sindacato_posso_fare_la_ministra_anche_senza_laurea_-154270891/?ref=HREC1-9

    • @Jack Frusciava: rilegga bene il mio post e vedrà’ che non contiene nessun giudizio sulle capacita del ministro designato. Ne il mio post e’ una sua difesa. Pensare e’ un attivista’ che costa energia e lo spreco e’ sicuramente un attitudine negativa.

      • @neutrino

        Mi sembra che la sua risposta sia inutilmente aggressiva (soprattutto nel finale)… Non mi pare di averla provocata al punto da meritarmi una reprimenda sullo spreco delle mie energie intellettuali…

        Comunque il suo post l’ho riletto. Più che altro mi ha colpito il finale, quando attribuisce a Lidia (o al titolare del blog, o a chi altri?!?!) il pensiero che non avendo lei conseguito il titolo di dottore di ricerca, dovrebbe essere licenziato… A mio parere la questione non dovrebbe essere MAI posta in termini di licenziamemto, quanto piuttosto in termini di ambizioni di carriera (come nel caso della “cosiddetta” ministra). E ovviamente la risposta dipende dalla sua età, che non mi è dato conoscere (del resto i neutrini non decadono mai…). Se lei fosse un sessantenne, – beh – ai suoi tempi il corso di dottorato non esisteva e il problema non si pone punto… Se invece lei fosse un quarantenne, la cosa sarebbe assai diversa… Lei come quarantenne privo di dottorato si vedrebbe bene, per es., ai vertici di un EPR? o di un ministero?

        In ogni caso, mi sembra più attuale il problema se oggi dobbiamo/possiamo assumere nuovi ricercatori che non abbiano necessariamente conseguito il titolo di dottore di ricerca. La mia personale risposta è che, no, non dobbiamo/possiamo farlo… come del resto avviene in tutti i paesi più avanzati…

        Cordiali saluti,

        J. F.

      • il “titolare” conosce il dott. neutrino piuttosto bene… lo licenzierei a prescindere, così da potersi comprare una barca (con i lauti guadagni) e girare il mondo.
        pace. pace e amore. è natale e non vale la pena polemizzare. comunque ANCHE questa polemica è in conto a chi ha avuto la splendida idea di questa nomina.

      • @Jack Frusciava.
        La parte finale era sicuramente aggressiva, ma l’aggressività’ non era certo rivolta a lei …

        @Paolo
        OK. Pace & Amore. ma solo per 15 giorni …

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