Dalla stretta sui contratti a termine alle delocalizzazioni, tutti i contenuti del Decreto «dignità»

Fonte: Il Sole 24 Ore

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Aumento del 50 per cento delle indennità per i licenziamenti senza giusta causa e stretta sui contratti a termine, che non potranno durare più di due anni e comunque dovranno essere giustificati dopo i primi 12 mesi, con le regole che vengono estese anche agli interinali.

Fino a 3 anni di indennità per i licenziamenti
Aumenta il valore dell’indennità per i lavoratori licenziati “ingiustamente”, passando da massimo 24 mesi a massimo 36 mesi.

Contratti a termine
Il limite massimo si riduce da 36 a 24 mesi e ogni rinnovo a partire dal secondo avrà un costo contributivo crescente dello 0,5%. Ridotte da 5 a 4 le possibili proroghe.

Tornano le causali
Per i contratti più lunghi di 12 mesi o dal primo rinnovo in poi arrivano tre categorie di causali, esigenze temporanee e oggettive, connesse a incrementi temporanei, significativi e non programmabili, o relative a picchi di attività stagionali. Le nuove regole valgono anche per i contratti a tempo determinato in somministrazione (non vengono cancellati, come previsto dalle prime bozze, quelli in somministrazione a tempo indeterminato). Salta invece il conteggio di questa ultima tipologia nei limiti del 20% previsto per contingentare le assunzioni a termine.

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