Università, Cineca non ha pagato le tasse: il Fisco vuole 60 milioni di euro. Si profila lo scontro tra il Miur e il Mef

Per cinque anni, dal 2011 al 2015, il consorzio per il supercalcolo partecipato da 70 università e controllato dal Miur ha contabilizzato i contributi ministeriali come patrimonio netto sottraendoli alle “sopravvenienze attive” da imputare ai fini delle imposte su redditi e attività produttive. Il Fisco offre la possibilità di un accertamento con adesione che riduce a 25 milioni il debito, il consorzio rifiuta. Si prospettano profili penali. Silenzio e imbarazzo nell’ente, il presidente Corazza: “Nulla da dichiarare”

Evasione di Iva, Ires e Irap, omessa fatturazione di operazioni imponibili quantificate come “prestazioni esenti”, imposte sugli acquisti detratte indebitamente. Sotto l’occhio non proprio vigile del Ministero dell’Istruzione, al centro di supercalcolo di Cineca qualcuno ha sbagliato i calcoli: il consorzio degli atenei italiani avrebbe omesso di versare una montagna di imposte, tante che l’Agenzia delle Entrate gli ha mosso una contestazione da60 milioni di euro (sanzioni incluse). Una cifra da capogiro dovuta soprattutto ai mancati versamenti tra il 2011 e il 2015 delle imposte sulla quota di contributi ricevuti annualmente dal Miur proprio per i “servizi di supercalcolo”: nei bilanci venivano contabilizzati nel patrimonio netto anziché come contributi in conto capitale, così da sparire dal conteggio delle “sopravvenienze attive” da imputare ai fini delle imposte su redditi e attività produttive. Il tutto sotto il naso di fior d’accademici, rettori e prorettori.

Tre sono per ora le contestazioni, per periodi diversi: c’è un giudizio pendente in fase di appello davanti alla Commissione Tributaria provinciale dell’Emilia relativo al solo 2011 per 4,3 milioni, c’è poi un tentativo di accertamento con adesione per il periodo di imposta 2012 per 21,1 milioni di euro, ma soprattutto c’è una verifica sui successivi periodi dal 2013 al 2015 per i quali l’Agenzia delle Entrate non ha ancora notificato i relativi avvisi di accertamento per altri 28,5 milioni. La contestazione tributaria si trascina dietro una potenziale notizia di reato da far tremare i polsi ai legali rappresentanti (“dichiarazione infedele”, reclusione da 1 a 3 anni) e il rischio per gli amministratori di essere chiamati a rispondere per danno erariale. Il punto è come uscire dall’incubo di cui sono informati da tempo il Ministero della Pubblica Istruzione, 70 atenei consorziati e 5 enti di ricerca. Senza però che trapelasse nulla…

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