PA, Bongiorno conferma il turn over al 100%

Il ministro della funzione pubblica è intervenuto per chiarire che le assunzioni per le amministrazioni centrali partiranno dal 15 novembre 2019. «Sono i tempi necessari per concludere le procedure concorsuali», ha detto la ministra. Che oggi si è impegnata anche sul fronte del Ccnl, con Unsa, assicurando un aumento medio previsto di 125 euro lordi
bongiorno

Più tempo per le assunzioni nella Pa. Però si faranno. Lo ha garantito, con una nota, il ministro della funzione pubblica Giulia Bongiorno.

“Come ho ripetuto più volte in questi mesi, a decorrere dal 2019 è confermato il turn over al 100% per tutte le amministrazioni pubbliche. Basta con il rinvio di questo traguardo, come hanno fatto i precedenti Governi», ha scritto la Bongiorno.

«Noi abbiamo detto stop ai tagli e stiamo investendo nella pubblica amministrazione per potenziarne il ruolo strategico che deve avere. In relazione ai tempi necessari per concludere le procedure concorsuali che si avvieranno nel 2019, le assunzioni delle amministrazioni centrali partiranno dal 15 novembre 2019. Preciso che resta invariato il turn over al 100% e nel 2020, per i concorsi già espletati, le assunzioni potranno avvenire già dal 1° gennaio 2020. E’ così possibile conteggiare le risorse non utilizzate fino a novembre, considerati i tempi di svolgimento delle procedure concorsuali, come risparmi utili per i saldi di finanza pubblica, senza cambiare gli obiettivi reali di ricambio generazionale».

Il chiarimento si è reso necessario dopo le anticipazioni del premier Conte sui contenuti della manovra e la tempistica delle nuove assunzioni. Tempistica che aveva fatto insorgere i sindacati confederali.

“Un segnale grave che ancora una volta penalizza la Pubblica amministrazione. Il governo ha costruito la sua propaganda proprio sulle assunzioni e ora fa marcia indietro. Non ci stiamo: pronti alla mobilitazione”. hanno scritto in una nota congiunta Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl e Uil Pa in risposta a quanto affermato dal premier Giuseppe Conte nell’Aula del Senato, secondo il quale le assunzioni per le amministrazioni centrali saranno rinviate al 15 novembre 2019.

“Il governo nel corso di questi mesi – affermano i sindacati – ha fatto molta propaganda sulle assunzioni nella pubblica amministrazione e ora, a dispetto di un ddl che ha voluto chiamare ‘concretezza’, fa un passo indietro negando se stesso. Dopo aver presentato, unitariamente, proposte per una Pa migliore, a partire dal varo di un piano straordinario di assunzioni, ora non staremo fermi: pronti alla mobilitazione”.

«Con le modifiche apportate alla legge di bilancio 2019 comunicate oggi in aula dal premier Conte, ancora una volta si fa cassa ai danni della P.A., rinviando al 15 novembre 2019 per le Amministrazioni Centrali le assunzioni per il ‘turn over’» ha commentato Massimo Battaglia, segretario generale della Confsal-Unsa. Sul tema del Ccnl, che i sindacati vogliono venga chiuso entro il 2019, le trattative sono ancora aperte. Oggi sotto il dicastero della funzione pubblica Confsal-Unsa ha manifestato contro l’ipotesi che sul piatto della trattativa ci siano solo 20 euro lordi di aumento.

«Stiamo manifestando sotto il ministero della Funzione Pubblica, perché questo governo, detto del “cambiamento”, non si occupa seriamente del mondo del lavoro ma, di fatto, utilizza il denaro pubblico per l’assistenzialismo»ha detto Battaglia, segretario generale della Federazione Confsal-Unsa, sindacato fortemente rappresentativo nel pubblico impiego. «Per i lavoratori pubblici ci sono 20 euro lordi a testa nella Legge di Bilancio per i rinnovi contrattuali. E’ una vergogna ed è un’offesa per il pubblico impiego che ha già pagato il prezzo più caro della crisi negli ultimi 10 anni» continua Battaglia, che conclude: «L’Unsa chiede con forza al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e al Ministro per la P.A. Giulia Bongiorno di costruire politiche di rilancio della pubblica amministrazione e del suo personale. Senza di questo, saremo tutti condannati al crollo definitivo del sistema pubblico, con ricadute drammatiche sui servizi erogati e sugli stessi fondamenti della democrazia». Una delegazione Unsa è stata ricevuta a fine mattina dal capo di gabinetto del ministro Bongiorno che si è impegnato, a nome del governo, a trovare le ulteriori risorse nella legge di stabilità del 2019 chiudendo il Ccnl entro il prossimo anno con un aumento medio previsto di 125 euro lordi.

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