Il Miur strappa 4,2 miliardi per gli investimenti: alla ricerca 1,1 miliardi, la metà al Cnr

Fonte: Scuola24

di Marzio Bartoloni

Fondi per oltre 4 miliardi di euro sono stati assegnati al Miur per l’edilizia scolastica e universitaria e per la ricerca. Ieri il consiglio dei ministri ha infatti approvato il decreto per la ripartizione delle risorse del Fondo investimenti (già stanziati 47 miliardi fono al 2033) , rifinanziato dalla legge di bilancio per il 2018, con 36,117 miliardi di euro. Di questi, 4,2 miliardi sono destinati al Miur «con un aumento di 1,6 miliardi di euro rispetto alle risorse avute nel 2017 attraverso lo stesso Fondo», ha ricordato ieri la ministra Valeria Fedeli.

In particolare, viene stanziata dal 2018 al 2033 una dote di 2,9 miliardi per l’edilizia scolastica e circa 200 milioni per quella universitaria. I fondi saranno destinati all’adeguamento antisismico e antincendio delle scuole, alla messa in sicurezza degli istituti con criticità rilevate da indagini diagnostiche, alla realizzazione e alla riqualificazione di posti nelle residenze universitarie attraverso il miglioramento dei servizi abitativi per gli studenti universitari riqualificando gli edifici che in molti casi risultano anche di pregio.

Alla ricerca vanno poi risorse per 1,1 miliardi da destinare al First (Fondo per gli Investimenti nella Ricerca Scientifica e Tecnologica) con una dote di 250 milioni, al Fisr (Fondo integrativo speciale per la ricerca) per 25 milioni, allo sviluppo delle politiche scientifiche del Cnr (Consiglio nazionale delle ricerche) per 600 milioni da destinare all’«impostazione strategica nello sviluppo delle politiche scientifiche».

Infine 185 milioni vanno ai progetti dell’Inaf «Cherenkov telescope array e Square kilometer array» e 15 milioni all’infrastruttura di calcolo scientifico dell’Infn. «Si tratta di un investimento molto consistente. Investire sulla qualità e la sicurezza delle scuole e delle residenze universitarie, portare risorse al sistema della ricerca significa investire sul futuro – aggiunge la ministra -. Il decreto approvato oggi dimostra ancora una volta che per noi istruzione e ricerca sono settori prioritari. Lo sono per la formazione delle nuove generazioni, ma anche per assicurare all’intero Paese uno sviluppo sostenibile e la capacità di affrontare con successo le continue sfide che il mondo globalizzato di oggi ci pone di fronte».

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