“La politica come la fisica: semplificare le cose complesse”, parla Anna Grassellino

Fonte: http://www.unita.tv/interviste/la-politica-come-la-fisica-semplificare-le-cose-complesse-parla-anna-grassellino/

#Democratica

La nuova responsabile dem del dipartimento italiani all’estero: “Io sono assolutamente favorevole all’idea di spostarsi, anche perché nella ricerca scientifica muoversi è cruciale”

Ciò che mi ha aiutato ad andare avanti, nella vita come nella carriera di fisica, è stato provare a rendere semplici, e dunque più vicine alle persone, anche le cose complesse. Ed è questo lo spirito con il quale intendo affrontare questa nuova esperienza politica”. A parlare è Anna Grassellino, 35 anni, siciliana di Marsala, ricercatrice al Fermilab di Chicago (“l’equivalente del Cern europeo”, sottolinea), fresca di nomina a capo del dipartimento Italiani all’estero del Pd. Una giovane scienziata – il suo campo sono i superconduttori a radiofrequenza utilizzati negli acceleratori di particelle di ultima generazione – che può già vantare nel curriculum il prestigioso premio PECASE (Presidential Early Career Awards for Scientists and Engineers), la più alta onorificenza attribuita dagli Stati Uniti a giovani scienziati e ingegneri, conferitole da Barack Obama nel gennaio dell’anno scorso.

Anna, raccontaci la storia di questa nomina.

Sono sempre stata una forte simpatizzante del Pd e una seguace di Matteo Renzi, che ho sostenuto fin dalle primarie del 2013. Già da allora con tanti altri italiani eravamo convinti che la sua candidatura potesse reppresentare finalmente una svolta, e quando questo cambiamento è avvenuto ci siamo detti che potevamo finalmente essere orgogliosi dell’Italia nel mondo.

E poi?

Poi ci siamo incontrati a Chicago, dove gli ho fatto da guida durante la sua visita ai laboratori del Fermilab. Gli abbiamo mostrato la superconduttività utilizzata per gli acceleratori di particelle, un progetto che stiamo sviluppando anche in collaborazione con l’INFN e con aziende italiane. Tra l’altro, stiamo per costruire una macchina per lo studio dei neutrini e ci sarà anche un forte contributo italiano.

Dunque possiamo dire che la superconduttività è stata un acceleratore anche di rapporti e di impegno…

Be’ in un certo senso sì. Renzi poi mi ha chiamata dopo il conferimento del premio presidenziale e mi ha chiesto se pensavo di poter esser utile nel lavoro con gli italiani all’estero. All’inizio ero titubante perché per ovvie ragioni non posso garantire una presenza costante, ma mi hanno convinta l’assicurazione che lavoreremo per rimanere comunque in contatto costante, anche grazie a Internet, e la convinzione che l’essere già parte di questa grande comunità rappresenti un valore aggiunto.

In qualche modo la tua nomina sancisce un cambio di paradigma: dall’italiano emigrante per necessità, all’eccellenza nella ricerca.

Italiani all’estero siamo tutti, ma è vero che c’è stato un cambiamento. Tutti gli ingegneri che si sono laureati con me a Pisa, ad esempio, oggi sono a fare splendide carriere all’estero, in particolare negli Stati Uniti.

Si parla tanto di fuga dei cervelli, ma secondo te bisogna tornare o piuttosto provare a fare sistema da dove si è?

Io sono assolutamente favorevole all’idea di spostarsi, anche perché nella ricerca scientifica muoversi è cruciale, è importante però riuscire a fare di chi è andato via un capitale. Ovviamente partire deve essere una scelta e non un obbligo, così come è importante che ci siano le condizioni per un eventuale ritorno.

Come intendi affrontare questo impegno?

Come ho sempre fatto nella vita, studiando per imparare il più possibile. Certo per me che sono anche una mamma sarà un impegno non da poco, ma sono molto emozionata e ho intenzione di portarlo fino in fondo.

Per te una specie di nuovo laboratorio…

Da ingegnere sono diventata fisico, adesso da fisico studierò da politico. E’ un esperimento interessante che un po’ mi spaventa, ma l’importante è mettersi in gioco per il bene della comunità. Quello che posso dire è che ho intenzione di aumentare le connessioni e la capacità di fare rete: dobbiamo aprirci, una politica che si chiude in sé stessa è difficile da comprendere e da ascoltare, per questo è importante portare dentro anche il punto di vista della società civile.

Hai già qualche iniziativa in mente?

Intanto si parte dallo studio. Nei prossimi giorni vedrò il mio predecessore Eugenio Marino, è stato gentilissimo e sono certa saprà darmi i giusti consigli. Oggi faremo la nostra prima riunione a Roma, nel frattempo tanti segretari di circoli del Pd all’estero mi hanno già telefonato mettendosi a disposizione, e di questo li ringrazio. Per il resto io già viaggio molto per lavoro, già a fine agosto sarò ad Amsterdam e a dicembre a Tokyo, vorrà dire che da oggi ogni viaggio sarà anche l’occasione per incontrare e conoscere la grande comunità del Pd nel mondo.

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