Una parte delle risorse dell’Iit per finanziare progetti nazionali

Genova – L’assalto al presunto “tesoretto” dell’Istituto italiano di tecnologia – da giorni preso di mira da un gruppo eterogeneo di parlamentari a colpi di emendamenti – ha convinto il governo a muoversi. Valeria Fedeli e Pier Carlo Padoan, i ministri all’Istruzione e all’Economia che vigilano sull’Iit, hanno raggiunto ieri sera un compromesso: l’Istituto cederà parte di quel “tesoretto” a tutta la ricerca pubblica italiana. «Abbiamo deciso di mettere a disposizione 250 milioni per promuovere insieme agli altri grandi enti di ricerca progetti di interesse nazionale», fa sapere il direttore scientifico dell’Iit, Roberto Cingolani.

La decisione mette, almeno per ora, la parola fine al dibattito che da giorni si trascinava alla Camera dove la commissione Bilancio ha esaminato gli emendamenti alla manovra di primavera. Alcuni di questi riguardavano l’Iit, proponevano di abbatterne i finanziamenti ordinari o di devolverne agli altri enti di ricerca il patrimonio, il “tesoretto”. Gli emendamenti portavano firme diverse, Mdp, Südtiroler Volkspartei, uno addirittura era stato firmato, «per errore» si è poi giustificata lei, da una deputata del Pd eletta in Liguria, Mara Carocci, e che all’indomani della firma era a Genova in visita all’Iit «realtà virtuosa che favorisce lo sviluppo del Paese».

Tutti gli emendamenti sono stati ritirati, per ultimo, ieri sera, quello della Südtiroler. Il suo firmatario, il deputato Daniel Alfreider, voleva togliere all’Iit il suo patrimonio di oltre 580 milioni di euro e devolverlo a un fondo nazionale per la ricerca pubblica. Alfreider si era fatto interprete della richiesta di molti ricercatori che in Parlamento hanno trovato un forte appoggio nella scienziata e senatrice a vita Elena Cattaneo. L’anno scorso la senatrice aveva depositato in aula un documento molto critico sulla scelta del governo di affidare all’Iit la progettazione del nuovo centro di ricerca milanese, lo Human Technopole. Il documento si soffermava anche sui finanziamenti ordinari all’Iit, circa 96 milioni l’anno, e sul suo “tesoretto”.

Fonte: Il Secolo XIX

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