È scozzese il primo direttore di Human Technopole

Fonte: La Stampa

A guidare l’istituto di ricerca multidisciplinare che entro un paio d’anni occuperà trentamila metri quadri sui terreni di Expo sarà il biochimico Iain Mattaj, attuale direttore generale del Laboratorio Europeo di Biologia Molecole (Embl) di Heidelberg, in Germania. Lo ha designato il comitato di coordinamento
FABIO DI TODARO
MILANO

Lo Human Technopole – l’istituto di ricerca multidisciplinare che entro un paio d’anni occuperà trentamila metri quadri sui terreni nel 2015 occupati da Expo – ha il suo primo direttore. Si tratta dello scienziato scozzese Iain Mattaj, 65 anni, attuale direttore generale del Laboratorio Europeo di Biologia Molecole (Embl) di Heidelberg (Germania): tra i centri di ricerca in biologia molecolare più importanti al mondo, da cui sono venuti fuori tre Premi Nobel negli ultimi vent’anni. A designarlo il comitato di coordinamento del progetto Human Technopole, che ha valutato le indicazioni del gruppo internazionale di scienziati che nelle scorse settimane aveva messo sotto torchio i cinque profili giunti all’ultima tappa della selezione.

Mattaj, contattato da «La Stampa», non ha rilasciato dichiarazioni. Lo farà soltanto dopo aver concluso i negoziati con l’Istituto Italiano di Tecnologia, che sovraintenderà il polo. Il suo incarico dovrebbe durare comunque quattro anni. L’insediamento avverrà entro la fine dell’anno, anche perché l’Embl ha già designato la sostituta di Mattaj. Toccherà a Edith Heard, direttore dell’unità di genetica e sviluppo all’Istituto Curie di Parigi, prendere le redini della struttura a partire dal prossimo primo gennaio.

Chi è il «superscienziato?»

Mattaj è il «superscienziato» scelto per guidare il nuovo centro di ricerca focalizzato su genomica, big data, invecchiamento e nutrizione. Nato nel 1952 a St. Andrews, si è laureato in biochimica (con lode) a Edimburgo e nel 1985 ha iniziato a lavorare all’Embl. La scalata ai vertici è stata continua. Vale la pena citare le ultime due tappe: quelle che lo hanno portato a diventare prima direttore scientifico (dal 1999) e poi direttore generale (dal 2005). La sua ricerca ha portato a importanti conquiste nella conoscenza dei meccanismi con cui l’Rna e le proteine sono trasportate dal nucleo della cellula alla sua parte esterna, il citoplasma. Mattaj, inoltre, ha individuato il ruolo di un particolare enzima (GPTasi) nella mitosi: cioè la suddivisione del nucleo della cellula in due cellule figlie. Risultati grazie ai quali Mattaj ha ottenuto diversi premi e incarichi di prestigio: tra cui la presidenza della Rna Society e il premio Louis-Jeantet per la medicina. Il ruolo che avrà in Human Technopole è definito: sarà lui il vertice scientifico che si collocherà un gradino più su rispetto ai direttori dei sette centri di ricerca, da designare nei prossimi mesi.

I passi da compiere

Il prossimo passo per lo sviluppo del progetto Human Technopole – i primi ricercatori sono già al lavoro, ma la struttura inizierà a marciare a pieno regime nel 2023, assorbendo 1500 scienziati – sarà l’approvazione dello statuto della futura fondazione attraverso un decreto della presidenza del Consiglio dei ministri. La tabella di marcia è fitta di scadenze. Ma da Palazzo Italia Stefano Paleari, presidente del comitato di coordinamento dello Human Technopole, ha voluto «esprimere un ringraziamento ai due comitati per il lavoro svolto e per l’ampia analisi condotta prima dell’indicazione definitiva. La selezione ha visto partecipare candidati di altissimo profilo scientifico: questo rappresenta sia un motivo di soddisfazione sia una grande responsabilità per i prossimi passi di questa importante infrastruttura scientifica italiana». A regime Human Technopole includerà quello che fu Palazzo Italia, altri due edifici esistenti, l’unità di servizio 6 e il cardo nord-ovest. Più due strutture di nuova costruzione che ospiteranno – complessivamente – sette centri di ricerca e quattro strutture scientifiche di supporto. Tutto sotto l’egida di Mattaj, che all’ultima curva della sua carriera s’è preso sulle spalle il fardello di dover rilanciare la ricerca italiana.

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Un pensiero su “È scozzese il primo direttore di Human Technopole

  1. Peccato che l’interessato non sia stato avvisato.

    Scrive infatti in una mail a tutti i collaboratori di EMBL:

    “On Friday, a press release was distributed in Italy saying that I have been appointed as Director of the Human Technopole. The current situation is that I find Human Technopole a very promising and interesting initiative and I am therefore interested by the position. However, I have received no formal offer, have carried out no detailed negotiations and know too little about multiple aspects of the project to be ready to accept the position at this stage.”

    Altra chicca il comunicato stampa in inglese, criticato su FB per lo stile troppo maccheronico, e’ stato rimosso.

    Dilettanti o che cosa ?

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