Negli enti di ricerca scocca l’ora delle chiamate diretta

Fonte: Scuola24

di Eu. B.

La legge di bilancio 2019 riserverà poche sorprese al mondo dell’università. Anche l’ultima bozza del Ddl che dovrebbe essere inviato domani in Parlamento conferma il mini-menù di interventi anticipati nei giorni scorsi: abrogazione delle cattedre Natta, chiamata diretta negli enti di ricerca e mille ricercatori di tipo B in cattedra (su cui si veda, rispettivamente, Scuola24 del 24 e del 29 ottobre .

Le chiamate dirette negli enti di ricerca
Anche negli enti di ricerca vigilati dal Miur debuttano le chiamate dirette per merito eccezionale. La bozza stabilisce che «la valutazione del merito eccezionale per la chiamata diretta è effettuata da apposite commissioni nominate con decreto del Ministro vigilante, composte da un minimo di tre fino ad un massimo di cinque esperti del settore di afferenza degli Enti che propongono l’assunzione per chiamata diretta». Commissioni che dureranno un anno e i cui membri non potranno restare in carica per più di due mandati consecutivi. Piccola curiosità: le valutazioni in origine erano affidate alle stesse commissioni che avrebbero dovuto attribuire quelle cattedre Natta che la manovra 2019 cancellerà.

Addio alle cattedre Natta
Il Fondo per le «Cattedre Natta» è stato introdotto dal Governo Renzi nel 2015 per finanziare ogni anno 500 chiamate dirette dei migliori cervelli dall’estero o dall’Italia. Il Fondo però non è mai decollato ed è stato nel frattempo anche svuotato. Ad esempio nella legge di bilancio dell’anno scorso – targata Pd – che aveva utilizzato parte delle risorse per ristorare in parte i professori del blocco degli anni passati degli scatti di stipendio. Ma l’esecutivo giallo-verde è pronto ad andare oltre. E a cancellarle, come dispone la bocca di manovra quando stabilisce: «All’articolo 1 della legge 28 dicembre 2015, n. 208, i commi dal 207 al 212 sono abrogati».

Il maxi-piano di assunzioni
Terza e ultima novità in arrivo per l’università è lo stanziamento di 20 milioni per il 2019 (che dal 2020 diventeranno 50 milioni) che serviranno all’assunzione di mille ricercatori di tipo b) previsti dalla riforma Gelmini del 2010. Una figura poco utilizzata finora dagli atenei italiani. Sarà un decreto del Miur, da adottare entro 60 giorni dall’entrata in vigore della presente legge, a ripartire i fondi tra le università.

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