Fusione nucleare: completo lo schieramento delle Regioni in lizza per DTT

Fonte: Brindisi Report

Fusione nucleare: completo lo schieramento delle Regioni in lizza
BRINDISI – E’ agguerrito il parterre delle concorrenti di Brindisi-Cittadella della Ricerca nella corsa per ospitare la sede dell’esperimento Divertor Tokamak Test (Dtt) di Enea, che dovrà individuare nei prossimi anni un modello industrializzabile di reattore a fusione nucleare calda, soprattutto mettendo alla prova i materiali in grado di gestire un anello di plasma a temperature di circa 100 milioni di gradi, le stesse che si sviluppano nel cuore delle stelle.

Hanno formalizzato nei giorni scorsi la propria candidatura, dopo quella della Regione Puglia per Cittadella della Ricerca (sulla base di un protocollo siglato con Provincia e Comune di Brindisi), anche la Regione Veneto (centrodestra) per un sito di Porto Marghera, d’intesa con il Comune di Venezia e l’appoggio dell’Università di Padova; la Regione Piemonte (centrosinistra come la Puglia) per Casale Monferrato, con voto favorevole anche del consiglio comunale della città sul fiume Po.

In campo pure la Regione Liguria (centrodestra) per l’ex sito della centrale Enel di La Spezia; le Regioni Emilia Romagna e Toscana (centrosinistra) per il sito del laboratorio Enea sul lago Brasimone (Appennino tosco-emiliano); in fase di presentazione anche la candidatura della Regione Lazio per il Centro Enea di Frascati. In gioco non solo il prestigio e l’importanza scientifica dell’esperimento Dtt a livello europeo e mondiale, ma anche una prima tranche di 500 milioni di euro di investimento da parte della Ue, cui si aggiungo altri 25 milioni della Regione interessa, con un programma di spesa di circa due miliardi di euro negli anni.

Costosa è impegnativa è infatti la ricerca sulla fusione nucleare controllata, che punta a sostituire l’attuale sistema a fissione, molto meno controllabile e rischioso come si è visto alla luce di gravi incidenti industriali, come quelli di Cernobyl e Fukushima. L’obiettivo è garantire una fonte praticamente illimitata di energia per il futuro, accanto a quella delle fonti rinnovabili, per soppiantare sia la produzione di energia nucleare a fissione che le fonti fossili come carbone, petrolio e gas.

Era già nota l’intenzione di queste Regioni del Centro-Nord di concorrere per aggiudicarsi l’esperimento Dtt, ora che le domande sono formalizzate si tratta di mettere sul piatto le proprie peculiarità. Fondamentale risultano, alla luce dell’avviso di Enea del novembre 2017, disporre di un’area libera dell’estensione richiesta, del contributo degli enti territoriali, della presenza di una sistema di trasporti capace di assicurare il trasferimento agevole di carichi speciali e straordinari, e di una logistica favorevole agli insediamenti industriali.

Da questo punto di vista, Cittadella della Ricerca ha a disposizione l’area necessaria, di proprietà della Provincia di Brindisi che ha sottoscritto il protocollo d’intesa con Regione Puglia e Comune; a pochi chilometri si trovano porto ed aeroporto di Brindisi, e sono altrettanto ben collegati, a poche decine di chilometri di distanza, anche l’aeroporto di Grottaglie destinato da un progetto della Regione Puglia a diventare un hub cargo, e lo stesso porto di Taranto, il tutto servito da una rete di superstrade con collegamento alla rete autostradale nazionale.

La stessa Cittadella della Ricerca dispone di una fermata ferroviaria sulla linea Brindisi-Taranto e si trova sulla superstrada tra Brindisi e il capoluogo ionico. Per le centinaia di imprese della componentistica avanzata che già sono interessate all’esperimento Dtt (Ansaldo su tutte), per lo studio e la produzione di materiali impiegabili ad altissime temperature e la costruzione del Tokamak, un mini-reattore di 10 metri di altezza per 6 di diametro, ci sono i suoli già liberati e bonificati nella zona industriale di Brindisi in altre aree di insediamenti industriali minori della zona.

Per chiudere, va ricordato che in Cittadella della Ricerca opera da molti anni un Centro Enea specializzato in ricerche sui materiali, esiste un polo universitario di Ingegneria industriale, e che a Brindisi esiste un polo energetico in grado di garantire al laboratorio Dtt il grande quantitativo di energia necessario per alimentare i campi magnetici che generano il processo della fusione nucleare calda. Molto, moltissimo, conterà però anche la politica, e da questo punto di vista è necessario essere realisti: per Brindisi sarà molto dura.

Va ricordato, per chi non segue assiduamente le vicende dell’industria aerospaziale, che l’importante partita dell’assemblaggio e delle attività di assistenza per il nuovissimo cacciabombardiere di quinta generazione Lockheed Martin F-35 che in molti paesi europei sostituirà il Panavia Tornado, è stata assegnata qualche anno fa al sito produttivo Alenia (oggi  Leonardo Aerostrutture) di Cameri, attiguo a quell’aeroporto militare in provincia di Novara, anche su pressing della Lega Nord, tagliando fuori i distretti aerospaziali campano e pugliese.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...